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Come iniziare una carriera da freelancer di successo

E così anche voi avete deciso di dedicarvi al freelancing…
Come biasimarvi? Intraprendere una carriera da freelancer di successo significa essere più liberi e completamente padroni del proprio tempo.
Significa poter lavorare in treno, in tenda, viaggiando, al mare, in piscina, in cima ad un monte. Significa alzarsi alle 12 e lavorare di notte, o l’esatto contrario, a seconda di cosa vi ispiri maggiormente giorno dopo giorno. Significa non avere capi presuntuosi in grado di darvi ordini, o colleghi molesti che intralciano il vostro lavoro.

Per riuscire in questo intento, però, dovrete superare lo scoglio più difficile, quello iniziale, ed iniziare a costruirvi un vostro giro di clienti. Quelli che seguono sono una serie di consigli che vengono dalla prospettiva di una persona che ha assunto molti freelancer nel corso degli anni, e con questo articolo spero di riuscire a farvi capire quale sia, solitamente, la mentalità del cliente \ datore di lavoro medio.

Entrare nell’ottica del vostro cliente vi consentirà di capire meglio le sue esigenze, i suoi punti deboli, i suoi dubbi. Ma soprattutto, vi consentirà di catturare la sua attenzione, dandovi un grande vantaggio nei confronti dei vostri competitor che non si sono mai messi nei loro panni.

Un’ultima premessa: l’articolo è pensato per freelancer scrittori che vogliono iniziare la loro attività su un tipico sito specializzato in freelancing (upwork, guru, freelancer.com, fiverr, etc..), ma i consigli che troverete possono essere applicati a praticamente qualsiasi attività lavorativa autonoma su qualunque sito \ piattaforma.

Pronti allora? Si parte!

Le scelta della piattaforma

Per iniziare, dovrete iscrivervi ad un sito web che funga da punto di incontro fra domanda e offerta, ossia che permetta di mettere in contatto fra di loro freelancer e clienti.

Ci sono numerosi portali specializzati in questo settore e quando siete agli inizi, se il tempo non vi manca, il consiglio è di iscriversi a tutti, per avere un più ampio bacino di possibilità.
Tuttavia, mano a mano che otterrete lavori, vi converrà concentrarvi soltanto su uno o due di essi, per non disperdere i feedback e costruire piuttosto un profilo il più autorevole possibile su uno di questi.

Alcuni siti noti: Upwork (forse il più diffuso, ma con tasse altissime – il 20% – per i primi 500$ spesi con ciascun cliente), Freelancer.com, Guru, Fiverr (principalmente per lavoretti economici), Toptal (il contrario di Fiverr: entrare è difficile, ma poi le paghe sono più alte ed i clienti di alto profilo)

upwork
Upwork presenta numerose offerte di lavoro per gli italiani, ma le sue commissioni sono fra le più alte in assoluto.

Vi sono poi diversi forum (vale la pena citare html.it e giorgiotave.it per quanto riguarda l’Italia) dove si possono trovare diverse opportunità, pur senza le garanzie che i siti specializzati offrono; ci riferiamo in particolar modo ad un sistema di feedback efficiente e alla protezione dei pagamenti tramite Escrow.

Il proprio profilo

Dopo esservi iscritti, il primo passo da compiere sarà quello di creare un profilo utente interessante.
Non tutti lo andranno a guardare nel dettaglio, ma chi lo farà, vorrà trovare un bel biglietto da visita.
Inserite un vostro primo piano come foto, e presentatevi in non-troppe-righe evidenziando i vostri punti di forza e la vostra filosofia nel lavorare.
ATTENZIONE: il profilo non è un posto dove inserire un intero, freddo curriculum… fate una selezione delle vostre esperienze più significative e metteteci un tocco di personalità!
Il curriculum lo potrete sempre offrire come allegato in formato PDF.

Inviare una candidatura: la cover letter

Dopo aver cercato e trovato un annuncio che rispecchi le vostre capacità, è tempo di inviare la vostra candidatura.
La cover letter, o lettera di presentazione, è probabilmente l’elemento più importante di essa, ancora più importante del preventivo.

Nella cover letter dovete catturare l’attenzione del cliente e spiegargli perchè deve scegliere voi, evidenziando le vostre motivazioni, le vostre capacità, e la vostra metodologia di lavoro.
E’ un aspetto che viene trascurato davvero troppo spesso.

EVITATE ASSOLUTAMENTE e ad ogni costo i sin troppo frequenti testi copia-incolla o, ancora peggio, frasi singole e di dubbia utilità tipo “vorrei svolgere il lavoro posso farlo bene”.
Personalizzate la vostra cover letter, e non trascuratela.

colloquio di lavoro
In assenza di un vero e proprio colloquio di lavoro, la “cover letter” è il modo migliore per far colpo sui clienti e fargli capire i nostri punti di forza e le nostre motivazioni.

Personalmente, scarto a priori tutti coloro che non prendono qualche minuto per leggere il mio annuncio e scrivere qualche riga che dimostri che hanno letto e compreso il progetto.
D’altronde, se loro non hanno preso 5 minuti del loro tempo per leggere cosa avessi da dire, perchè dovrei perdere tempo io a leggere la loro proposta?
Nella cover letter ai datori non interessa conoscere il vostro curriculum completo: quello lo possono trovare sul vostro profilo, o come allegato a parte.
Piuttosto, se presenti, evidenziate solo quelle esperienze lavorative più significative ed affini a ciò cui vi state candidando.

Allo stesso modo, non ci interessa leggere cose tipo “scegli me, non te ne pentirai“.. piuttosto, spiegate quali sono le ragioni per cui il vostro lavoro sarà superiore alla media.

Assicuratevi infine di rispondere ad eventuali domande o richieste presenti nell’annuncio.
In questo modo, non darete l’impressione di aver fatto un banale copia-incolla del testo standard che utilizzate per candidarvi a tutti i lavori più disparati che vi capitano sott’occhio.

E ricordate, tutto quello che dovete dire, lo dovete condensare in un testo che non richieda più di pochi minuti per essere letto: perchè pochi minuti è il tempo di attenzione che solitamente vi sarà concesso.

La scelta del prezzo

Un altro punto cruciale è la scelta del costo della vostra prestazione.
Troverete a competere con voi freelancer di ogni tipo da ogni parte del mondo. Se poi il lavoro richiesto non è particolarmente specializzato e\o non richiede dei madrelingua, vi saranno decine se non centinaia di applicazioni da freelancer indiani, sudamericani o esteuropei che chiederanno compensi stracciati.
Non cercate di andare al ribasso per contrastarli: non è sostenibile per una persona che vive in un paese come l’Italia (o la Germania, la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti).

Puntate piuttosto sulla qualità.

Chi punta estremamente basso non lo fa soltanto perchè il costo della vita nel suo paese è più basso, ma anche perchè solitamente offre un lavoro di qualità molto minore.
Esistono moltissimi freelancer indiani, sudamericani ed esteuropei estremamente competenti, ma vi assicuro che coloro che possono offrire qualità superiori, non si prestano a lavori sottopagati.

Articoli a meno di 0.01$ \ parola, siti a meno di 500€, loghi a 50€… non saranno mai lavori di qualità. Con un po’ di fortuna saranno lavori accettabili, ma mai niente di più.

Questo alcuni clienti lo sanno e li evitano, altri lo sanno e gli va bene così (d’altronde anche il made in China ha il suo perchè), altri non lo sanno e se lo sapessero guarderebbero altrove… tuttavia, fatevi un favore: non arrabbiatevi, non incaponitevi, non intestarditevi nel tentativo di dimostrare ciò al cliente… ne va della vostra sanità mentale!

Queste offerte non uccidono il vostro mercato, semplicemente perchè questo non è il vostro mercato!
Se il cliente decide di rivolgersi a servizi del genere, o ha budget estremamente limitati inadatti alle vostre competenze, o non è in grado di capire come funziona il mercato del lavoro.
In ogni caso, non vale la pena perderci il vostro tempo.

Il costo per parola

Quello della scrittura freelance è uno dei settori nei quali è più difficile stabilire il valore di un servizio.
Se in ambito di sviluppo web la differenza fra un ragazzo che prende 10€ l’ora ed un professionista che ne chiede 100€ è lampante agli occhi di tutti, nel caso degli articoli il confine potrebbe essere un po’ più sottile.
Personalmente, queste sono – in maniera molto generica – le tariffe che mi aspetterei:

< 0.01€ / parola
Articoli sgrammaticati, errori, frasi che suonano male, argomenti semplici trattati in maniera approssimativa.

0.01-0.02€ / parola
Con un po’ di fortuna, e dopo aver cercato e provato diversi freelancer, in questa fascia si possono trovare articoli scritti correttamente dal punto di vista grammaticale, con frasi che suonano bene ed uno stile piacevole da leggere. Tuttavia, un proofreader addizionale è d’obbligo se si vuole la certezza di non pubblicare articoli con palesi sviste e poco professionali refusi.
Inoltre, gli argomenti devono essere semplici o quantomeno trattabili dopo pochi minuti di ricerche.

0.02-0.05€ / parola
Come sopra, ma senza esigenza di proofreader, e con ricerche anche di poche ore. Articoli dai contenuti profondi che possono colpire ed interessare anche i lettori più attenti.

0.05-0.10€ / parola
Il giornalista professionista, dal quale aspettarsi articoli privi di sviste, informazioni accurate ed approfondite, ricerche originali, idee ed approcci innovativi all’argomento ed uno stile professionale.
In pratica, articoli che possano in qualche modo fare la differenza nel vasto panorama di concorrenti che l’Internet offre.

Se avete difficoltà ad ottenere lavori al costo per parola che ritenete più opportuno per il vostro livello, prima di dare la colpa a coloro che “uccidono il mercato” con prezzi stracciati, chiedetevi se effettivamente state offrendo un servizio di quel valore.
Ossia, con molta umiltà, mettetevi in discussione.

Ho visto molti freelancer convinti di scrivere in perfetto italiano proporre contenuti dalla grammatica a dir poco discutibile.
E se puntate ai costi più alti, chiedetevi se ogni articolo che scrivete abbia quel qualcosa in più capace di distinguerlo dalla media, o se è solo un insieme di banalità e semplici affermazioni condite con un buon italiano.
Allo stesso tempo, se siete esperti in un settore che ha richiesto anni di studio, non svendetevi: i clienti hanno bisogno delle vostre competenze che non possono ritrovare in offerte low-cost

Feedback, feedback, feedback

Su internet la diffidenza è d’obbligo.
D’altronde, dietro a quel “Paolo Rossi” in giacca e cravatta potrebbe in realtà esserci chiunque, e non abbiamo alcun modo di conoscere con certezza assoluta la verità.

Quello che possiamo sapere con una buona approssimazione, però, è se Paolo Rossi, chiunque egli sia nella vita reale, sia solito comportarsi in maniera professionale o meno.
Come? Con i feedback, ovviamente!

Per chi non lo sapesse, il feedback è una sorta di recensione (visibile pubblicamente) che il cliente lascia su di voi a lavoro ultimato: un suo giudizio sulla qualità del lavoro che ha ricevuto.

Cento persone che lodano le vostre capacità sono il miglior biglietto da visita possibile.
Per la maggior parte dei datori di lavoro, dei buoni feedback valgono più del vostro titolo di studio ad Harvard o delle vostre collaborazioni con le più grandi aziende del settore. D’altronde, è molto difficile mentire sui feedback, mentre è molto facile inventarsi titoli di studio.

Quindi, la prima cosa da tenere a mente, è che quando accettate un lavoro, specialmente agli inizi, è di fondamentale importanza ottenere dei feedback eccellenti sotto ogni punto di vista.
Un paio di feedback negativi in seguito ai primi 2 lavori, invece, possono essere sufficienti a stroncare sul nascere il vostro account.

Sia ben chiaro: il mondo di internet è estremamente vario, e se la vostra carriera di freelancer sarà lunga e duratura, sarà impossibile non imbattervi almeno una volta in un datore lunatico ed incontentabile. La perfezione non esiste, ma fate di tutto per avvicinarvici il più possibile.

upwork feedback
Un “indice di successo” del 92%, pur essendo ottimo, ha un impatto visivo molto diverso da un 98% o addirittura 100%

Quando inviate una proposta, non valutate solo il lavoro in se’ ed il suo compenso economico.
Guardate anche il profilo del datore, e cercate di capire dal suo storico se si tratta di una persona che lascia sempre il massimo dei voti, di una persona bilanciata, o di un incontentabile cronico.
E tenete questo fattore in mente in fase di offerta.

Ma cosa fare se siete agli inizi e non avete feedback?
In questo caso, ci sono 2 strade da seguire, eventualmente anche in contemporanea:

  • Fate un’offerta “che non si può rifiutare“, offrendo competenza a prezzi ridotti.
    Nella cover letter, specificate che lo state facendo per ottenere feedback più facilmente, e non perchè offrite un servizio di qualità mediocre o perchè non date valore al vostro tempo e alle vostre competenze (se non lo fate voi, perchè dovrebbe farlo un cliente?).
    Sia ben chiaro: non voglio istigare una gara al ribasso allo scopo di ottenere feedback, ma fate una riflessione sul tempo che avete perso sino ad ora nel cercare lavori con un account ancora privo di feedback. Le ore perse ad inviare candidature ignorate e cestinate prima ancora di essere lette spesso valgono 2-3 lavori svolti con un costo orario inferiore ai vostri standard.
    A meno che non si stia parlando di prestazioni specialistiche di alto livello, infatti, la quantità di proposte che ciascun cliente riceve è solitamente grande abbastanza da rendere le offerte di freelancer senza feedback quasi cestinabili a prima vista.
    Alcuni lavori avranno diciture tipo “newbies welcome”, “good for feedbacks”, etc… a specificare come i datori di lavoro siano interessati ad assumere nuovi utenti disposti a lavorare per poco, in cambio di buoni feedback.
    A voi la scelta se questo tipo di mercato rientri nei vostri canoni etici o meno.
  • Offrite una demo (eventualmente retribuita) del vostro lavoro.
    Ok, non avete feedback, ma c’è effettivamente una cosa che potrebbe convincere ancora di più il cliente della vostra bravura nello svolgere i compiti da lui richiesti. Ossia, una dimostrazione pratica.
    Se il cliente ha bisogno di articoli su telefoni e smartphone, e voi ne avete già scritti di simili, inviateglieli. Se il cliente ha esigenze particolari, tanto meglio: offritegli la possibilità di scrivere su misura per lui 1-2 brevi pezzi, senza impegno.
    Potete accordarvi che potrà utilizzare i pezzi solo se poi vi assumerà effettivamente, o che dovrà pagarveli a prescindere senza però impegnarsi ad acquistare il pacchetto completo.
    In ogni caso, cercate di offrirgli una visione dettagliata di come svolgerete il lavoro per lui, senza la necessità di grossi impegni economici.

Dopo aver ottenuto il lavoro…

OK, avete finalmente ottenuto il lavoro: adesso dovete “soltanto” portarlo a termine nella maniera più efficente e soddisfacente possibile.
La maggior parte degli attriti fra clienti e freelancer nasce dalla mancanza di comunicazione.
Se il vostro datore di lavoro latita, non abbiate paura ad essere proattivi nel cercare la comunicazione con lui, nel richiedere input sul lavoro svolto e consigli per proseguire.
Tenetelo aggiornato sui vostri progressi e cercate di rispondere sempre nel più breve tempo possibile.

Se sapete che per qualche ora \ giorno \ settimana non sarete molto disponibili, fateglielo sapere in anticipo.
Un “Ora non posso rispondere in dettaglio alla sua domanda, ma fra X ore le risponderò con calma” è sempre meglio di una lunga attesa senza notizie.

Terminato il lavoro, assicuratevi di chiedere al cliente se è stato tutto di suo gradimento, e se c’è qualcosa che potete migliorare o qualche aspetto per il quale non è soddisfatto al 100% (o, in altre parole, sul quale non è pronto a darvi il massimo dei voti).

Dopodichè, marcate il lavoro come completato e richiedete il vostro meritato pagamento & feedback.

Considerazioni finali

La vita del freelancer non è certamente tutta rosa e fiori.

Chiunque abbia iniziato questa carriera conosce bene la difficoltà nel trovare clienti, e soprattutto nello spiegar loro perchè l’agguerrita concorrenza da paesi in via di sviluppo non è semplicemente un modo per avere tutto a prezzi stracciati.
Non possiamo consigliarvi un metodo infallibile per eliminare del tutto queste situazioni, ma speriamo che questa guida possa aiutarvi a gestire le situazioni più delicate, a minimizzare gli svantaggi e a godervi le grandi libertà che solo chi è capo di se stesso può capire.

E voi, cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza in merito?
Quali difficoltà vi impediscono di far sbocciare la vostra attività di freelancer?

2 pensieri su “Come iniziare una carriera da freelancer di successo”

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