migliori software per recupero dati

Migliori software per recupero dati 2017

Quante volte ci è capitato di perdere inavvertitamente e in modo irrecuperabile i nostri dati o file importanti? Le ragioni alla base di questi piccoli disastri possono essere molteplici, ma si riassumono generalmente in due tipologie principali di casistiche:

  1. Cancellazione involontaria da parte dell’utente;
  2. Malfunzionamento improvviso del sistema operativo a causa di virus o di una gestione poco attenta

Due consigli generali per evitare di incappare in questa spiacevole evenienza sono prima di tutto quello di fare sempre un backup dei tuoi dati più importanti: consumerai spazio su un hard disk esterno o su una nuvoletta cloud, ma com’è noto è sempre meglio prevenire che curare. In secondo luogo, se ti trovi di fronte ad un problema irreparabile di perdita di dati e smanettare al computer non è proprio il tuo forte, è fondamentale che tu smetta immediatamente di usare la macchina sulla quale è avvenuto il fattaccio, o rischi di peggiorare la situazione.

Tuttavia, oggi molti di noi sono in grado di gestire piccole e grandi crisi grazie ad una conoscenza più o meno approfondita delle tecniche di sicurezza di base da osservare quando siamo di fronte ad un brutto crash. L’attività di recuperare dati è infatti diventata molto importante in ambito aziendale, in quanto sempre più imprese, per risparmiare spazio e denaro, scelgono di affidare la gestione di informazioni importanti a computer e reti intranet. Quest’operazione può essere molto dispendiosa se affidata a dei professionisti di settore, quindi se sei nella situazione di risolvere un problema del genere e ti senti abbastanza confidente con le tue abilità informatiche, vale la pena fare un tentativo con un data recovery software gratuito prima di chiedere supporto ad un tecnico specializzato. Non potrai certo fare più danno di quello che si è già verificato.

Quale che sia la causa del danno e il tuo livello di esperienza, esiste una quantità notevole di programmi dedicati al recupero dei dati persi involontariamente. Molti di questi sono gratis o prevedono una versione gratis con meno optional rispetto a quella a pagamento. Di seguito, ti proponiamo una lista di 8 fra i migliori software per recupero dati, sperando che fra quelli elencati tu possa trovare quello che più fa al caso tuo.

1.    Recuva

Non deve sorprendere se Recuva è uno dei data recovery software più conosciuti ed apprezzati. Il programma ti permette di recuperare con una certa facilità file da hard disk esterni e interni, MicroSD, CD, DVD nonché i file eliminati dal cestino, ed ha come unica missione quella di rendere il recupero dati quanto più semplice possibile, per chiunque. Dall’interfaccia semplice e intuitiva, Recuva utilizza algoritmi militari e industriali per andare a ripescare quanti più file possibili, e lo fa grazie ad una qualità di scansione che ha ben pochi rivali fra i concorrenti.

Grazie all’installazione semplificata chiunque, anche gli utenti alle prime armi, sono in grado di utilizzare questo software sin da subito. Anche l’ispezione è semplice e intuitiva: nella barra di ricerca puoi infatti specificare se i file che vuoi recuperare sono foto, video, documenti o quant’altro e Recuva si metterà al lavoro di conseguenza. Potrai inoltre scegliere fra una scansione superficiale che terminerà in pochi secondi o una più approfondita, la quale richiederà più tempo ma darà risultati migliori.

Una volta finita la scansione, il programma ti informerà anche sul livello di “salute” dei file recuperati, perché a volte può essere fondamentale riavere anche un file ridotto molto male che perderlo del tutto. Se il tuo computer ha subito un grave danno al sistema operativo e per qualche ragione non puoi installare programmi, Recuva è eseguibile anche da penna USB.

Il software può essere installato su Winwows XP, Vista, 7, 8, 8.1, 10 e, se necessario, gira bene anche su versioni più datate di Windows.

2.  PhotoRec

Con PhotoRec entriamo nel reame di quei programmi di recupero dati che lavorano tramite un’interfaccia basata sul testo, la cara vecchia finestra di MsDos, per intenderci. Questo si traduce in due aspetti, due lati di una stessa medaglia: se da un lato l’utilizzo di software come questo non è alla portata di tutti, dall’altro le ricerche sono molto più veloci e approfondite.

A differenza di quanto si potrebbe evincere dal nome, PhotoRec non si limita a recuperare solo foto, ma lavora con un ben più vasto numero di file. Il programma infatti viene scaricato in un unico pacchetto insieme a TestDisk, che è in grado di riconoscere oltre 440 estensioni e di creare partizioni del disco in cui salvarle una volta recuperate. A differenza di molti suoi concorrenti, inoltre, è disponibile non solo per Windows, ma anche per Mac e Linux.

Una delle sue caratteristiche più interessanti e peculiari di PhotoRec è sicuramente la ‘unformat function’, ovvero la possibilità di de-formattare un computer a seguito di formattazione, se il risultato conseguito non ti ha lasciato soddisfatto.

Come si diceva sopra, la pecca più grande è proprio l’interfaccia utente, per niente user-friendly soprattutto perché per lavorare non permette di utilizzare il mouse. D’altro canto, insieme al software puoi scaricare una guida dettagliata che ti spiegherà passo passo cosa digitare per effettuare una scansione approfondita, e numerosi consigli ti verranno forniti dal programma stesso mentre è in esecuzione. In definitiva, PhotoRec è un software al quanto ostico per i non addetti ai lavori, ma con un po’ di pazienza diventa assolutamente funzionante e performante per chiunque.

3.  DMDE

Spesso scelta come prima alternativa a Recuva, la versione gratuita di DMDE probabilmente non gode della popolarità che meriterebbe.

Fra le caratteristiche più interessanti c’è sicuramente quella di poter scansionare dischi superiori ai 2TB di capienza, grazie a una procedura guidata che, come nel caso di PhotoRec, aiuterà l’utente a superare l’impaccio iniziale. Più che per recuperare un certo tipo di file, DMDE è l’ideale quando si vuole setacciare un supporto di memoria nella sua interezza oppure delle sue partizioni. Una volta terminata la scansione, il programma ti mostrerà evidenziandoli i file più confacenti alla tua ricerca, in maniera tale da poter effettuare un recupero più veloce.

Purtroppo, la versione free impone delle restrizioni sui tipi di ricerca che è possibile fare, ma questo non inficia la profondità della ricerca e la duttilità del software, soprattutto se si considera che è eseguibile anche da una penna USB.

In definitiva DMDE è l’ideale per chi ha bisogno di fare una scansione approfondita qualora Recuva non fornisca i risultati desiderati, ma per godere a pieno delle sue potenzialità è consigliabile considerare la versione full.

4.  MiniTool

A volte può capitare di non dover recuperare singoli file o cartelle, ma un’intera partizione. In casi come questo, il software ideale al quale fare riferimento è MiniTool Partition Recovery.

Il funzionamento del programma è davvero semplice: una volta scaricato e installato basta lanciarlo, selezionare il drive nel quale era contenuta la partizione cancellata e MiniTool farà tutto il resto. La scansione potrà richiedere anche molto tempo a seconda della grandezza della partizione, quindi armati di tanta pazienza, lascia in pace il PC e attendi. Al termine del lavoro dovresti essere in grado di ripristinare quanto perduto, o almeno una parte del tutto (che in alcuni casi, può essere più che sufficiente).

MiniTool funziona perfettamente su tutte le versioni di Windows, anche le più vecchie, sebbene al momento non ne esistono versioni compatibili per Mac o Linux.

5.  Disk Drill

Fra la grande scelta di data recovery software che c’è in circolazione, qualcuno doveva pur puntare sulla semplicità di utilizzo. È quello che ha scelto di fare Disk Drill, il software di Cleverfiles pensato per ogni tipo di utenza, che, a seguito di un download aggiuntivo di 15MB ti darà un’esperienza di utilizzo più semplice e colorata di qualsiasi altro concorrente.

Secondo la casa produttrice, Disk Drill è in grado di recuperare file da “praticamente qualsiasi dispositivo”, dove per qualsiasi non intendono solo i classici hard disk esterni e CD, ma anche cellulari e iPod. Il software infatti è disponibile sia per Windows che per Mac, e gira egregiamente su entrambi i sistemi operativi, nonché sulla maggior parte delle periferiche che ad essi colleghiamo.

Una feature interessante del software è quella di poter guardare le anteprime dei file mentre li stai recuperando, così da poterli eliminarli direttamente se non ti interessano e velocizzare la scansione. Potrai inoltre applicare dei filtri di ricerca per data e dimensione, fare ricerche rapide o approfondite, e creare un backup di un’intera memoria.

Unico svantaggio: scansioni davvero lente, forse le più lente del settore. Ma se i file che cerchiamo di recuperare sono di vitale importanza, forse non sarà un problema concedere al programma tutto il tempo di cui ha bisogno.

6.  Paragon

Quando ti trovi nella fastidiosa situazione di non riuscire ad accedere a Windows, Paragon è la scelta obbligata.

Tutti i programmi che abbiamo elencato fi ora, infatti, per funzionare richiedono come minimo che tu sia in grado di accedere a Windows. Non sempre questo è possibile, e allora bisogna dotarsi di un software che aggiri questo ostacolo, un software come Paragon. Chiaramente, se non possiamo accedere a Windows non possiamo neanche installarlo, quindi il consiglio generale è di pre-installarlo mentre il sistema operativo funziona correttamente. Se la frittata è già stata fatta, nessuna paura: puoi installare Paragon su un altro computer e copiarlo su un CD o su una penna USB, per poi selezionarlo come drive principale dal menu del BIOS al momento dell’accensione.

Una volta avviato il computer con Paragon inserito, ti apparirà una finestra comprendente una vasta scelta di opzioni fra cui scegliere, fra cui il recupero di partizioni perdute, il trasferimento di dati da una macchina all’altra, la riparazione dei processi di avvio. In altre parole, Paragon è il programma a cui ricorrere quando tutti gli altri falliscono, perché è uno dei pochi che ti permette ancora di usare il PC prima di prendere l’estrema decisione di portarlo in assistenza.

7.   Pandora Recovery

L’unica ragione per cui Pandora Recovery non rientra nell’Olimpo dei software di settore sta nel fatto che non dispone di una versione portable, e quindi per funzionare correttamente deve essere installato sull’hard disk del computer.

A parte questo, a Pandora non manca nulla: scansione eccelsa di praticamente qualsiasi dispositivo di memoria, anteprima dei file in fase di recupero, possibilità di riportare in vita file criptati danneggiati ed interfaccia alla portata di chiunque.

L’opzione più interessante è tuttavia quella dell’undelete, ovvero di “de-cancellare” quei dati persi erroneamente. Questa caratteristica è davvero utile nel momento in cui ti accorgi di aver eliminato un file da poco tempo e sai che si trova ancora da qualche parte all’interno del computer. Non si tratta infatti di un vero e proprio recupero, ma piuttosto di annullare l’effetto di una determinata azione, in questo caso una cancellazione involontaria.

Un paio di ulteriori pecche fanno di questo software un buon software, ma non il migliore: prima fra tutte il fatto che non sembra esistere una versione pensata appositamente per Windows 10 (per non parlare di Mac e Linux) alla quale si accompagna un elenco di risultati a seguito di scansione non sempre soddisfacente.

8.  Puran File Recovery

Chiudiamo il nostro excursus fra i migliori software per recupero dati del 2017 con il File Recovery, utility della Puran Software.

Puran non spicca per particolari ragioni rispetto agli altri contendenti, ma per la sua facilità di utilizzo e per il numero di drive che riesce a scansionare con successo non poteva mancare in questa lista. Pur non concedendo una resa ottimale in termini di grafica, questo software in alcuni casi riesce a rintracciare anche più file di Recuva e Co., fattore non discriminante se si cerca la quantità anziché la qualità.

Insieme a Paragon, si tratta dunque di un’opzione da provare quando gli altri falliscono, soprattutto se oltre a recuperare dati hai bisogno di ripristinare una partizione corrotta (a patto che questa non sia già stata sovrascritta). La ricerca può essere personalizzaae per tipo di file, ed è eseguibile sia su partizioni FAT che NTFS.

Il bello di Puran è che permette all’utente di scegliere ben tre tipi di scansione, a seconda del livello di profondità che si desidera raggiungere; d’altro canto abbiamo notizie certe sul suo funzionamento su Windows XP, Vista, 7 e 8, ma non su 8.1 e 10. Lanciare il programma in modalità compatibilità su questi due ultimi sistemi operativi dovrebbe tuttavia risolvere il problema.

Enzo Santilli

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