Dior Sauvage EDP vs Sauvage EDT: recensione ed opinioni

Dior Sauvage è una delle superstar mondiali nel campo dei profumi da uomo.
Lanciato nel 2015 nella versione EDT (eau de toilette), il 2018 ha visto anche la nascita della versione EDP (eau de parfum), entrambi ideati da Francois Demachy.

Devo dire che il mio rapporto con Dior Sauvage è stato travagliato e conflittuale. Complice la formulazione abbastanza chimica e molto variegata, Sauvage è un profumo moderatamente polarizzante: tende a far prendere alle persone posizioni abbastanza nette o in senso positivo, o negativo.

La prima volta che lo provai (versione EDT), non rimasi molto stupito dall’apertura, e lo trovavo addirittura fastidioso nel drydown.
La seconda volta andò leggermente meglio: buona l’apertura, selvaggia come il nome, ma stesso senso di fastidio dopo circa 45 minuti.
La terza volta provai la versione EDP… i primi minuti furono fantastici, una rissa di odori meravigliosa, ma nel drydown continuavo ad avere delle delusioni.

Mi ci sono voluti almeno altri 2-3 utilizzi prima di arrivare ad amare alla follia questo profumo, in tutte le sue sfaccettature ed in ogni sua fase (drydown compreso)… adesso è senza dubbio nella mia top 3.

Quindi non solo Sauvage spacca le folle, ma sa essere estremamente divisivo anche nei confronti della stessa persona.

Non potete capire quanto mi sembrasse strano amare e allo stesso tempo odiare questo profumo.
Sentivo un non so che di meraviglioso, ed un non so che di fastidioso, e queste due sensazioni si alternavano facendomi diventare pazzo.

Ma andiamolo ad analizzare nel dettaglio!


Packaging e presentazione

Il fondo leggermente trasparente si scontra con il blu notte cupa in cima alla bottiglia, e questo mi piace un sacco.
L’effetto ottico, specialmente quando lo si mette nella luce giusta, è davvero suggestivo… mi ricorda uno di quegli shot fatti su più piani, in base alla densità degli alcolici contenuti, con Blue Curacao, Vodka e Assenzio Nero.
Il tappo ha un potente magnete e quando si accenna uno svitamento, esce da solo.. è più facile a farlo di persona che a spiegarlo, e vi assicuro che diventa una droga dopo poco.
Ottimo anche l’atomizzatore che consente di avere uno spray ampio e ben distribuito.

Di solito non do molta importanza al packaging, ma qua parliamo di un sonoro 10.

Formulazione e fragranza: di cosa sa Dior Sauvage?

Una rissa di odori meravigliosa e selvaggia.
Questo è il modo migliore che mi viene in mente per descrivere questa fragranza, che indubbiamente tiene fede al nome che porta.

Dior Sauvage è tante cose per essere un solo profumo: è dolce, è virile, è fresco, è pungente, è rude e aggressivo, è chimico, è speziato, è floreale… Contiene note prese da veramente ogni gruppo olfattivo, che a volte si mescolano, ed altre si alternano, dando origine a dei sapori davvero diversi dall’apertura al drydown.
A farla da padrone, però, è senza dubbio il composto chimico per eccellenza nel campo dei profumi, l’ambroxan, che fa la voce grossa in ogni fase di esistenza di questa fragranza.
Pepe, lavanda, noce moscata e bergamotto sono là, subito dietro, percettibili ma quasi mai davvero in grado di essere sentiti nitidamente.

Sia l’EDP che l’EDT hanno questo tipo di vibrazioni, ma nell’EDP  sono ovviamente molto più pronunciate.
Sulla mia pelle, poi, il drydown dell’eau de toilette finisce con l’essere davvero troppo sciapo, mentre l’eau de parfum mantiene il suo fascino e la sua personalità ribelle per tutto il tempo in cui Sauvage rimane percettibile.

Target: a chi è rivolto?

Il testimonial di Dior Sauvage è Johnny Depp, e credo proprio che sia un testimonial adeguato.

L’uomo che indossa Sauvage lo immagino come un ribelle, un po’ eccentrico, estremamente virile. Non è il classico playboy da discoteca, con la barba perfettamente curata ed il viso pulito. Ha dei tatuaggi, o i capelli lunghi.
Le ragazze gli girano intorno attratte come calamite dalla sua personalità scura e misteriosa, e si sciolgono letteralmente se si avvicinano abbastanza da poterne apprezzare anche il suo lato più protettivo.

Non importa l’età, purchè il mood sia quello: l’uomo Sauvage lo immagino fra i 25 ed i 35 anni, ma un diciottenne con il carattere di un leone, o un quarantenne sempre in overdose di adrenalina come Patrick Dempsey non avrebbero problemi ad indossare alla grande questo profumo.

Stagionalità e contesto: quando indossarlo?

Dior Sauvage è un profumo fresco; si presta quindi molto bene all’estate ed alla primavera… tuttavia, Sauvage è anche un profumo dannatamente ricco e pungente.
Questa sua dualità di caratteri apparentemente in contraddizione fra di loro lo rende indossabile 365 giorni l’anno, nelle situazioni più disparate.

Va bene per la discoteca perchè è sexy e mascolino, va bene per l’ufficio perchè ha una freschezza rigenerante, va bene in maglietta perchè è selvaggio, va bene per uscire con la fidanzata perchè è dolce, va bene in giacca perchè è ribelle ed un po’ hipster.

Sauvage è uno dei profumi più versatili che si possano immaginare, e vi sfido a trovare una situazione in cui questo profumo sia totalmente inadatto.

Performance: scia e longevità

Bastano 4 spruzzi per stare tranquilli che Sauvage ci accompagnerà per tutta la serata.
Sauvage non è insolente o offensivo, non si sente a metri e metri di distanza (a meno che non ne abusiate). Non è un profumo per fare gli spacconi in discoteca, ma se siete abbastanza vicini ad una ragazza come lo sareste per ballarci, state sicuri che potrà sentire e godere del vostro profumo.

Dopo circa 5 ore la scia è quasi assente, ma sulla pelle la longevità arriva anche a 20 ore.
Diverse volte mi è capitato di svegliarmi la mattina ancora con Sauvage addosso, e i miei cuscini ormai sanno perennemente di questa fragranza.
Spruzzatelo su una maglietta, e questa saprà di Sauvage fino alla lavatrice successiva.

Conclusioni

Dior Sauvage è un gran profumo, e c’è una valida ragione se è una delle fragranze da uomo più vendute al mondo.

E’ versatile, originale, con una sua forte personalità eppure al contempo piace molto alle masse. Sembra un concentrato di contraddizioni, eppure se ne esce sempre in maniera convincente.

Lo vedo bene come signature scent per tutti coloro che si riconoscono nel profilo che ho descritto poco sopra, e come un must per tutti i collezionisti ed amanti dei profumi in generale.

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