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	<title>paolo.f, Autore a Guida alla Scelta</title>
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	<description>Sindrome da &#34;Blocco dell&#039;Indeciso&#34;? Curati con noi!</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 May 2020 15:07:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Affaticamento Visivo da PC: i migliori monitor per gli occhi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 11:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello dell’affaticamento visivo è un problema concreto per decine di migliaia di persone che utilizzano monitor, TV, smartphone o altri schermi per molte ore al giorno. Coloro che con i computer ci lavorano sono chiaramente i più colpiti, sia per il tempo che devono passare davanti ad uno schermo, sia per le gravi ripercussioni che &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Affaticamento Visivo da PC: i migliori monitor per gli occhi</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/">Affaticamento Visivo da PC: i migliori monitor per gli occhi</a> proviene da <a href="https://www.guidallascelta.it">Guida alla Scelta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello dell’<strong>affaticamento visivo</strong> è un problema concreto per decine di migliaia di persone che utilizzano <strong>monitor</strong>, <strong>TV</strong>, <strong>smartphone</strong> o altri <strong>schermi</strong> per molte ore al giorno.</p>
<p>Coloro che con i computer ci lavorano sono chiaramente i più colpiti, sia per il tempo che devono passare davanti ad uno schermo, sia per le gravi ripercussioni che questa cosa ha sulle effettive possibilità di lavorare.<br>
Per fortuna, prima di rassegnarsi ad una vita di occhi stanchi, mal di testa, fotosensibilità e lacrimazione continua, ci sono tante soluzioni che possono risolvere – in maniera talvolta definitiva – tutti i problemi di <strong>stanchezza da PC.</strong><span id="more-4774"></span></p>
<p>No, questo articolo non si concentrerà (sebbene vi sia comunque un’appendice a riguardo in fondo al post) sui consigli più banali come diminuire la luminosità, distanziare lo schermo, alzare la sedia <em>et similia… </em>questo articolo è pensato per tutti coloro che non riescono a trovare una soluzione semplice al loro problema e vogliono (devono) indagare <strong>a fondo</strong> la questione per venirne a capo.<br>
Non tanto dunque l’utente medio che ha un leggero mal di testa se un giorno al mese si guarda 3 film sullo smartphone, quanto piuttosto il programmatore che deve leggere per 8 ore al giorno su un terminale o il geometra che passa intere giornate a disegnare sui CAD.</p>
<p>Insomma, questo articolo non si limita ad una classifica dei “migliori monitor per gli occhi”, che magicamente risolveranno tutti i vostri problemi al 100% e in quattro e quattr’otto, una scorciatoia che paghi, aspetti un paio di giorni, e risolvi tutto.<br>
Purtroppo, non funziona così.<br>
E sarebbe una banalizzazione del problema, poco utile a chi ha veramente problemi con i propri occhi.</p>
<p><strong>I motivi dell’affaticamento visivo davanti ad un PC sono infatti molteplici</strong>, e non esiste una soluzione che sia uguale per tutti.<br>
Vi sono almeno 5-6 fattori (solo fra quelli più tecnici e meno noti) che possono fare una differenza enorme, e l’unico modo per trovare la combinazione perfetta per voi consiste nel:</p>
<ol>
<li>comprendere suddetti fattori;</li>
<li>provare diverse configurazioni, con la consapevolezza di cosa si sta provando grazie alla comprensione di cui al punto #1;</li>
<li>capire quali sono i fattori che fanno soffrire i vostri occhi;</li>
<li>trovare il monitor perfetto per voi.</li>
</ol>
<p>Questo articolo si occuperà di farvi comprendere questi fattori ed aiutarvi a mettere in pratica le vostre conoscenze per svolgere nel migliore dei modi il punto #4: trovare il monitor perfetto, in grado di risolvere anche i casi più “disperati” di affaticamento degli occhi.</p>
<p>Tutto ciò che leggerete in questo post nasce principalmente dalla mia esperienza personale (sono 10 anni che cerco i modi migliori per non affaticare la mia vista quando lavoro), ma anche dalle ricerche che ho svolto nel corso del tempo, e che mi hanno permesso di capire cosa sia <strong>oggettivamente dannoso per gli occhi</strong>, e cosa invece sia una questione soggettiva.</p>
<p>Sebbene studiare tutti questi aspetti richieda del tempo, solo così si possono risolvere problemi meno scontati di una banale luminosità eccessiva.</p>
<div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_76 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-custom ez-toc-container-direction">
<p class="ez-toc-title" style="cursor:inherit">Sommario</p>
<label for="ez-toc-cssicon-toggle-item-69f1b2a241c68" class="ez-toc-cssicon-toggle-label"><span class=""><span class="eztoc-hide" style="display:none;">Toggle</span><span class="ez-toc-icon-toggle-span"><svg style="fill: #2b2b2b;color:#2b2b2b" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="list-377408" width="20px" height="20px" viewbox="0 0 24 24" fill="none"><path d="M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z" fill="currentColor"></path></svg><svg style="fill: #2b2b2b;color:#2b2b2b" class="arrow-unsorted-368013" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="10px" height="10px" viewbox="0 0 24 24" version="1.2" baseprofile="tiny"><path d="M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z"></path></svg></span></span></label><input type="checkbox" id="ez-toc-cssicon-toggle-item-69f1b2a241c68" aria-label="Toggle"><nav><ul class="ez-toc-list ez-toc-list-level-1 "><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-1" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Monitor_lucido_vs_opaco">Monitor lucido vs opaco</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-2" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Pannello_IPS_vs_TN">Pannello IPS vs TN</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-3" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#PWM_e_flickering">PWM e flickering</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-4" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Luce_blu_filtri_ed_occhiali">Luce blu, filtri ed occhiali</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-5" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Illuminazione_della_stanza_e_retroilluminazione_del_monitor">Illuminazione della stanza e retroilluminazione del monitor</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-6" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Risoluzione_dello_schermo">Risoluzione dello schermo</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-7" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Monitor_curvi">Monitor curvi?</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-8" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Norme_di_base">Norme di base</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-9" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#Ricapitolando_lidentikit_del_monitor_perfetto">Ricapitolando: l’identikit del monitor perfetto</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-10" href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/computer/affaticamento-visivo-da-pc-i-migliori-monitor-per-gli-occhi/#I_migliori_monitor_per_laffaticamento_degli_occhi">I migliori monitor per l’affaticamento degli occhi</a></li></ul></nav></div>

<hr>
<h2>Monitor lucido vs opaco</h2>
<p>I monitor possono essere <strong>lucidi</strong> od <strong>opachi</strong>, ossia trattati con un filtro <strong>antiriflesso</strong>.</p>
<p>Monitor lucidi garantiscono colori vividi e brillanti ma sono soggetti a fastidiosi riflessi nel caso in cui vi siano fonti luminose davanti ad essi.<br>
Quante volte, guardando la TV, vi siete trovati con porzioni di schermo “inguardabili”, perchè l’unica cosa che vedevate in quel punto era il riflesso dei raggi del sole che si insinuavano nelle fessure della finestra?</p>
<p>Ecco, con un <strong>monitor opaco antiriflesso</strong> non si hanno di questi problemi, e questo è molto riposante per gli occhi.</p>
<p>I monitor moderni da ufficio sono ormai tutti antiriflesso: i piccoli svantaggi in termini di resa dei colori diventano trascurabili al cospetto della fatica risparmiata ai propri occhi.<br>
Tuttavia, monitor più vecchi, o monitor da gaming, nonchè molti pannelli di PC portatili, sono lucidi.<br>
Anche le TV sono praticamente sempre lucide, quindi se avete notato una maggiore stanchezza nel guardare la TV piuttosto che il computer, questo è probabilmente un fattore decisivo.<br>
Se volete acquistare un nuovo <strong>monitor per alleggerire il carico sui vostri occhi</strong>, assicuratevi di prenderlo <strong>opaco</strong>.</p>
<p>Se non siete sicuri se il vostro attuale monitor sia lucido od opaco, mettetelo in una stanza illuminata normalmente e spengetelo. Provate a specchiarvi al suo interno: se riuscite a distinguere i vostri connotati, avete uno schermo lucido.</p>
<p>Se vedete solo un’ombra dai confini imprecisi, avete un monitor opaco.</p>
<h2>Pannello IPS vs TN</h2>
<p>I pannelli dei nostri schermi possono essere <strong>TN</strong> (Twisted-nematic) o <strong>IPS</strong> (In-plan switching).</p>
<p>I TN sono <strong>meno costosi</strong> e garantiscono <strong>latenze minimali</strong>: sono la scelta preferita da chi ha budget ridotti, o dai videogiocatori più esigenti di sparatutto e frenetici giochi d’azione.</p>
<p>I TN hanno però dei <strong>ridotti angoli di visione</strong>, ossia se guardate il vostro schermo senza essergli perfettamente di fronte, potreste non vedere bene.<br>
Avete presente quando dovete regolare la posizione dello schermo del portatile per riuscire a vedere un film, salvo poi dover cambiare tutto non appena cambiate posizione?<br>
Ecco, quello è un esempio di ridotti angoli di visione.</p>
<p>In caso di pannelli TN non eccelsi e\o particolarmente grandi, piccole distorsioni dell’immagine sono possibili anche stando in una posizione perfetta: gli angoli dello schermo potrebbero risultare meno ottimizzati rispetto al centro di esso, rendendo impossibile una soluzione soddisfacente al 100%.</p>
<p>I pannelli TN hanno anche una<strong> peggiore resa dei colori</strong>, leggermente meno realistica.</p>
<p>I pannelli IPS, al contrario, sono più <strong>costosi</strong>, ma garantiscono <strong>angoli di visione nettamente migliori</strong> ed una migliore<strong> riproduzione dei colori</strong>.<br>
Inoltre, i più recenti modelli sono in grado di raggiungere tempi di latenza davvero minimali: <strong>4ms</strong> non saranno ancora in grado di pareggiare i top di gamma in ambito TN (dove 1ms è diventato il nuovo standard), ma come potrete immaginare la differenza è impercettibile anche per competitori professionisti in ambito di eSports.</p>
<p>I pannelli IPS sono molto più riposanti per gli occhi, e sono senza dubbio la scelta consigliata per qualsiasi tipologia di utente.</p>
<figure id="attachment_4828" aria-describedby="caption-attachment-4828" style="width: 474px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="size-large wp-image-4828" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2020/05/ipsvstn-1024x456.jpg" alt="IPS vs TN" width="474" height="211" srcset="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2020/05/ipsvstn-1024x456.jpg 1024w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2020/05/ipsvstn-300x134.jpg 300w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2020/05/ipsvstn-768x342.jpg 768w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2020/05/ipsvstn.jpg 1035w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px"><figcaption id="caption-attachment-4828" class="wp-caption-text">Un confronto fra gli angoli di visione di un monitor IPS o TN</figcaption></figure>
<p>PS: spulciando in rete è possibile imbattersi in utenti che affermano di trovarsi meglio con pannelli TN. Si tratta di una rarità assoluta, sia chiaro, e penso che la loro sensazione derivi da altre caratteristiche dei monitor in questione. Ad esempio, un pannello IPS su schermo lucido facilmente risulta più stancante di un TN su schermo opaco… ma questo non significa che il TN sia migliore dell’IPS!<br>
Consiglio di orientarsi verso un pannello IPS, e valutare la possibilità che per voi sia più riposante il TN solo come ultima spiaggia.</p>
<h2>PWM e flickering</h2>
<p>Si sa, uno dei modi migliori per ridurre la stanchezza degli occhi consiste nell’abbassare la luminosità (ne parleremo meglio nel paragrafo sulle norme di base).</p>
<p>Uno dei metodi utilizzati dai produttori di monitor per consentire di <strong>portare la luminosità a livelli molto bassi</strong> è quello del <strong>PWM</strong> – Pulse Width Modulation.</p>
<p>Funziona così: anzichè abbassare realmente la luminosità del LED che illumina il monitor, si alternano momenti OFF a momenti ON a distanza di pochi millisecondi.</p>
<p>Esempio senza PWM: per settare la luminosità a 25, il monitor regola la potenza del LED a 25.</p>
<p>Esempio con PWM: per settare la luminosità a 25, il monitor setta per 1ms la potenza del LED a 50, quello dopo a 0, quello dopo a 50, e così via…</p>
<p>Per la maggior parte delle persone, <strong>il risultato finale è apparentemente identico</strong>: il nostro cervello lavora troppo lentamente per percepire dei cambi così repentini, e non ci accorgiamo che a millisecondi alterni i LED si spengono.<br>
Tuttavia, gli occhi di molte persone percepiscono eccome questi cambi di luminosità, e fanno una fatica enorme a gestirli.</p>
<p>Il PWM può essere molto stancante, per alcuni addirittura devastante, e la cosa più incredibile è che magari neanche si accorgono della presenza di questo <strong>flickering</strong>.</p>
<p>Come verificare se il vostro monitor utilizza la tecnologia PWM per abbassare la luminosità, dando origine a fenomeni di flickering?</p>
<p>Con il <a href="https://www.testufo.com/blurtrail#foreground=FFFFFF&amp;background=000000&amp;thickness=1&amp;height=480&amp;ppf=16&amp;separation=1000">test gratuito online di TestUFO</a>, per esempio.</p>
<p>Sulla pagina web in questione troverete una linea bianca muoversi su fondo nero.<br>
Settate la luminosità del vostro monitor al massimo: in questo modo siamo sicuri che il monitor non starà facendo uso di PWM, dato che questa tecnologia<strong> serve solo per settare livelli di luminosità bassi. </strong></p>
<p>Dovreste quindi vedere una linea non troppo sottile di colore bianco, o meglio: un gradiente bianco-grigiochiaro muoversi in orizzontale.</p>
<p>Abbassate progressivamente la luminosità: se il vostro monitor dà origine a fenomeni di flickering, ad un certo punto quel bel gradiente diventerà un gruppo di <strong>4 linee sottili e nitide equidistanti fra loro</strong>.</p>
<p>Se così fosse, provate a lavorare qualche giorno con un monitor flicker-free, e vedete se i vostri occhi ne traggono giovamento.</p>
<h2>Luce blu, filtri ed occhiali</h2>
<p>Quello della luce blu è uno degli argomenti più in voga quando si parla di monitor specifici per gli occhi.</p>
<p>La<strong> luce blu</strong> è quella<strong> porzione di spettro della luce</strong> le cui emissioni sembrano causare il maggior affaticamento visivo, ed influisce anche sulla <strong>qualità del sonno</strong> se ci esponiamo a quantità eccessive di luce blu prima di andare a dormire.</p>
<p>La luce blu può essere filtrata in vari modi:</p>
<ul>
<li>con degli <strong>occhiali</strong> specifici;</li>
<li>attraverso delle <strong>funzioni del monitor</strong>;</li>
<li>con dei <strong>software</strong>.</li>
</ul>
<p>Per quella che è la mia esperienza, le soluzioni software per qualche ragione non hanno raggiunto i risultati che ho ottenuto con degli occhiali specifici.</p>
<p>Tuttavia, provare non costa nulla: i programmi gratuiti in grado di ridurre le emissioni di luce blu sono molteplici, e vale la pena fare un tentativo prima di valutare l’acquisto di un paio di occhiali (il cui costo, comunque, non dovrebbe andare oltre i 30-50€).</p>
<p>Alla luce di ciò, non è fondamentale acquistare monitor con funzioni integrate per il controllo della luce blu, dato che non aggiungono nulla a ciò che potrebbe fare un programma gratuito.</p>
<h2>Illuminazione della stanza e retroilluminazione del monitor</h2>
<p>Una <strong>stanza luminosa</strong> e piena di luce naturale non va bene per gli occhi, perchè vi costringe a <strong>tenere alta la luminosità del monitor.</strong></p>
<p>Anche l’eccesso opposto è sbagliato: una <strong>stanza completamente buia</strong> con il monitor a costituire l’unica fonte luminosa può rivelarsi <strong>ancora più stancante</strong>.</p>
<p><strong>Luci soffuse da dietro</strong> possono dare origini a <strong>riflessi fastidiosi</strong>, anche se minimi nel caso di un monitor opaco \ antiriflesso.</p>
<p>La soluzione?</p>
<p>Una stanza <strong>tendenzialmente scura</strong>, con dei <strong>led dietro al monitor</strong> e <strong>rivolti non verso di voi</strong>, in grado di creare un’aura luminosa intorno allo schermo. In questo modo, i vostri occhi non dovranno fossilizzarsi unicamente sul monitor, ma avranno anche un background intorno su cui riposarsi.</p>
<h2>Risoluzione dello schermo</h2>
<p>Avere dei testi su schermo <strong>nitidi</strong> e della<strong> giusta grandezza</strong> è fondamentale per riposare gli occhi. Proprio come è più riposante leggere un libro scritto con caratteri normali piuttosto che uno con caratteri piccolissimi.</p>
<p>Qua non si tratta di fenomeni di flickering, o riflessi tipici dei monitor, o luci fastidiose: è una semplice questione “meccanica”.</p>
<p>Aiutiamo i nostri occhi a non dover svolgere un lavoro eccessivo di messa a fuoco, e privilegiamo monitor da almeno 24′, con risoluzione minima Full HD. Meglio ancora il 4K.</p>
<h2>Monitor curvi?</h2>
<p>Può essere un’idea, soprattutto se dovete lavorare con monitor molto grandi (oltre i 27′, e soprattutto da 30′ in su).</p>
<p>Per l’occhio, avere tutto a portata di mano è più riposante del doversi continuamente muovere per vedere tutto ciò che viene mostrato sullo schermo.</p>
<p>Un monitor curvo riduce la fatica necessaria per mettere a fuoco un orizzonte tendente ai 180 gradi.</p>
<h2>Norme di base</h2>
<p>Se siete finiti a leggere questo articolo, probabilmente sapevate già di queste basilari norme di sicurezza. Comunque, ripassarle male non fa:</p>
<ul>
<li>Settate una <strong>luminosità bassa</strong>.<br>
Non così bassa che non riuscite a leggere lo schermo (risultando nell’effetto opposto, ossia fare molta più fatica), ma comunque bassa. Cambiate la luminosità in base alla luce ambientale: una stanza più luminosa richiede una maggiore luminosità del monitor, mentre una stanza buia ci permette (obbligata) a tenere livelli minimi.</li>
<li><strong>Distanziatevi dallo schermo.</strong><br>
Almeno 30cm, ma non esiste un numero in assoluto migliore anche perchè dipende dalla grandezza e dalla risoluzione del monitor: non volete essere troppo lontani da far fatica a leggere, o troppo vicini da non riuscire a visualizzare comodamente l’intero rettangolo.</li>
<li>Fate delle <strong>pause</strong>.<br>
Possibilmente ogni 20 minuti, e non sottovalutate l’importanza di questa norma… anzi, consideratela la più importante di tutte!<br>
Nelle pause, cercate di rilassare i muscoli degli occhi guardando paesaggi in lontananza.</li>
<li>Posizionatevi leggermente <strong>al di sopra del monitor</strong>.<br>
I vostri occhi per guardare lo schermo dovrebbero essere puntati leggermente in basso… pochi cm, nulla più.</li>
</ul>
<h2>Ricapitolando: l’identikit del monitor perfetto</h2>
<p>Sulla base di quanto detto sino ad ora, un buon monitor per evitare l’affaticamento della vista ha le seguenti caratteristiche (in ordine di importanza):</p>
<ul>
<li>Antiriflesso \ Opaco</li>
<li>Pannello IPS</li>
<li>Non utilizza la tecnologia PWM</li>
<li>Possibilità di abbassare la luminosità anche a livelli molto bassi</li>
<li>Risoluzione 4K (UltraHD)</li>
<li>Almeno 24′</li>
<li>Opzionalmente curvo</li>
<li>Con filtro per luce blu, solo se non si hanno degli occhiali specifici e non ci si trova bene con i software a disposizione</li>
</ul>
<p>Tutte le altre caratteristiche che determinano spostamenti di prezzo (ad es. tecnologie particolari per la resa dei colori, velocità di refresh più o meno elevate, etc…) non sono probabilmente influenti sui problemi di affaticamento oculare, e si rivolgono maggiormente a chi ha bisogno di un prodotto professionale perchè lavora nel settore multimediale.</p>
<p>Tenendo conto di questi fattori, dovreste avere ormai tutto ciò che vi serve per scegliere in autonomia il monitor più eye-friendly possibile, rimanendo all’interno del budget.<br>
Se volete comunque dei consigli di modelli particolari, potete trovarne alcuni nel paragrafo seguente.</p>
<h2>I migliori monitor per l’affaticamento degli occhi</h2>
<p>BenQ PD2700U (ha tutto, piu costoso)</p>
<p>LG 27UL500 (ha tutto)</p>
<p>HP 27F 4K (no antiflicker)</p>
<p id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><span id="productTitle" class="a-size-large">Philips 243V7QJABF (no 4k)</span></p>
<p> </p>
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		<title>Guida alla scrittura SEO: come scrivere per utenti e motori</title>
		<link>https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 08:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Freelancer]]></category>
		<category><![CDATA[guida SEO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.guidallascelta.it/?p=4802</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ha ancora senso parlare di “stile di scrittura SEO” o di articoli “ottimizzati SEO” nel 2020? Probabilmente no. Sia chiaro, il modo in cui viene scritto un articolo fa ancora la differenza fra un posizionamento eccellente ed uno mediocre, ma non esistono delle formule magiche che con qualche tecnicismo ti danno una scorciatoia verso il &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Guida alla scrittura SEO: come scrivere per utenti e motori</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/">Guida alla scrittura SEO: come scrivere per utenti e motori</a> proviene da <a href="https://www.guidallascelta.it">Guida alla Scelta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Ha ancora senso parlare di “<strong>stile di scrittura SEO</strong>” o di articoli “<strong>ottimizzati SEO</strong>” nel 2020?</div>
<div>Probabilmente no.</div>
<div></div>
<div>Sia chiaro, il modo in cui viene scritto un articolo fa ancora la differenza fra un posizionamento eccellente ed uno mediocre, ma non esistono delle formule magiche che con qualche tecnicismo ti danno una scorciatoia verso il successo su Google.</div>
<div>Per formule magiche mi riferisco ad esempio a: astrusi calcoli sulla <strong>keyword-density</strong> ideale (con le conseguenti ripetizioni forsennate di parole chiave); posizionamenti strategici di <strong>grassetti</strong> e <em>corsivi</em> a dismisura; spamming di parole chiave sugli <strong>ALT</strong> delle immagini; etc…</div>
<div></div>
<div>L’impressione che ho è che molti siano ancora ancorati a tali regole, risalenti ormai agli albori del web 2.0, quando forse un po’ di influenza ancora la avevano.<br>
Questo o per incapacità di adeguarsi ai tempi che cambiano alla velocità della luce (come tutto nella rete), o per una volontà di mantenere lo status quo di <strong>SEO Expert</strong>: il potente informatico dalle conoscenze tanto inarrivabili quanto misteriose in grado di cambiare il tuo destino su Google.</div>
<div></div>
<div>Tutte queste <em>menate</em>, ormai, non servono a niente o quasi, e la direzione verso cui si sta muovendo Google sembra indicare un imminente colpo di grazia.</div>
<p><span id="more-4802"></span></p>
<div>Google, da anni, ci dice di <strong>scrivere contenuti per gli utenti</strong>, non per i motori: giustamente, l’utente vuole al primo posto le pagine che meglio soddisfano la sua ricerca, non quelle che hanno saputo “manipolare” meglio gli algoritmi di ranking pur senza portare contenuti utili al lettore.<br>
Ebbene, se questa era solo buona retorica fino a qualche anno fa, ora gli algoritmi di Big G sono in grado di premiare davvero, in una buona percentuale di casi, chi produce contenuti <strong>di qualità per gli utenti</strong>.</div>
<div></div>
<div>E allora, che differenza c’è fra un buon copywriter “normale”, il cui lavoro è scrivere dei buoni articoli per gli utenti, ed un copywriter SEO, il cui lavoro è… scrivere dei buoni articoli per gli utenti?</div>
<div><strong>Praticamente nessuna!<br>
</strong>Non ha più molto senso parlare di “buon articolo SEO” e “buon articolo non SEO”: ci sono solo articoli “buoni” ed articoli “cattivi”, e se un articolo è buono per gli utenti, allora è buono anche per i motori. E viceversa.</div>
<div></div>
<div>In questo articolo esamineremo prima quei pochi, pochissimi <strong>fattori</strong> che ancora oggi si possono definire <strong>specifici per la SEO</strong>: sono quei fattori di cui un giornalista di carta stampata, ad esempio, non sentirà mai la necessità di occuparsi.<br>
Proseguiremo poi analizzando tutti quei <strong>fattori che contribuiscono al ranking di un articolo</strong>, ma che non possiamo considerare propriamente come fattori<strong> specifici</strong> per l’ottimizzazione sui motori: costituiscono cioè delle generali<em> best-practice</em> che bisognerebbe mettere in pratica<strong> a prescindere dalla volontà di posizionarsi per determinate keyword</strong>, perchè utili per migliorare l’esperienza di qualsiasi potenziale utente.</div>
<div></div>
<div>
<div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_76 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-custom ez-toc-container-direction">
<p class="ez-toc-title" style="cursor:inherit">Sommario</p>
<label for="ez-toc-cssicon-toggle-item-69f1b2a249291" class="ez-toc-cssicon-toggle-label"><span class=""><span class="eztoc-hide" style="display:none;">Toggle</span><span class="ez-toc-icon-toggle-span"><svg style="fill: #2b2b2b;color:#2b2b2b" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="list-377408" width="20px" height="20px" viewbox="0 0 24 24" fill="none"><path d="M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z" fill="currentColor"></path></svg><svg style="fill: #2b2b2b;color:#2b2b2b" class="arrow-unsorted-368013" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="10px" height="10px" viewbox="0 0 24 24" version="1.2" baseprofile="tiny"><path d="M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z"></path></svg></span></span></label><input type="checkbox" id="ez-toc-cssicon-toggle-item-69f1b2a249291" aria-label="Toggle"><nav><ul class="ez-toc-list ez-toc-list-level-1 "><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-1" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#La_scelta_del_titolo">La scelta del titolo</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-2" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#Ripetizioni_e_keyword_density">Ripetizioni e keyword density</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-3" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#Grassetti_e_corsivi">Grassetti e corsivi</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-4" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#HTML_semantico">HTML semantico</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-5" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#Numero_di_parole">Numero di parole</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-6" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#Qualita_dei_contenuti">Qualità dei contenuti</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-7" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#Lo_%E2%80%9Cstile_Aranzulla%E2%80%9D">Lo “stile Aranzulla”</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-8" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/#Conclusioni_TL_DR">Conclusioni &amp; TL:DR</a></li></ul></nav></div>

<hr>
</div>
<h2>La scelta del titolo</h2>
<div>Il titolo dell’articolo è fondamentale, perchè da quello dipende il tag &lt;title&gt;, il più importante fattore SEO on-page del momento… l’unico talmente importante per cui valga la pena fare anche delle considerazioni SEO-only, ossia pensate solo per ottenere più traffico dai motori di ricerca.</div>
<div></div>
<div>Facciamo un esempio: avete un blog in uno dei settori più competitivi del mercato, quello dei viaggi. Scrivete un pezzo sulle bellezze della Toscana, concentrandovi sul rapporto fra paesaggio, città e storia della letteratura italiana. Lo intitolate “<strong>Viaggio nella terra di Dante Alighieri: le bellezze della sua terra</strong>“.<br>
Un titolo affascinante, ottimo per una rivista stampata, un po’ meno per il web. Perchè?<br>
Perchè con il vostro articolo volete essere trovati dagli utenti che cercano “<strong>vacanze in Toscana</strong>“, ed il &lt;title&gt; che avete scelto non vi aiuterà.</div>
<div>“<strong>Vacanze in Toscana: i luoghi più affascinanti della terra di Dante</strong>” è un compromesso migliore, che si rivela essere comunque molto funzionale per l’utente (non vi sono clickbait o ripetizioni innaturali di keyword) ma allo stesso tempo efficace anche per la SEO.</div>
<div></div>
<div>La scelta di un buon &lt;title&gt; è subordinata ad un lavoro di <strong>ricerca keyword</strong>: capire cosa l’utente cerca più spesso, e con quali parole, è fondamentale per scegliere le parole chiave per cui ci si vuole piazzare.<br>
Inoltre, tale scelta non dipende esclusivamente dai <strong>volumi</strong>, ma anche dalla <strong>competizione</strong>: dobbiamo essere consapevoli del potenziale del nostro sito, e stimare “ad occhio” se una keyword sia troppo competitiva per noi. Trovare il bilanciamento ideale fra volumi e competitività è fondamentale per massimizzare il traffico.</div>
<div></div>
<div>Insomma, nella scelta del titolo dell’articolo ci sono molteplici fattori ad influire, e <strong>tutti richiedono conoscenze SEO.</strong><br>
Tuttavia, una volta scelto un titolo appropriato, il lavoro “da SEO”, per quanto mi riguarda, è finito: rimane solo da scrivere un <strong>buon articolo</strong>.</div>
<h2>Ripetizioni e keyword density</h2>
<div><em>“State pianificando le vostre<strong> vacanze in Toscana?</strong> Nessun problema, ci pensiamo noi di [nomesito] a trovare i migliori suggerimenti per le vostre <strong>vacanze toscane!</strong></em><br>
<em>La <strong>Toscana</strong> è un ottimo posto dove andare in <strong>vacanza</strong>, dato che si può andare sia in <strong>vacanza</strong> al mare che in <strong>vacanza</strong> in montagna… le <strong>vacanze in Toscana</strong> sono adatte dunque davvero a chiunque!”</em></div>
<div>Sebbene lo abbia un po’ esasperato, questo, da molti, è considerato un buon <strong>testo ottimizzato SEO</strong>.<br>
Ora, immagino abbiate notato che si tratta di un testo che, se dato ad una maestra delle elementari dicendole che si tratta del tema di un suo bambino, ella non avrà difficoltà a credere che sia così (e penserà anche si tratti di uno dei suoi allievi meno dotati).</div>
<div></div>
<div>
<p>Ripetere forsennatamente una parola chiave (o sue minime variazioni) pensando che in questo modo Google ci premierà  quando l’utente cerca tali parole, è da bambini. O da vecchi, incapaci di adattarsi ai tempi che cambiano: questa tecnica aveva un’efficacia circa 10 anni fa.</p>
<div>In ogni caso, è di sicuro una scelta pensata<strong> solo per i motori e non per gli utenti.</strong></div>
<div></div>
</div>
<div>Google non ha dunque difficoltà ad accorgersi dell’<strong>innaturalezza di tali ripetizioni</strong>, e nella migliore delle ipotesi le ignorerà (o magari le penalizzerà proprio).</div>
<div></div>
<div>Piuttosto, se avete eseguito correttamente il punto precedente (<strong>scelta del &lt;title&gt;</strong>), e sviluppate il vostro argomento in maniera consona (ossia senza andare fuori tema) e user-friendly, l’inserimento della vostra keyword (e delle relative variazioni) sarà naturale e senza forzature od eccessi.</div>
<h2>Grassetti e corsivi</h2>
<div>Se c’è una cosa in grado di rendere il frammento di testo dell’esempio precedente ancora più fastidioso, è <del>la ripetizione</del> lo <strong>spamming di grassetti e corsivi</strong> sulle parole chiave: come se ripeterle a dismisura non fosse abbastanza, enfatizziamole pure!</div>
<div></div>
<div>I grassetti ed i corsivi vanno messi per aiutare gli utenti (strano…), non per dire ai motori per quali keyword vogliamo rankare.</div>
<div></div>
<div>Se un articolo si intitola “Vacanze in Toscana”, ed il primo paragrafo contiene le keyword “vacanze” e “Toscana” più volte, non serve grassettarle tutte! Insomma, abbiamo capito che si parla di vacanze in Toscana!</div>
<div></div>
<div>Si spera però che ci siano altri contenuti a parte i soliti di giri di parole per spammare “vacanze in Toscana” in più punti possibili.<br>
Se c’è un paragrafo dedicato a Firenze, che inizia con “Firenze è il capoluogo della Toscana”, cosa andiamo a grassettare?</div>
<div></div>
<div>Firenze, ossia il soggetto del paragrafo, o Toscana, ossia la keyword principale?</div>
<div></div>
<div>Ovviamente, <strong>Firenze</strong>!</div>
<div></div>
<div>Così l’utente, grazie alla <em>cue</em> visiva, capisce subito che in quel frangente si parla del capoluogo.</div>
<div></div>
<div>Google sa benissimo che per parlare esaustivamente di un argomento bisogna addentrarsi anche in singoli sotto-argomenti: state tranquilli che se mettete un grassetto su Firenze, Google non penserà che il vostro articolo allora sia su Firenze, penalizzando i vostri ranking per le ricerche di “vacanze in Toscana”.</div>
<div></div>
<div>Anzi, capirà che avete sviscerato l’argomento madre andando ad approfondire alcuni sottotemi (cosa buona e giusta), e che l’avete fatto con uno stile di scrittura user-friendly (altra cosa buona e giusta).<br>
Per questo, sarete ricompensati.</div>
<div></div>
<div>Non siate tirchi con i grassetti, pensando di doverli mettere solo su keyword, e non siate spammosi.</div>
<h2>HTML semantico</h2>
<p>Tag come <strong>h1, h2, h3</strong>, o attributi <strong>alt=</strong> sulle immagini, esistono da ben prima che la parola SEO entrasse nel vocabolario dei webmaster.</p>
<p>Perchè? Perchè sono utili per gli utenti.</p>
<p>Suddividere un testo lungo in paragrafi, ciascuno con il suo heading descrittivo, agevola enormemente la lettura. Un tag alt è utile per migliorare l’accessibilità e favorire i browser per persone cieche.<br>
Un bravo scrittore implementa queste accortezze, a prescindere da cosa piaccia ai motori.</p>
<p>E se parlate di “vacanze in Toscana” (che comparirà nell’h1 e nel title), alcuni possibili sottotitoli in h2 saranno: “Firenze”, “Dormire in Toscana”, etc…<br>
Tutti naturali, tutti contenenti la keyword od altre parole ad essa semanticamente collegate.</p>
<p>Ecco dunque che,<strong> scrivendo per gli utenti</strong>, avrete automaticamente messo una spunta ad un altro fattore SEO importante: <strong>produrre un HTML semanticamente ricco</strong>, con le keyword target nei luoghi di maggior rilievo (i tag h1\h2\h3).</p>
<p>Stesso identico discorso per gli anchor text dei link, o gli acronimi, o qualsiasi altra cosa possa essere descritta tramite tag HTML.</p>
<h2>Numero di parole</h2>
<div>Qual è il numero minimo di parole di un articolo?</div>
<div>Quello necessario a<strong> trattare l’argomento in maniera completa.</strong></div>
<div></div>
<div>Qual è il numero massimo di parole?</div>
<div>Quello oltre il quale i<strong> giri di parole</strong> superano i contenuti veri e propri.</div>
<div></div>
<div>In entrambi i casi, si tratta<strong> non di limiti fissi per compiacere un algoritmo</strong>, ma di<strong> limiti variabili</strong> che cambiano a seconda di <strong>ciò che è meglio per l’utente</strong>.<br>
Idealmente, l’utente deve terminare la lettura con tutte le informazioni di cui aveva bisogno, ma non deve terminarla anzitempo perchè si annoia o sente di star perdendo tempo con <strong>articoli che non vanno mai dritti al sodo</strong>.</div>
<div></div>
<div>Google è in grado di capire, tramite algoritmi semantici, se un articolo perdere tempo in inutili prolissità, o se è pregno di indicazioni interessanti.</div>
<h2>Qualità dei contenuti</h2>
<div>Come fa un bot ad effettuare in automatico delle valutazioni difficili anche per un essere umano?</div>
<div>Ci sono varie ipotesi, ed una di queste è che vi sia una specie di <strong>crowdsourcing </strong>resa possibile dai miliardi di pagine indicizzate.</div>
<div>Questa operazione consentirebbe a Google di verificare se un determinato articolo abbia delle carenze o degli spunti originali rispetto alla massa.</div>
<div></div>
<div>Facciamo un paio di esempi…</div>
<div></div>
<div>1) Tutti gli articoli di siti autorevoli sul tema “come costruire un’auto” ad un certo punto parlano di “motore”. Se il tuo articolo non parla mai del “motore”, è facile anche per un robot intuire che, o sono tutti scemi, o tu sei stato superficiale.</div>
<div></div>
<div>2) Pochissimi articoli a tema “SEO” parlano di algoritmi semantici e crowdsourcing, ed i pochi che lo fanno sono solitamente di siti di alto livello. Se il tuo articolo parla degli algoritmi semantici, Google intuisce che potresti aver inserito delle informazioni accurate e non scontate.</div>
<div></div>
<div>Si tratta di ipotesi, e solo un ingegnere Google potrebbe confermarle. Tuttavia, essendo teoricamente possibili e molto sensate, si può ritenere che Google implementi algoritmi del genere per dare allo screening qualitativo automatizzato una precisione sempre più vicina a quella di un umano.</div>
<div></div>
<div>Per approfondire il discorso su <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/">come scrivere contenuti di qualità per il web</a>, non perdetevi il relativo articolo.</div>
<h2>Lo “stile Aranzulla”</h2>
<div>Ok, è la star del settore in un mese guadagna più di 100 blog di medie dimensioni messi insieme, quindi qualcosa di buono l’ha saputo fare… ciò non toglie che le <strong>lunghissime introduzioni</strong> di 500 parole (su articoli di 1500) per riempire i testi di keyword, il suo stile <strong>inutilmente prolisso</strong> per ficcare ancora più keyword, gli interminabili discorsi fraterni per solidarizzare con le ansie dei lettori, o quel politically-correct che puntualmente sfocia in una noiosissima paraculosità, per quanto mi riguarda sono <strong>il male</strong>.</div>
<div>Una casalinga disperata alle prese con Facebook potrà apprezzarlo, ma moltissimi utenti no.</div>
<div></div>
<div>E’ assolutamente sbagliato dire “<em>Aranzulla, leader del settore, fa così, quindi anche’io devo fare così per avere successo, perchè questa è la cosa giusta</em>“.</div>
<div>Aranzulla ha raggiunto una popolarità inimmaginabile per un qualsiasi altro blogger, ragion per cu<strong>i ciò che funziona per lui non funziona necessariamente per tutti</strong>.<br>
Questa popolarità si traduce infatti in<strong> fattori SEO off-page</strong> (leggasi “link in ingresso” e “segnali social”) che il blogger comune può sognarsi.</div>
<div>Il sillogismo “<em>Aranzulla è un blogger. Io sono un blogger. Aranzulla ha successo così. Io avrò successo così</em>” non regge, poichè “<em>Aranzulla è un blogger<strong> con 100,000 link spontanei in ingresso</strong></em>“, ed “<em>io sono un blogger<strong> con 100 link</strong></em>“.</div>
<h2>Conclusioni &amp; TL:DR</h2>
<div>Oggi vi è un’attenzione sempre maggiore a quelli che sono i dettami SEO: attenzione non solo da parte degli specialisti SEO, ma anche della quasi totalità dei copywriter, la cui capacità di scrivere in maniera<strong> SEO-friendly</strong> (qualsiasi cosa esso voglia dire) costituisce un prerequisito quasi imprescindibile.</div>
<div></div>
<div>
<div>
<div>E’ corretto l’interesse verso questa “scienza”, linfa vitale per chiunque abbia un blog, un po’ meno la sua applicazione.</div>
<div></div>
<div>Per 100 se’-dicenti “SEO experts”, 2 sanno davvero fare il loro lavoro e sono al passo coi tempi, mentre 98 vanno avanti per anni con <strong>fantomatiche tecniche avanzate di scrittura per avere buoni risultati</strong>.<br>
Tipo, ripetere in grassetto la keyword 25 volte, o raggiungere un numero magico di parole\articolo, o altre menate del genere.</div>
<div></div>
<div>Gli algoritmi Google si evolvono e sono ormai molto più intelligenti di molti esseri umani: Google dice di <strong>premiare gli articoli scritti bene, per gli utenti e non per i motori</strong>, e nel 2020 è in grado di capire quando sia effettivamente così.<br>
Il potere di grassetti e ripetizioni innaturali viene annullato se non penalizzato quando davvero eccessivo, mentre viene premiato uno stile fluido, piacevole da leggere, <i>engaging…</i> questo significa automaticamente che alcuni grassetti o corsivi saranno messi su keyword non importanti lato seo, o che certe keyword non saranno ripetute molte volte.<br>
Pace, non muore nessuno.</div>
<div>Al giorno d’oggi, è <strong>difficile trovare differenze fra un copywriter SEO ed un giornalista di carta stampata</strong>, perchè di fatto non esiste (quasi) più uno stile di scrittura SEO.<br>
La scelta del titolo ancora lo è: “programmi per modificare foto”, lato SEO, è meglio di “software di editing fotografico”.<br>
Ma lo svolgimento del tema non presenta differenze fra uno che ignora completamente la SEO ed uno che se ne occupa… anzi, se chi se ne occupa scrive secondo i dettami dei primi anni 2000 (allora funzionavano, sia chiaro!) fatti di keyword density e altre menate, <strong>produrrà un lavoro peggiore di chi non ha idea di cosa sia la SEO.</strong></div>
</div>
</div>
<div></div>
<div>Anche se la moda non è ancora cambiata, e molti esempi illustri sono rimasti legati ad un determinato stile, i tempi stanno cambiando e chiunque voglia guardare al futuro, deve farlo puntando sulla scrittura per gli utenti, non per i motori.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/">Guida alla scrittura SEO: come scrivere per utenti e motori</a> proviene da <a href="https://www.guidallascelta.it">Guida alla Scelta</a>.</p>
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		<title>Scrivere per il web: come dare un valore aggiunto ai propri contenuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 06:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Freelancer]]></category>
		<category><![CDATA[guida SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rete, nel 2020, è inondata di spazzatura. Le attuali dinamiche pubblicitarie sembrano premiare chi riversa in rete 500 articoli “tutto fumo e niente arrosto”, con contenuti scarsi, stile di scrittura da quinta elementare ed una dubbia utilità per gli utenti, piuttosto che chi si impegna a far uscire un solo articolo al mese, ma &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Scrivere per il web: come dare un valore aggiunto ai propri contenuti</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/">Scrivere per il web: come dare un valore aggiunto ai propri contenuti</a> proviene da <a href="https://www.guidallascelta.it">Guida alla Scelta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>La rete, nel 2020, è inondata di spazzatura.</div>
<div>Le<strong> attuali dinamiche pubblicitarie</strong> sembrano premiare chi riversa in rete 500 articoli “tutto fumo e niente arrosto”, con contenuti scarsi, stile di scrittura da quinta elementare ed una dubbia utilità per gli utenti, piuttosto che chi si impegna a far uscire un solo articolo al mese, ma di grandissima qualità e capace di arricchire veramente il lettore.</div>
<div></div>
<div>Purtroppo la democraticità della rete ha fatto nascere centinaia di migliaia di sedicenti blogger, il cui lavoro nel 90% dei casi si traduce in:</div>
<p><span id="more-4798"></span></p>
<div></div>
<ol>
<li>Assumi un <strong>copywriter</strong> \ <strong>articolista</strong>, cercando di pagarlo il meno possibile (0.01€ \ parola è il “golden standard”).</li>
<li>Assegnagli un tema <strong>nazionalpopolare</strong> (ad es. “I migliori programmi per scaricare musica da Youtube”).</li>
<li>Lascia che svolga il tema scopiazzando da altri articoli in rete, <strong>senza avere la più pallida idea</strong> di come funzionino i programmi che sta per bollare come “migliori”, “eccellenti” o “scarsi”.</li>
<li>[Opzionale] Metti un<strong> titolo altisonante</strong> al pezzo (in gergo: titolo “<em>clickbait</em>“) che prometta di far trovare il Santo Graal all’utente (ad es. “C’è un programma supermegastrabiliante che nessuno conosce!!!! Ecco quale!”).</li>
<li>Riempilo di keyword per<strong> piazzarti meglio su Google</strong>.</li>
<li><strong>Trai guadagno dai banner</strong> su tale articolo: non importa se agli utenti avrai consigliato merda piuttosto che cioccolata, perchè il profitto si basa sul numero di utenti che vedono i banner, non sulla % di utenti che hai realmente aiutato.</li>
</ol>
<p>Eh già, scrivere per il web, ormai, questo significa nella maggior parte dei casi: è la strada più facile, sicura ed immediata per il profitto. Nonchè quella che ormai viene considerata come “standard”, “la moda”, che si autoalimenta “perchè tutti fanno così”.</p>
<p>Di fronte alla “<strong>moda</strong>“, a poco servono le linee guida di Google, che parlano di qualità dei contenuti e capacità di aiutare gli utenti: per quanto lo sforzo di Big G stia iniziando a dare dei risultati, è molto difficile per un robot valutare il grado di utilità di uno scritto umano; allo stato attuale, tranne che nei (rari) casi dei grandi big del settore, la scorciatoia è quella più efficace.</p>
<p>Un po’ come lo erano gli scambi link intorno al 2010, o i meta tag  keywords andando ancora più indietro ai primi anni 2000: ogni epoca ha le sue “tecniche SEO” infallibili.<br>
Oddio, infallibili… abbiamo visto che fine abbiano fatto gli schemi di link, e magari nello stesso girone infernale prima o poi finiranno anche i vari siti-spazzatura.</p>
<p>Mentre aspettiamo che ciò accada, siamo letteralmente bombardati dai titoli di tali siti-spazzatura e dai loro articoli pieni più di keyword che di inutili minchiate (o forse viceversa?) che ci fanno perder tempo.</p>
<p>In questo articolo, voglio darvi la mia visione su<strong> come sia opportuno scrivere per il web</strong>: cosa rende un articolo davvero utile per l’utente, e come è possibile dare quel<strong> valore aggiunto</strong> ai propri contenuti, che li renda degni di essere letti al di sopra di un marasma di spazzatura scopiazzata senza reale cognizione di causa.</p>
<p>In questo articolo ci concentreremo sui <strong>contenuti</strong>, mentre <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/guida-alla-scrittura-seo-come-scrivere-per-utenti-e-motori/">in un post a parte approfondirò il tema dello stile di scrittura</a>.</p>
<div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_76 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-custom ez-toc-container-direction">
<p class="ez-toc-title" style="cursor:inherit">Sommario</p>
<label for="ez-toc-cssicon-toggle-item-69f1b2a2518ca" class="ez-toc-cssicon-toggle-label"><span class=""><span class="eztoc-hide" style="display:none;">Toggle</span><span class="ez-toc-icon-toggle-span"><svg style="fill: #2b2b2b;color:#2b2b2b" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="list-377408" width="20px" height="20px" viewbox="0 0 24 24" fill="none"><path d="M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z" fill="currentColor"></path></svg><svg style="fill: #2b2b2b;color:#2b2b2b" class="arrow-unsorted-368013" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="10px" height="10px" viewbox="0 0 24 24" version="1.2" baseprofile="tiny"><path d="M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z"></path></svg></span></span></label><input type="checkbox" id="ez-toc-cssicon-toggle-item-69f1b2a2518ca" aria-label="Toggle"><nav><ul class="ez-toc-list ez-toc-list-level-1 "><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-1" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#Comprendere_la_ricerca_dellutente">Comprendere la ricerca dell’utente</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-2" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#Il_valore_aggiunto_lesperienza_dellautore">Il valore aggiunto: l’esperienza dell’autore</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-3" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#Politically_Correct_No_grazie">Politically Correct? No grazie</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-4" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#Il_giusto_compenso">Il giusto compenso</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-5" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#Lunica_soluzione_la_passione">L’unica soluzione: la passione</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-6" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#E_se_il_budget_proprio_non_ce">E se il budget proprio non c’è?</a></li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2"><a class="ez-toc-link ez-toc-heading-7" href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/#Conclusioni_ma_tutto_questo_paga">Conclusioni: ma tutto questo, paga?</a></li></ul></nav></div>

<hr>
<div>
<h2>Comprendere la ricerca dell’utente</h2>
</div>
<div></div>
<div>Il primo passo per scrivere un buon articolo è<strong> comprendere cosa l’utente si aspetta di ricevere da noi</strong>. O meglio, dal nostro articolo.</div>
<div>Questo a volte è scontato, altre volte un po’ meno. Altre volte ancora è scontato, ma si decide di ignorarlo deliberatamente.</div>
<div></div>
<div>Facciamo qualche esempio…</div>
<div></div>
<p>Scriviamo un articolo dal titolo “<strong>I migliori frullatori ad immersione</strong>“.<br>
L’utente si aspetta di trovare le recensioni dei migliori frullatori.<br>
<strong>Ovvio</strong>, no? Ok, andiamo avanti.</p>
<p>Scriviamo un articolo “<strong>I migliori programmi per scaricare musica</strong>“. Mi pare ovvio che l’utente si aspetti di trovare programmi per <strong>scaricare l’mp3 occasionale</strong> della canzone che preferisce… Eppure, prendi un <strong>Aranzulla</strong> qualsiasi (sì, ritengo che lui rientri fra gli <strong>immissori seriali di spazzatura</strong>), ed ecco che ti trovi bombardato da suggerimenti assolutamente fuori tema come Spotify, Amazon Music, etc… che sì, ti permettono di “scaricare” musica sul tuo telefono, ma solo facendo un abbonamento per sincronizzare offline (in maniera cifrata) le tue playlist.<br>
Tecnicamente stai “scaricando musica”, ma seriamente: Aranzulla, <strong>pensi che questi utenti ti abbiano chiesto davvero una cosa del genere</strong>?<br>
Per carità, se uno non vuole consigliare software in grado di compiere operazioni illegali come scaricare un mp3, lungi da me dire che sia sbagliato!<br>
Ma a questo punto, se non puoi\vuoi risolvere il dubbio dell’utente, perchè non evitare di parlarne?<br>
Perchè far perdere tempo all’utente se non per guadagnare comunque dal suo click?<br>
Scrivere un articolo “<strong>Come guardare Netflix gratis</strong>” e poi pubblicare una guida di 1000 parole su come iscriversi al sito perchè tanto i primi 7 giorni sono gratis, allo stesso modo, è una <strong>gran paraculata</strong>.</p>
<p>Che dire poi di capolavori da Pullitzer come “<strong>Nuova stagione di [nome serie TV]: ecco quando uscirà</strong>“, e poi l’articolo contiene… beh, 2-3 paragrafi che parlano della trama della serie (che l’utente già sa, altrimenti non cerca info sulla nuova stagione), una pubblicità, altri 2-3 paragrafi sugli attori, un’altra pubblicità, 2-3 paragrafi su dei rumor, un’altra pubblicità, e solo dopo aver letto tanta roba inutile (e visto tanta pubblicità), ecco il fatidico paragrafo sulla data d’uscita della nuova stagione. Paragrafo il quale reciterà più o meno così: “<em>non si hanno notizie ufficiali sulla nuova stagione, ne’ se verrà mandata in onda</em>“.</p>
<p>Articoli del genere servono solo ad aumentare la quantità di spazzatura presente in rete, e chiunque pubblichi robe del genere dovrebbe sentirsi corresponsabile del declino della qualità dell’Internet, al pari dei fake newser, tuttologi da social, e buongiornissimo kaffèèèèèè.<br>
So che per molti di voi è scontato, ma sono sicuro non sia così per tutti.</p>
<p>Alle volte per comprendere le reali esigenze dei potenziali lettori serve un po’ più di sforzo.<br>
Rimanendo nell’ambito tecnologico, prendiamo l’articolo sui <a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/fotografia/programmi-per-modificare-foto-i-migliori-software-di-fotoritocco/">migliori programmi per modificare foto</a>, scritto da enzo.s proprio per questo blog. Questo articolo è pensato per essere trovato da un utente che cerca su Google un generico “programma per modificare foto”.<br>
Ma cosa vuol dire esattamente “programma per modificare foto”?<br>
Software gratuito o professionale \ a pagamento?<br>
Modificare come in “ridimensionare e ritagliare come faccio col cellulare”, o “fotoritocco avanzato in stile Photoshop”?</p>
<p>Qua bisogna utilizzare un po’ di logica: se lo cerchi su Google, probabilmente non sei un grafico professionista, quindi la maggior parte privilegerà i gratuiti.<br>
Fra questi, vi è una soluzione pensata per gli smanettoni, una per le “casalinghe disperate”, una per i millennials che vogliono postare le foto fighe su Instagram….</p>
<div>Così la lista ha senso, perchè anzichè dare 10 alternative tutte uguali e “tiepide” per un unico generico scopo, che l’utente ne esce solo più indeciso di prima, vengono dati consigli singoli, mirati, da “cecchino”, con cui l’utente va a colpo sicuro.<br>
L’utente non deve scegliere, perchè <strong>il blogger lo ha fatto per conto suo</strong>.</div>
<div></div>
<div>Non dico che ogni buon articolo non possa lasciare all’utente una certa responsabilità di scelta, ma di certo non è presentando 20 opzioni tutte apparentemente ugualmente valide che lo si aiuta, di solito.</div>
<div></div>
<div>Solo <strong>comprendendo ciò che vuole l’utente realmente</strong> si riesce ad offrire un servizio utile, e ad evitare di essere l’ennesimo sito fine a se stesso che prova a guadagnare qualche soldo intercettando qualche ricerca su Google.</div>
<h2>Il valore aggiunto: l’esperienza dell’autore</h2>
<p>Se l’utente vuole una trattazione enciclopedica di un argomento, va su Wikipedia.<br>
Se vuole un’asettica lista di modelli di monitor con determinate caratteristiche, va su un grande database del settore.<br>
Se vuole leggere solo le caratteristiche buone di un prodotto, va a leggersi la scheda sul sito ufficiale.<br>
Ma se decide di leggere un articolo di un blog, è perchè vuole dei <strong>consigli</strong>. Consigli dati dall’esperienza e dalla competenza di chi scrive, non dall’aleatorietà di chi tira ad indovinare, non avendo la più pallida idea di cosa stia dicendo (tanto Googlebot non se ne accorge).</p>
<div>Se io faccio una compilation di software o prodotti, facendo per ciascuno una descrizione oggettiva in stile Wikipedia, non ho creato un articolo utile, perchè la rete ne è già satura e l’utente non capisce i <strong>reali</strong> punti di forza e debolezze dei software in questione.<br>
Se io comprendo, per ogni prodotto, ciò che lo differenzia dalla massa, posso consigliarlo con più sicurezza a determinate categorie di utenti con determinate esigenze… questo fa una differenza fra una lista scelta e ragionata, ed un’altra composta da prodotti scelti a caso e descritti genericamente.</div>
<div>Fa la differenza fra il copiare (seppure con parole diverse) ciò che è possibile trovare su migliaia di altri siti, ed il<strong> dare consigli</strong> originali (ma soprattutto utili!) <strong>che gli utenti possono davvero utilizzare per fare una scelta</strong>.</div>
<div></div>
<div>
<div>Prendiamo <a href="https://www.guidallascelta.it/cura-della-persona/profumi/i-migliori-profumi-di-nicchia-da-uomo-per-il-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.guidallascelta.it/cura-della-persona/profumi/i-migliori-profumi-di-nicchia-da-uomo-per-il-2020/&amp;source=gmail&amp;ust=1589795107082000&amp;usg=AFQjCNEsiSeG6m-kYsakPAaofsuwv0ZEVQ">l’articolo sui profumi di nicchia</a> pubblicato su questo blog da simone.f.<br>
Quello in oggetto è un settore molto competitivo, dato che un singolo profumo costa centinaia di euro, e nel lusso c’è sempre competizione fra budget elevati… nonostante ciò, sta riscontrando un buon successo e degli ottimi posizionamenti su Google.</div>
<div></div>
<div>Come ha fatto un semplice articolo, senza budget promozionale, a scalzare decine di competitor ben più famosi e quotati con anni di presenza sul web (che in questo settore è fondamentale)?</div>
<div></div>
<div>Beh, mentre “gli altri” fanno descrizioni fredde ed oggettive di un profumo, elencandone le note (che puoi trovare ovunque) e condendo il tutto con figure retoriche a caso, senza far capire davvero cosa trasmette un profumo, il nostro autore ha fatto l’esatto contrario, inserendo quel valore aggiunto ed inedito dato dalla sua esperienza personale.<br>
L’utente percepisce la differenza fra chi non ha mai provato ciò di cui parla e chi invece ne ha vera esperienza, e si fidelizza.</div>
</div>
<div></div>
<div>Questo discorso non vale solo per le recensioni: il concetto di <strong>storytelling</strong>, di cui si fa tanto parlare ultimamente e che sembra essere il mantra della “<strong>scrittura efficace</strong>” del 2020, si basa sugli stessi concetti.</div>
<div></div>
<div>Che sia una risposta su Quora o un articolo di costume su un fenomeno culturale, il <strong>raccontare una storia</strong>, ossia mettere al centro la propria esperienza personale, inedita, concreta e reale è la chiave per tenere il lettore incollato allo schermo.<br>
Una descrizione asettica ed impersonale non sarà mai tanto <strong>verosimile</strong> ed <strong>ancorata al mondo reale</strong> quanto un racconto vissuto in prima persona da un autore, nel quale il lettore possa identificare se stesso, o altre persone o paradigmi del mondo reale a lui familiari.</div>
<div></div>
<div>L’articolo di andrea.g sulla sua <a href="https://www.guidallascelta.it/lifestyle/online-dating/12-mesi-su-tinder-cosa-ho-scoperto-su-come-funziona-e-se-si-scopa-davvero/">esperienza di 12 mesi su Tinder</a> ne è un esempio lampante: Tinder è un’app di incontri, e ci sono circa 1,438,398 recensioni sulla rete che ti spiegano le modalità in cui, in teoria, Tinder ti farà conoscere altre persone.</div>
<div>Ma come funziona davvero, nella <strong>pratica</strong>?<br>
Con quali dinamiche?<br>
Che tipo di interazioni ne scaturiscono?</div>
<div>Questi sono i dubbi che, se li risolvi,<b> offri un servizio all’utente</b>, lo <b>arricchisci</b>, e gli fai <b>risparmiare tempo.</b></div>
<div>
<div>Altrimenti tanto vale un elenco di nomi senza descrizione, perchè tanto <b>in entrambi i casi l’utente può risolvere il suo quesito di ricerca solo dopo averli testati di persona.</b></div>
</div>
<h2>Politically Correct? No grazie</h2>
<div></div>
<div>Se si vuole scrivere un grande articolo, non si può essere paraculi.</div>
<div>Che sia una recensione, una lista di programmi, una trattazione su temi di economia o il racconto di una storia,<strong> bisogna sbilanciarsi.</strong> Dare la propria opinione.</div>
<div></div>
<div>Non esiste che tutti i programmi di una lista o tutte le persone di una storia siano buoni e giusti.</div>
<div></div>
<div>Certo, per potersi permettere di dare giudizi negativi è ancor più necessario avere l’esperienza di cui parlavo nel paragrafo precedente, perchè si può descrivere (più o meno) qualcosa che non si conosce, ma giudicarla senza averne cognizione… richiede davvero una faccia di bronzo.</div>
<div></div>
<div>Però, d’altronde, come si può dare un consiglio o fare un discorso interessante se non si è in grado di distinguere (e dire al lettore!) ciò che è buono da ciò che è cattivo?</div>
<h2>Il giusto compenso</h2>
<div></div>
<div>Veniamo ad un punto dolente: alcuni di voi sono copywriter freelance, o assumono copywriter freelance.</div>
<div></div>
<div>Come prezzare un lavoro di questo genere?</div>
<div></div>
<div>Il famigerato costo per parola ovviamente non rende giustizia ad una mole di lavoro simile. In realtà, per quanto mi riguarda, il costo per parola potrebbe essere abolito del tutto, ed è buono solo per chi pubblica gli articoli-spazzatura pro-Google di cui parlavo ad inizio articolo: raggiungere un minimo di parole interessa solo ai bot.</div>
<div></div>
<div>Se un utente trova la risposta<strong> esaustiva</strong> al suo quesito di ricerca in 500 parole, è più contento che se la trova in 1500, perchè perde meno tempo.</div>
<div></div>
<div>Se un datore di lavoro ottiene il suo articolo top-quality che ottiene buoni risultati, non importa se lo abbia pagato 0.01€ \ parola per 10000 parole, o 0.05€ \ parola per 2000 parole: in entrambi i casi avrà speso 100€ per gli stessi risultati.</div>
<div></div>
<div>Ad un freelancer non importa guadagnare 50€ per 10 articoli spazzatura che richiedono 30 minuti l’uno, piuttosto che 50€ per un solo articolo che richiede 5h fra ricerca e stesura.</div>
<div></div>
<div>Alla fine costo orario, costo per parola o costo “chiavi in mano” sono diverse facce della stessa medaglia, praticamente intercambiabili.<br>
L’unica cosa che interessa a tutti è di poter pubblicare, ad un costo finale sostenibile, <strong>un articolo valido, esaustivo, che soddisfi la ricerca dell’utente</strong>, che gli offra un valore aggiunto rispetto alla massa, e che lo spinga a pensare “cavolo, bel blog!”.</div>
<div></div>
<div>Certo, digerire (o far digerire) un costo \ parola di 0.10€, o addebitare 10h di studio e ricerca oltre alle 2h necessarie per la stesura dell’articolo può essere ostico.</div>
<div>Ben venga allora il costo “chiavi in mano” per l’articolo completo, che in fondo è l’unico aspetto che conta.</div>
<div></div>
<div>Sta all’intelligenza di chi pubblica comprendere che un articolo da 50€ o 100€ si presuppone possa ottenere migliori risultati di uno da 10€, e quindi sul lungo periodo rivelarsi <strong>più conveniente anche economicamente.</strong><br>
Se così non dovesse essere, una delle due parti ha sbagliato lavoro: o il freelancer non sa scrivere, il cliente non sa monetizzare il suo operato.</div>
<div></div>
<div>Ora la domanda da 1 milione di euro è: <strong>qual è il giusto livello di competenza</strong>, in cui spese e ricavi vanno ad attestarsi sul livello ottimale?</div>
<div>Un singolo post può valere una rendita di migliaia di euro mensili… così come potrebbe finire nel dimenticatoio di Google, nella terza pagina dei risultati di ricerca, il luogo più sicuro dove nascondere un cadavere <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></div>
<div>Allo stesso tempo, il tempo di studio &amp; ricerca necessario ad uno scrittore per acquisire le competenze richieste per un livello qualitativo alto può essere di decine o centinaia di ore, a cui si aggiungono i soldi per eventuali attrezzature e spostamenti (si pensi a tutorial sulla fotografia che richiedono migliaia di euro di strumentazione, o blog di viaggi).</div>
<div></div>
<div>E’ chiaro che in questi casa la <strong>piccola ed incerta prospettiva di guadagno stellare</strong> si<strong> scontra duramente con la certezza di ingenti spese</strong>.</div>
<div>Degli articoli citati precedentemente, alcuni hanno requisiti minimi, altri enormi.<br>
Quello sui programmi per modificare foto richiede un generico background tecnico-informatico di livello discreto, qualche ora di tempo una Domenica pomeriggio, e magari qualche decina di euro per provare le versioni complete di alcuni software (sebbene in molti casi la versione Trial sia più che sufficiente). Niente di trascendentale, insomma.</div>
<div>Un articolo come quello sui profumi di nicchia richiede invece almeno 3-4000€ solo di “attrezzatura”, mentre quello di andrea.g su Tinder si dipana su un periodo di 12 mesi (non riesco neanche ad immaginare quante centinaia di ore di “lavoro”), con annessi viaggi di ogni genere.</div>
<div>E’ chiaro che se il committente dovesse accollarsi da zero lo sforzo economico per produrre articoli del genere, ed aggiungerci un margine di guadagno per lo scrittore, si verrebbero a creare dei costi totalmente, assolutamente, inevitabilmente insostenibili per qualsiasi sito, blog, giornale, rivista o portale.</div>
<div>E questo, ci porta al prossimo paragrafo…</div>
<h2>L’unica soluzione: la passione</h2>
<p>Ok, il titolo è un po’ pacchiano, ma di fatto è così.</p>
<p>E’ irrealistico e fuori dal mondo il cliente che si aspetta l’articolo top dal ragazzetto che scrive a 0.01€ \ parola.<br>
Decisamente più rara, ma ugualmente presente ed assurda, l’attitudine del copywriter che pretende venga pagato ogni minuto di studio, anche quando questo è più un<strong> colmare le lacune dello stesso</strong>, piuttosto che uno studio specifico per l’articolo (c’è differenza fra le due cose!).</p>
<p>In altre parole: se io cliente chiedo la recensione di un frullatore specifico, devo necessariamente fornirlo al copywriter se voglio “pretendere” che lo provi davvero.<br>
Se io cliente chiedo ad un articolista specializzato in tecnologia di parlarmi di programmi di fotoritocco, posso aspettarmi qualche ora di studio &amp; ricerca per testare i programmi più di nicchia, ma di certo non che egli debba passare <strong>intere giornate</strong> a capire la differenza fra <strong>Paint</strong> e <strong>GIMP</strong> o fra lo strumento <strong>Ridimensiona</strong> e lo strumento <strong>Scala</strong>.<br>
Queste nozioni basilari dovrebbero essere incluse nelle competenze (e quindi nel compenso) di un articolista tecnologico.</p>
<p>Chiaramente, se un articolista tecnologico ha molta esperienza nel settore, avrà<strong> un compenso base più alto</strong>, quindi a parità di qualità finale, <strong>il costo dell’articolo dovrebbe essere vagamente simile</strong> a quello di una persona senza competenze specifiche, dal costo base minore, al quale si finanziano più ore di studio. Almeno in teoria.</p>
<p>Per arrivare a questo risultato, la spesa del committente abbiamo detto essere la stessa, la qualità del lavoro idem, cambia solo il fatto che, nel secondo caso<strong>, lo scrittore ha perso ore e ore del suo tempo per imparare un argomento che magari non riprenderà più</strong> per il resto della sua vita, quando avrebbe potuto fare qualcosa di più produttivo, interessante, riutilizzabile e quindi più redditizio.</p>
<p>Ecco dunque spiegato perchè<strong> è così importante che chi scrive abbia passione per quello che fa</strong>: solo così è possibile studiare ed accrescere le proprie competenze senza gravare eccessivamente sulle tasche del committente, perchè parte di quello studio la possiamo considerare come <strong>un investimento su noi stessi</strong>.<br>
Se invece lo studio è fine a se stesso, ed ha senso solo per riuscire a consegnare quell’articolo da 30€ e nulla più… ci sono probabilmente modi più veloci per guadagnare 30€.</p>
<p>Se scegliete un settore di competenza in cui specializzarvi, tutto lo studio che farete per articoli in quel settore sarà riutilizzabile nelle decine o centinaia di articoli che scriverete da quel momento in poi.<br>
All’inizio per scrivere un articolo magari ci metterete 10 ore, ma mantenendo un costo \ parola invariato, vi ritroverete dopo qualche tempo a raddoppiare o quadruplicare il vostro compenso orario risultante.<br>
E la passione in questo caso è fondamentale non tanto per aumentare i vostri compensi, quanto per rendere il lavoro estremamente più piacevole… che, in fin dei conti, è anche più importante.</p>
<p>L’insegnamento finale da trarre è: se vi piace scrivere, ed avete una passione per un qualsivoglia argomento, avrete successo online.<br>
Perchè la <strong>passione</strong> porta inevitabilmente a <strong>conoscenze</strong>, e le conoscenze portano alla capacità di mettere un<strong> valore aggiunto</strong> ai vostri articoli,  e questo vi porterà ad essere <strong>cliccati</strong> sempre di più.</p>
<h2>E se il budget proprio non c’è?</h2>
<p>Capisco che, per quanto questi discorsi possano essere belli e condivisibili, alle volte è semplicemente impossibile avere il <strong>budget</strong> necessario per produrre qualità.<br>
Come fare allora? Si possono trovare dei compromessi?</p>
<p>Certamente.<br>
Tornando all’ambito tecnologia, per scrivere un discreto articolo non penso serva<strong> provare a fondo ogni singolo programma</strong> di cui si vuole parlare, ma i principali inderogabilmente sì: non solo per vedere dal vivo i programmi in se’ e descrivere meglio i “cavalli di battaglia”, ma anche perchè questo <strong>aiuta a farsi un’idea migliore dell’argomento in generale</strong>, ed indirettamente beneficerà le vostre recensioni anche degli altri.</p>
<p>Mi spiego meglio: parlare di un programma di fotoritocco che non hai mai testato, solo leggendo in rete o guardando qualche video\screenshot, è <strong>molto più semplice se hai già esperienza diretta con programmi affini.</strong></p>
<p>Stesso discorso per un articolo su un’app di dating: con 1 giorno di esperienza reale non potrai certo inventare un racconto di 12 mesi, ma<strong> la differenza fra il tuo pezzo e quello di una persona che non si è mai davvero “sporcata le mani” sarà comunque tangibile.</strong></p>
<p>Se non siete sicuri di avere le conoscenze sufficienti per scrivere un buon articolo, ponetevi queste due domande:</p>
<ul>
<li>sono in grado di scrivere qualcosa in grado di <strong>arricchire la conoscenza dell’utente</strong> su un determinato argomento?</li>
<li>sono in grado di scrivere qualcosa <strong>che l’utente non possa trovare su wikipedia</strong> o su uno qualsiasi degli articoli già presenti in prima pagina per le relative ricerche su Google?</li>
</ul>
<p>Se la risposta ad entrambe queste domande è “sì”, allora probabilmente avete il potenziale per scrivere un buon articolo.</p>
<div>
<h2>Conclusioni: ma tutto questo, paga?</h2>
</div>
<div></div>
<div>Allo stato attuale, parzialmente.</div>
<div>Come scrivevo in apertura, Google sta diventando sempre più bravo a discernere contenuti-spazzatura da contenuti di alta qualità, e le previsioni per il futuro a breve e lungo termine vedono i siti che puntano sulla qualità sempre più premiati.<br>
Allo stato attuale delle cose, tuttavia, il successo che molti riescono ad ottenere ignorando completamente le linee guida di questo articolo e concentrandosi solo sui <strong>trucchi SEO </strong>deve far riflettere.</div>
<div></div>
<div>Anche se ancora il potere dei professionisti del <strong>clickbaiting</strong> o dei <strong>fanatici SEO</strong> (tanto per fare qualche esempio: Tecnoandroid, Blastingnews, Aranzulla e centinaia di altri) è ancora potente,<strong> ho fiducia nel fatto che andrà riducendosi sempre di più.</strong></div>
<div></div>
<div>Chiunque voglia mettere in piedi un progetto web stabile, che non rischi di perdere tutto da un giorno all’altro (come successo ai tempi dell’update <strong>Penguin</strong>, che ha ridotto sul lastrico migliaia di webmaster che basavano il loro stipendio sugli schemi di link), dovrebbe abbandonare la “via breve” e concentrarsi sulla produzione di <strong>contenuti di qualità</strong>, utili per gli utenti.</div>
<div></div>
<div>Come è possibile ottenere ciò?</div>
<div></div>
<div>Immedesimandosi nei panni dell’utente, chiedendosi se davvero il nostro pezzo gli dia un qualcosa in più.</div>
<div></div>
<div>
<p>Serve <strong>osare</strong>, perchè l’utente cerca consigli, e per dare consigli bisogna <strong>esporsi</strong>, per esporsi bisogna affermare “questo va bene, quello no, quell’altro solo per codesta cosa, etc…”.</p>
</div>
<div>Gli utenti vedranno la differenza fra la vostra qualità e la marmaglia a cui si stanno tristemente abituando, si fidelizzeranno, vi torneranno a trovare, alcuni vi faranno ottenere i tanto ambiti<strong> link spontanei</strong>, e con il tempo anche Big G si accorgerà di voi, premiandovi.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.guidallascelta.it/istruzione-e-lavoro/freelancer/scrivere-per-il-web-come-dare-un-valore-aggiunto-ai-propri-contenuti/">Scrivere per il web: come dare un valore aggiunto ai propri contenuti</a> proviene da <a href="https://www.guidallascelta.it">Guida alla Scelta</a>.</p>
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		<title>5 programmi per scaricare musica da Youtube gratis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 12:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[migliori programmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fin da quando YouTube, il più popolare sito di hosting video al mondo, è apparso tutti ci siamo chiesti come fare per scaricare i contenuti del sito (musica in primis) così da goderne anche offline, quando non si ha a disposizione una connessione ad internet. Oggi, a più di dieci anni di distanza dalla nascita del &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/5-programmi-per-scaricare-musica-da-youtube-gratis/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">5 programmi per scaricare musica da Youtube gratis</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fin da quando <strong>YouTube</strong>, il più popolare sito di hosting video al mondo, è apparso tutti ci siamo chiesti come fare per scaricare i contenuti del sito (musica in primis) così da goderne anche <strong>offline</strong>, quando non si ha a disposizione una connessione ad internet.</p>
<p>Oggi, a più di dieci anni di distanza dalla nascita del portale, quasi non c’è artista vivente che non abbia il suo canale ufficiale su Youtube, e per tutti gli altri… ci pensano i caricamenti effettuati ad opera dei fan.<br>
Avere la possibilità di <strong>scaricare gratuitamente</strong> (e legalmente) la musica da esso significa avere un’infinità di canzoni a portata di mouse da far impallidire anche i più popolari servizi di musica in streaming come Spotify.</p>
<p><strong>YouTube poi non è solo musica</strong>: vi si trovano anche conferenze, lezioni, ricette ed audiolibri e sarebbe un vero peccato non poterne godere in quei posti dove non si ha una connessione veloce ad internet.</p>
<p>Vi sono moltissimi <strong>programmi gratuiti </strong>per scaricare gli audio dei video Youtube sul proprio PC o telefono, ma anche numerosi <strong>servizi online</strong> che vi consentiranno di svolgere l’operazione di download e conversione senza dover installare alcunchè sul vostro sistema.</p>
<p>In questo articolo abbiamo selezionato per voi i migliori 5, aggiornati (e ritestati) il 29 Aprile 2020.<br>
Ecco dunque i 5 <strong>migliori programmi per scaricare gratuitamente musica da Youtube</strong>.<span id="more-357"></span></p>
<h2>2Conv.com</h2>
<figure id="attachment_723" aria-describedby="caption-attachment-723" style="width: 474px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/come-scaricare-musica-da-youtube-5-programmi-e-servizi-gratuiti/attachment/video-converter-youtube/" rel="attachment wp-att-723"><img decoding="async" class="size-large wp-image-723" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/video-converter-youtube-1024x430.jpg" alt="2conv convertitore youtube" width="474" height="199" srcset="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/video-converter-youtube-1024x430.jpg 1024w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/video-converter-youtube-300x126.jpg 300w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/video-converter-youtube-768x323.jpg 768w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/video-converter-youtube.jpg 1097w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px"></a><figcaption id="caption-attachment-723" class="wp-caption-text">L’interfaccia online di 2Conv. Volendo, è anche possibile scaricarne la versione desktop.</figcaption></figure>
<p><a href="https://2conv.com/it/" target="_blank">2Conv.com<img class="extlink-icon" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/plugins/external-links-nofollow-open-in-new-tab-favicon/images/extlink.png"></a> è probabilmente il sito più conosciuto per salvare file mp3 partendo dai video di YouTube.</p>
<p>Si tratta di una piattaforma leggera, funzionante anche da smartphone, super veloce e senza troppe pubblicità.<br>
Non richiede né download né installazione, trattandosi di un <strong>servizio online, </strong>e fa della semplicità uno dei suoi punti di forza: basta infatti copiare l’URL del video del quale si vuole salvare l’audio e si attende il download del file che<strong> ci verrà fornito già convertito in mp3</strong>.<br>
Se lo preferite, tuttavia, è possibile selezionare uno dei formati alternativi (ad esempio AVI o <strong>MP4 HD</strong>) per scaricare il video completo e non solo l’audio.</p>
<p>Per i più esigenti, è possibile anche <strong>scaricare la versione desktop, ugualmente gratuita</strong>, con funzionalità aggiuntive come la gestione delle code ed il download simultaneo (in realtà, è possibile far partire conversioni \ download multipli anche dal sito, aprendo più tab contemporaneamente).<br>
Si tratta di caratteristiche fondamentali per gli <em>scaricatori seriali</em> che non si accontentano di salvare una canzone ogni tanto, ma necessitano di un programma per scaricare di continuo innumerevoli brani.</p>
<p><strong>Pro</strong>: utilizzabile sia come programma desktop che come servizio online, conversione veloce e di qualità, possibilità di scaricare sia audio che video, gratis senza eccesso di pubblicità.</p>
<h3>4K Youtube to Mp3</h3>
<figure id="attachment_3135" aria-describedby="caption-attachment-3135" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3135 size-medium" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2019/05/tutorial-scaricare-musica-4k-youtube-to-mp3-235x300.png" alt="4k youtube to mp3" width="235" height="300" srcset="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2019/05/tutorial-scaricare-musica-4k-youtube-to-mp3-235x300.png 235w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2019/05/tutorial-scaricare-musica-4k-youtube-to-mp3.png 527w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px"><figcaption id="caption-attachment-3135" class="wp-caption-text">4K Youtube to MP3, uno dei programmi più semplici, ma efficaci e sicuri, per scaricare musica da Youtube.</figcaption></figure>
<p>In materia di programmi da scaricare, <a href="https://www.4kdownload.com/it/products/product-youtubetomp3" target="_blank">4K Youtube to Mp3<img class="extlink-icon" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/plugins/external-links-nofollow-open-in-new-tab-favicon/images/extlink.png"></a> ha pochi rivali.<br>
In <strong>italiano</strong>, semplice da usare, veloce a scaricare, con la possibilità di personalizzare i formati di output e la qualità dei file scaricati.</p>
<p>Il programma è <strong>gratuito</strong>, ma offre anche una versione Premium a pagamento con la quale potrete <strong>automatizzare il download di interi canali</strong> o playlist, o avere supporto tecnico prioritario.<br>
Insomma, nulla di imprescindibile, considerando anche che la versione <em>free</em> è non solo dotata di tutte le funzionalità fondamentali, ma anche priva di pubblicità.</p>
<p>Merita una menzione il <em>look&amp;feel</em> estremamente professionale sia del programma in se’, che del sito web della casa che lo produce, attiva nel settore da oltre 5 anni. Un segno della serietà dell’azienda, a garanzia della nostra sicurezza.</p>

<h2>Mediahuman YouTube to Mp3</h2>
<figure id="attachment_725" aria-describedby="caption-attachment-725" style="width: 639px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/come-scaricare-musica-da-youtube-5-programmi-e-servizi-gratuiti/attachment/youtube-mp3-2/" rel="attachment wp-att-724"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-725 size-full" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/youtube-mp3-1.jpg" alt="youtube to mp3" width="639" height="363" srcset="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/youtube-mp3-1.jpg 639w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/youtube-mp3-1-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px"></a><figcaption id="caption-attachment-725" class="wp-caption-text">La versione free di Youtube to Mp3, disponibile per Windows, Mac e Linux</figcaption></figure>
<p><a href="https://www.mediahuman.com/it/youtube-downloader/" target="_blank">Youtube-to-Mp3<img class="extlink-icon" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/plugins/external-links-nofollow-open-in-new-tab-favicon/images/extlink.png"></a> è un programma semplicissimo, <strong>privo di pubblicità</strong>, che svolge egregiamente il lavoro di converter da YouTube a mp3 anche nella versione gratuita.<br>
E’ funzionale, leggero, intuitivo (una volta installato basta seguire la solita procedura copia &amp; incolla dell’URL) e discretamente veloce.<br>
È forse il miglior compromesso per chi cerca la <strong>semplicità dei servizi online</strong> coniugata con la comodità di avere un<strong> software sempre a disposizione sul proprio PC</strong>.</p>
<p>La versione Premium offre la possibilità di gestire meglio i propri download raggiungendo velocità maggiori… tuttavia, per gli scopi di un utente tipo, si tratta di una piccolezza e <strong>la versione gratuita si comporta eccellentemente</strong> presentando anche una buona gestione dei <strong>download simultanei</strong>.</p>
<p>Inoltre, il programma è disponibile anche per <strong>Mac</strong> e <strong>Linux</strong>, e dal sito del produttore è possibile scaricare altri utili software come <strong>Youtube Downloader</strong>, che consente di salvare interi video sul proprio PC, e non solo i rispettivi file audio.</p>
<p>Un’ultima chicca: Youtube to Mp3, nonostante il nome, può scaricare e convertire video non solo da Youtube, ma anche da Facebook, Vimeo, Soundcloud, Vevo ed altri ancora!</p>
<h2><del>Online Video Converter</del></h2>
<p><del>Anche <a href="https://www.onlinevideoconverter.com/it/video-converter" target="_blank">Online Video Converter<img class="extlink-icon" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/plugins/external-links-nofollow-open-in-new-tab-favicon/images/extlink.png"></a>, più che un <strong>programma per scaricare musica da Youtube</strong>, è un <strong>servizio online</strong> molto simile al precedente: gli daremo in pasto l’URL del video che ci interessa e lui si occuperà della conversione in mp3.</del><br>
<span style="color: #993300;">Il sito non è più funzionante.</span></p>
<h2>Freemake Video Converter</h2>
<p><a href="http://www.freemake.com/free_video_converter/" target="_blank">Freemake Video Converter<img class="extlink-icon" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/plugins/external-links-nofollow-open-in-new-tab-favicon/images/extlink.png"></a> è un programma da scaricare gratuitamente che permette di salvare i video da YouTube in moltissimi formati, tra cui appunti anche i nostri amati <strong>mp3</strong>.<br>
In questo modo si riescono ad ottenere audio di qualità partendo dai video che si trovano sul tubo (ma non solo, Freemake Video Converter funziona anche con altre piattaforme).<br>
Il programma è veramente <strong>veloce</strong> e <strong>semplice</strong> da utilizzare, anche grazie ad un’interfaccia estremamente ben congegnata: come per i programmi precedenti, anche qui è sufficiente copiare il link al video dal quale vogliamo prendere la musica e lasciare al software il compito di estrarre l’audio che verrà salvato nella cartella che noi avremo indicato.</p>
<p>Il suo maggior <strong>pregio</strong> rispetto alla concorrenza?<br>
La presenza di una<strong> ricchissima serie di tool e funzionalità aggiuntive</strong> (conversione audio\video fra 500 formati, editing di base, masterizzazione ed altro ancora).<br>
Il suo difetto?<br>
Alcune funzioni sono <strong>limitate</strong> nella funzione gratuita, e vi sono continui popup che vi invitando ad acquistare la versione premium.</p>
<h2>aTube Catcher</h2>
<figure id="attachment_731" aria-describedby="caption-attachment-731" style="width: 474px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.guidallascelta.it/tecnologia/come-scaricare-musica-da-youtube-5-programmi-e-servizi-gratuiti/attachment/atube/" rel="attachment wp-att-731"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-731 size-large" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/atube-1024x746.jpg" alt="aTube Catcher schermata" width="474" height="345" srcset="https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/atube-1024x746.jpg 1024w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/atube-300x219.jpg 300w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/atube-768x559.jpg 768w, https://www.guidallascelta.it/wp-content/uploads/2017/04/atube.jpg 1160w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px"></a><figcaption id="caption-attachment-731" class="wp-caption-text">aTube Catcher è più di un semplice programma per scaricare musica da Youtube, e si presenta con una lunga serie di feature aggiuntive</figcaption></figure>
<p>Alla fine della nostra selezione non poteva non esserci uno dei migliori programmi free per scaricare mp3 e non solo partendo dai video di YouTube. <a href="http://www.atube.me/" target="_blank">aTube Catcher<img class="extlink-icon" src="https://www.guidallascelta.it/wp-content/plugins/external-links-nofollow-open-in-new-tab-favicon/images/extlink.png"></a> è un programma completo, totalmente gratuito, che <strong>aggiunge alcune funzioni extra</strong> oltre al semplice download, come ad esempio poter essere usato per creare compilation su CD o DVD.<br>
Anche questo programma mantiene il funzionamento dei precedenti, basato su una barra dove inserire direttamente l’URL che ci interessa, dopo di che sarà aTube Catcher a fare il lavoro per noi.<br>
La pecca di questo software è che non è esattamente velocissimo, anche se nulla di preoccupante.</p>
<h2>Quale scegliere quindi?</h2>
<p><strong>Tutti e cinque i programmi o siti online per scaricare musica da Youtube qui segnalati sono testati</strong>, discretamente veloci e capaci di restituire file di qualità.</p>
<p>I <strong>servizi online </strong>sono comodi per la loro semplicità e si possono raggiungere da qualsiasi dispositivo: smartphone Android o iOS, Mac, Linux e ovviamente PC Windows…  Se volete scaricare i vostri mp3 da Youtube senza installare programmi aggiuntivi, sono la scelta migliore. Non rischiano di farci installare spazzatura sul PC tuttavia, se dobbiamo scaricare tanta musica diversa, il processo può risultare un po’ lento e macchinoso.</p>
<p>I <strong>programmi</strong> hanno l’inconveniente di dover essere installati, quindi li potremo usare solo dal nostro computer, e per chi ha un <strong>Mac</strong> la ricerca di un buon software gratuito risulta un po’ più difficile.<br>
Tuttavia avranno delle funzioni in più rispetto ai servizi online, fra cui la gestione di una coda di download e la possibilità di lavorare con formati diversi – inclusi formati video – al posto dei soliti mp3.</p>
<p>Il consiglio è di sperimentare un po’ e vedere, come sempre, quali sono i vostri programmi preferiti per scaricare musica (e non solo) da Youtube.<br>
Con uno qualunque di questi cinque prodotti state sicuri che avrete risultati garantiti!</p>
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		<title>Migliori app di meditazione: meditare per novellini ed esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 09:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[migliori app]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo in un mondo che ci costringe a ritmi folli, siamo sempre di corsa, abbiamo poco tempo per noi stessi e siamo sempre stressati. Da un lato la qualità della vita si abbassa, il modello di vita che avevamo in mente va in crisi, sbattuti a destra ed a manca dai mille impegni. Dall’altro però, &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/lifestyle/migliori-app-di-meditazione-meditare-per-novellini-ed-esperti/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Migliori app di meditazione: meditare per novellini ed esperti</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in un mondo che ci costringe a ritmi folli, siamo sempre di corsa, abbiamo poco tempo per noi stessi e siamo sempre stressati. Da un lato la qualità della vita si abbassa, il modello di vita che avevamo in mente va in crisi, sbattuti a destra ed a manca dai mille impegni. Dall’altro però, come diceva Einstein, nelle crisi ci sono un sacco di opportunità per ripartire ed in molti, soffocati dai mille impegni di oggi, hanno trovato una soluzione valida nella riscoperta della <strong>meditazione</strong>.<span id="more-505"></span></p>
<p><strong>Meditare</strong> è una pratica antichissima, conosciuta pressoché a tutti i popoli e a tutte le tradizioni filosofiche, volta a <strong>“calmare la mente”</strong> cioè a rendere la mente pacifica, muta e di conseguenza ad acquistarne una maggiore padronanza. I benefici della meditazioni sono tantissimi, dal miglioramento della concentrazione alla cura dell’ansia, dall’essere più produttivi a ridurre lo stress fino ad imparare a conoscere meglio sé stessi ed i propri limiti.</p>
<p>Iniziare a meditare non è semplice: le tecniche di meditazione <strong>non sono complicate</strong>, anzi (anche perché lo scopo è “spegnere tutto”) <strong>ma serve metodo</strong> ed un aiuto esterno da qualcuno che sia in grado di insegnarci il giusto modo e ci segua lungo il percorso che ci porterà ad essere autonomi nella meditazione. Oggi questo “maestro”, almeno per i primi passi, può essere rappresentato da una app per il telefono: basterà farla partire e seguire quello che ci dice la voce che sentiremo per lasciarci andare alla scoperta della nostra mente. Noi di Guida alla Scelta siamo andati a cercare <strong>le migliori e più popolari app</strong> per meditare che ci sono in giro. Eccole:</p>
<h2>Calm</h2>
<p>La prima app che andiamo a vedere si chiama <strong>Calm</strong>, calma, e non poteva essere altrimenti per una delle app di meditazione più popolari al mondo. Si tratta di uno dei primi prodotti di questo genere apparsi sul mercato ed è disponibile gratuitamente sia per Android che per iPhone. Il software propone vari esercizi di meditazione di durata che va dai 10 ai 25 minuti e permette di iniziare da 0 con semplici esercizi di respirazione e con un interessante programma di 10 minuti chiamato “Daily Calm”, da usare appena svegli o prima di addormentarsi. Tra le caratteristiche aggiuntive di Calm ci sono anche le storie della buona notte ed i suoni rilassanti da tenere in sottofondo per conciliare il sonno. App perfetta per tutti quelli che si avvicinano alla meditazione per la prima volta.</p>
<h2>The Mindfulness App</h2>
<p>Altra app perfetta per chi inizia ma adatta anche a chi già si trova ad un livello più avanzato di pratica. <strong>The Mindfulness App</strong> è considerata tra le migliori, se non la migliore app di meditazione oggi disponibile. Si tratta di una app completa disponibile sia su Android che su iOS in modo gratuito e che dà la possibilità non solo di iniziare a meditare ma anche di sviluppare la propria pratica in caso si sia già utenti esperti. The Mindfulness App contiene oltre alle meditazioni preimpostate anche dei suoni di sottofondo che permettono di meditare in modo completamente libero, regolando semplicemente un timer per sapere quando è il momento di staccare. Sicuramente un’app avanzata che dà il suo meglio ai praticanti di meditazione che sanno già cosa stanno facendo.</p>
<h2>Insight Timer</h2>
<p>È forse l’app più ricca fra tutte quelle disponibili. Gratuita sia per Android che per iPhone, <strong>Insight Timer</strong> offre un’enorme banca dati di meditazioni, ben 4500 a cui si aggiungono 750 basi musicali per meditare liberamente, tutto offerto da un gruppo di più di mille contribuenti. Una modalità interessante permette di meditare su una base di campane tibetane che suonano ad intermittenza. L’app costituisce anche una vera community di appassionati: alla fine della meditazione saprete in tempo reale “con quanta gente” hai meditato, cosa hanno ascoltato e chi sono gli utenti più vicini a te. Insight Timer, pur avendo meditazioni impostate anche per i principianti, ha il suo punto di forza nelle modalità più avanzate, come appunto quella completamente libera con le campane tibetane, ed dà il meglio agli utenti che già hanno delle basi di meditazione.</p>
<h2>Stop, Breath &amp; Think</h2>
<p><strong>Stop, Breath &amp; Think</strong> è un app che ha la particolarità di introdurti lentamente alla meditazione ed al concetto di <strong>mindfulness</strong>. A differenza delle altre app che ti lanciano subito nel mondo della meditazione con esercizi e meditazioni guidate, questa app disponibile free sia per Android che per iOS parte con delle brevi lezioni su cosa significhi meditare, cosa aspettarsi dalla meditazione e come approcciarla al meglio. L’app ha 30 meditazioni differenti, abbastanza brevi (sono quasi tutte della durata di circa 10 minuti) e permettono di lavorare su differenti ambiti come la respirazione, il restare calmi o l’essere gentili. Stop, Breath &amp; Think ha anche una feature che permette di tenere traccia dei progressi fatti e che assegna degli sticker hai nuovi praticanti come quello “Good Start”, stimolando a meditare chi è pigro per fare da solo ed ha bisogno di una “spinta” dall’esterno.</p>
<h2>Buddhify</h2>
<p><strong>Buddhify </strong>è una app completa, disponibile a pagamento sia per Android ($2.99) che per iPhone ($5.99). La caratteristica unica di Buddhify è che si può scegliere l’ambito della mente sul quale andare a lavorare: l’app propone ben 80 meditazioni specifiche divise sia per livello che per attività. Si va infatti dai classici problemi a prendere sonno fino a delle meditazioni attive da far partire mentre si lavora, mentre si passeggia o si sta mangiando. Si tratta sicuramente di un approccio molto “pratico” alla meditazione, volto ad affrontare problemi concreti. Si può tranquillamente usare come strumento di pronto intervento, andando a lavorare su aspetti immediati, affiancando Buddhify ad un’altra app con un approccio alla meditazione più generale e che ci permetta di imparare a meditare indipendentemente dal cosa succede in quel momento.</p>
<h2>Quale app scegliere?</h2>
<p>Il consiglio è sempre quello: provare, provare e provare. Tutte le app che abbiamo scelto sono ottime e danno risultati garantiti. Hanno delle piccole differenze tra di loro e quindi quella che potrebbe risultare perfetta per qualcuno potrebbe non essere l’ideale per qualcun altro e viceversa. Sperimentate, meditate, riprendetevi la vostra vita e….fateci sapere nei commenti quale app avete scelto e perché!</p>
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		<title>Come scegliere la prima reflex digitale</title>
		<link>https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/fotografia/come-scegliere-la-prima-reflex-digitale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 08:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[reflex]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se dopo aver letto il nostro primo articolo sulla fotografia avete deciso di puntare su una reflex, vi veniamo incontro con una breve guida per orientarsi in questo mercato. Sono tantissimi i brand, i modelli e le offerte che trovate nei negozi e visto che si tratta del primo acquisto serio, capire dove andare a &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/fotografia/come-scegliere-la-prima-reflex-digitale/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Come scegliere la prima reflex digitale</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se dopo aver letto il nostro<a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/fotografia/come-scegliere-la-tua-prima-macchina-fotografica-reflex-vs-mirrorless-vs-compatta/"> primo articolo</a> sulla fotografia avete deciso di puntare su una <strong>reflex</strong>, vi veniamo incontro con una breve guida per orientarsi in questo mercato. Sono tantissimi i brand, i modelli e le offerte che trovate nei negozi e visto che si tratta del primo acquisto serio, capire dove andare a parare non è certo una cattiva idea.</p>
<p>Una domanda che si sente fare spesso, mi è stata rivolta anche di recente, è “<strong>meglio Nikon o Canon</strong>”? Partire da qui è un approccio quantomeno superficiale alla questione. Ci sono almeno quattro o cinque produttori di macchine fotografiche reflex di pari qualità, Nikon e Canon sono solo quelli più famosi più pubblicizzati e capire cosa è una reflex, come funziona e da cosa si compone ci darà una grossa mano per orientarsi nella scelta.<span id="more-469"></span></p>
<h2>La reflex DSLR, cos’è e come funziona</h2>
<p>Le macchine fotografiche digitali reflex, chiamate anche con l’abbreviazione tecnica <strong>DSLR</strong>, sono la versione digitale delle vecchie macchine reflex analogiche. Si compongono di due parti fondamentali, il corpo macchina, dove si trova il sensore, il meccanismo ottico di puntamento e tutta l’elettronica, e l’obiettivo, l’insieme di lenti che permettono di catturare la luce. La peculiarità di queste macchine sta nel fatto che grazie ad uno <strong>specchio</strong> posto dietro l’obiettivo ed ad un dispositivo ottico chiamato <strong>pentaprisma</strong> posto davanti al mirino, le macchine reflex permettono di visualizzare esattamente quello che andremo a scattare. Al momento dello scatto la luce passa dall’obiettivo, lo specchio si solleva et voilà, il <strong>sensore </strong>registra l’immagine così come la volevamo.</p>
<p>Il sensore può avere dimensioni diverse, lo standard detto <strong>full frame</strong> è quello che riproduce le vecchie pellicole ed è anche il più costoso. Dalla dimensione del sensore dipende la <strong>distanza focale</strong>, che altro non è la distanza tra il sensore ed il centro ottico della lente. Questo dato è quello espresso in millimetri nella lente e determina quanto vicino lontano ci troveremo dal soggetto. Più è alto il numero, più lontano sarà il centro ottico della lente dal sensore, più vicina al soggetto sarà l’inquadratura. La distanza focale reale vale solo per i sensori full frame, mentre per i sensori più piccoli si parla di <strong>equivalente</strong>: un 50mm (uno degli obiettivi più comuni) per full frame ha il centro ottico a 50mm dal sensore, mentre un 50mm pensato per un sensore più piccolo si comporta come si comporterebbe un 50mm su un full frame (brutalmente: la foto è la solita) ma la distanza reale è diversa.</p>
<h2>Cosa valutare nell’acquisto della prima reflex</h2>
<p>Visto che il meccanismo di funzionamento è uguale per tutte le reflex del mondo, quello che interessa a noi adesso sono gli <strong>obiettivi</strong>. Già nel primo articolo avevamo accennato all’idea di <strong>sistema fotografico</strong>. Tralasciando adesso gli anelli adattatori, ogni marchio di fabbrica progetta i suoi apparecchi in modo che sui corpi macchina possano essere montati gli obiettivi del marchio stesso o comunque obiettivi prodotti per quella specifica montatura. Gli obiettivi che avremo sulla nostra prima reflex sono ciò che continueremo ad usare anche quando decideremo di passare ad un corpo macchina migliore.</p>
<p>Nel valutare quindi cosa comprare come prima reflex dovremo valutare soprattutto il corredo di obiettivi che il marchio offre e che siamo in grado di completare con il budget a disposizione e con quello che avremo nel tempo. In parole povere, inutile spendere mille euro in un corpo macchina corredato da un obiettivo mediocre se sappiamo che quei mille euro sono tutto ciò che potremo stanziare per la fotografia per tutto il prossimo anno.</p>
<p>Valutata la disponibilità di obiettivi bisogna vedere all’interno del brand di che tipo sono. E qui ritorna il discorso un po’ complesso sulla distanza focale. I marchi producono corpi macchina con sensori di dimensioni diverse, per le varie fasce di mercato. Un obiettivo studiato per il full frame avrà una distanza focale diversa se montato su un sensore più piccolo e viceversa. Occorre quindi valutare, e qui ci si avvia verso la scelta del corpo macchina, che la disponibilità ad acquistare obiettivi non sia solo legata al marchio ma anche al tipo. Proprio per questo si parla di sistema: una volta scelto un sistema si possono cambiare i pezzi, leggi nuove lenti o nuovi corpi macchina <strong>solo all’interno del sistema stesso</strong>. Cambiare corpo macchina per uno con un sensore di dimensioni diverse non renderà proprio inutilizzabili gli obiettivi ma sicuramente creerà dei problemi di resa, a partire dal fatto che le distanze focali saranno tutte sballate.</p>
<p>Valutata la disponibilità presente di obiettivi bisogna scegliere un corpo macchina adatto al marchio ed alla distanza focale. I produttori di solito propongono due o tre formati di sensore, all’interno dei quali ci sono apparecchi di diverse fasce di prezzo. Se ricordate l’articolo precedente sulle macchine fotografiche veniva consigliato il <strong>mercato dell’usato</strong>. Adesso scopriamo un po’ meglio perché: a parità di marchio e sensore (quindi di compatibilità con il tipo di obiettivo), le macchine fotografiche hanno caratteristiche diverse.</p>
<p>Per chi si avvicina con intenti più o meno seri alla fotografia, vale a dire fare foto ragionate, una è fondamentale: la <strong>doppia ghiera</strong>, una per i tempi ed una per i diaframmi. Dal momento che questo non è un corso ci limitiamo a dire che <strong>tempo</strong> e <strong>diaframma</strong> sono i due parametri base su cui giocare per avere la corretta esposizione e quindi la foto che vogliamo. Senza la doppia ghiera possiamo regolare solo uno di questi due parametri per volta, siamo lenti, pensiamo lentamente e difficilmente si cresce come fotografi o comunque si cresce lentamente. La doppia ghiera è quindi fondamentale. Purtroppo questo lo sanno bene anche i produttori che tendono a metterla solo nella <strong>fascia di prezzo alta</strong> dei modelli con un determinato sensore. Il mercato dell’usato ci viene incontro in quanto possiamo trovare <strong>corpi macchina ottimi</strong>, con ghiera dei tempi e ghiera dei diaframmi, al prezzo a cui troveremmo un corpo macchina nuovo in negozio con una sola ghiera, buono per fare belle foto in automatico in vacanza ma difficile da usare per imparare l’arte della fotografia.</p>
<p>Arriviamo alla fine sperando di avervi aperto un po’ gli occhi sulla scelta della prima reflex e su come “Canon o Nikon?” sia un approccio errato alla questione. Per qualunque chiarimento ci sono i <strong>commenti</strong>, usateli prima di spendere il vostro tanto sudato budget!</p>
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		<title>Carboidrati &#8220;buoni&#8221; e carboidrati &#8220;cattivi&#8221;: come scegliere i carbs migliori in ogni situazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 08:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se vi state avvicinando adesso al mondo del fitness magari vi sarete imbattuti nel concetto di macronutriente (e anche se siete dei veterani non fa certo male una rilettura). I macronutrienti altro non sono che le tre categorie di nutrienti da assumere in quantità importanti perché il corpo possa svolgere correttamente le proprie attività. Queste &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/alimentazione/carboidrati-buoni-e-carboidrati-cattivi-come-scegliere-i-carbs-migliori-in-ogni-situazione/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Carboidrati &#8220;buoni&#8221; e carboidrati &#8220;cattivi&#8221;: come scegliere i carbs migliori in ogni situazione</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se vi state avvicinando adesso al mondo del fitness magari vi sarete imbattuti nel concetto di <strong>macronutriente</strong> (e anche se siete dei veterani non fa certo male una rilettura). I macronutrienti altro non sono che le tre categorie di nutrienti da assumere in quantità importanti perché il corpo possa svolgere correttamente le proprie attività.</p>
<p>Queste tre categorie sono: i <strong>carboidrati</strong>, i <strong>lipidi</strong> e le <strong>proteine</strong> (o protidi). Senza questi il corpo non può funzionare.<br>
I <em>carbs</em>, i <em>fats</em> e le <em>pros</em>, come vengono chiamati i macronutrienti nel gergo del fitness (nel quale anche la categoria dei macronutrienti diventa “macro”) devono essere assunti dall’esterno – leggi con l’alimentazione – in proporzioni tali da avere un rapporto ottimale.<br>
Il rapporto varia in base alla dieta che si segue, che a sua volta è finalizzata ad un preciso scopo di allenamento.<span id="more-456"></span></p>
<p>Tuttavia, a meno che non si seguano diete estreme, i nutrizionisti sportivi concordano nel definire i carboidrati come <strong>il macronutriente più importante dal punto di vista energetico</strong>, visto che rappresentano la fonte di energia preferita dalle nostre cellule. Infatti partendo dai carboidrati che introduciamo, indipendentemente da quali siano, che il corpo trae il <strong>glicogeno</strong> con cui si alimenta.</p>
<p>Se i carboidrati fossero tutti uguali non ci sarebbe problema, basterebbe stare nella percentuale consigliata dalla dieta che seguiamo (nelle linee guida standard italiane si considera che un <strong>50-60% delle calorie giornaliere deve provenire dai carboidrati</strong>) ed il gioco sarebbe fatto. Invece, a complicarci la vita ci si mette il fatto che i carboidrati, pur apportando tutti circa <strong>4kcal per grammo</strong>, sono fatti in modo diverso e quindi è diverso il modo in cui il corpo riesce a sfruttarli per il proprio fabbisogno energetico.</p>
<h2>L’indice glicemico</h2>
<p>Quello che a noi interessa per capire quali carboidrati assumere e quando è <strong>l’indice glicemico</strong>, che è andato a soppiantare in nutrizione la distinzione classica tra carboidrati semplici e complessi. Si tratta di un numero che ci indice quanta<strong> insulina</strong> il corpo produce dopo aver assunto i carboidrati. Più alto è l’indice glicemico, più insulina produciamo, più velocemente i carboidrati vengono resi disponibili per l’uso. L’altra faccia della medaglia è che più velocemente si ha la disponibilità dei carboidrati, prima tornerà il senso di fame. Questo è un po’ il motivo, se ci pensate, per cui un caffè zuccherato ci blocca la fame sul momento ma non la fa passare del tutto, mentre un piatto di riso integrale ci mantiene sazi più a lungo.</p>
<p><strong>Gli alimenti dall’indice glicemico più alto</strong> sono lo zucchero da cucina, il pane bianco, il riso non integrale ed in generale tutti gli alimenti raffinati inclusi i cereali per la colazione e la frutta zuccherina come le banane. <strong>Sono invece alimenti dall’indice glicemico medio</strong> la pasta, i biscotti ed il miele. Ad <strong>indice glicemico basso</strong> sono infine gli alimenti integrali, i legumi e la frutta non zuccherina. Abbinare l’assunzione dei carboidrati all’assunzione di fibre, composti che il corpo non digerisce ma che rallentano il processo di assorbimento dei carboidrati, abbassando virtualmente l’indice glicemico.</p>
<h2>Collegamenti tra l’indice glicemico e l’allenamento</h2>
<p>Il legame tra indice glicemico ed allenamento, o più generalmente attività fisica, in parte li avrete già intuiti. Un alto indice glicemico alza il livello di insulina stimolando il corpo ad usare più velocemente il glicogeno muscolare (la forma alla quale vengono ridotti tutti i carboidrati e che poi è quella che il corpo usa per trarre energia). Un basso indice glicemico fa il contrario, dando lo stimolo al corpo di usare ai i grassi a fini energetici.</p>
<p>Sulla base di questo emerge come <strong>prima della prestazione fisica</strong> siano da preferirsi carboidrati a <strong>basso indice glicemico</strong> come frutta, yogurt o barrette studiate per gli sportivi. Con questo accorgimento si arriva all’allenamento, o alla gara, carichi di glicogeno muscolare e senza rischiare di restare senza energia durante lo sforzo. <strong>Dopo la prestazione</strong> invece tornano utili carboidrati ad <strong>alto indice glicemico</strong> come banane o bevande per sportivi zuccherate.</p>
<p>Ma cosa avviene se lo sforzo è così prolungato da doversi “ricaricare” di carboidrati <strong>durante la prestazione</strong>, come ad esempio durante una maratona? In questo caso sarebbe utile integrare l’assunzione di carboidrati con <strong>miscele studiate proprio per questo scopo</strong> composte soprattutto da <strong>maltodestrine e fruttosio</strong> che riescono a dare immediatamente energia mantenendo l’insulina a livelli relativamente bassi.</p>
<h2>Come orientarsi con i carbs nella vita di tutti i giorni?</h2>
<p>Ci rendiamo conto che il tema non è semplice e che quanto scritto possa causare domande (che potete mettere nei commenti!) e confusione. D’altra parte bisognerebbe andare molto più nello scientifico e fare valutazioni caso per caso. Qui abbiamo solo voluto dare un’idea di come funzionano i carboidrati nel corpo e come questi si vanno ad interfacciare con l’allenamento. Proviamo a tirare giù qualche linea guida generale da valutare poi alla luce della specifica attività fisica di ognuno:</p>
<p>–<strong>Nell’alimentazione di tutti i giorni</strong> sarebbe meglio preferire carboidrati a basso indice glicemico: frutta, verdura, cereali integrali e relativi derivati come la pasta o il pane integrali.</p>
<p>–<strong>Nel post allenamento</strong> si possono introdurre carboidrati ad alto indice glicemico anche per agevolare il recupero ed il ripristino del glicogeno muscolare.</p>
<p>–<strong>Durante gli sforzi prolungati</strong> può essere d’aiuto, o d’obbligo in quelli estremamente lunghi come una maratona o una lunga uscita in bicicletta, integrare carboidrati come le maltodestrine ed il fruttosio, in preparati studiati appositamente sia da bere che in barretta.</p>
<p>L’ideale in ogni caso è consultarsi con un professionista della nutrizione sportiva per plasmare questi principi di base secondo la propria attività fisica e le proprie esigenze dietetiche. Solo in questo modo infatti si può essere sicuri di fare non solo la cosa giusta dal punto di vista della <strong>salute</strong> ma anche quella che ci permette di ottenere <strong>il massimo dal punto di vista delle prestazioni fisiche e sportive</strong>. Dubbi? Suggerimenti? Critiche? Fatevi avanti nei commenti qui sotto, vi aspettiamo.</p>
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		<title>Cosa fare a San Pietroburgo: 10 idee per una vacanza diversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2017 09:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cosa fare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo nel momento dell’anno giusto per visitare una delle mete turistiche che recentemente ha acquisito tantissima popolarità. Stiamo parlando di San Pietroburgo ed il periodo dell’anno è quello giusto perché vista la sua posizione nel nord della Russia la città e teatro delle meravigliose notti bianche, narrate da Dostoevskij e che lasciano a bocca aperta &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/viaggi/cosa-fare-a-san-pietroburgo-10-idee-per-una-vacanza-diversa/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Cosa fare a San Pietroburgo: 10 idee per una vacanza diversa</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo nel momento dell’anno giusto per visitare una delle mete turistiche che recentemente ha acquisito tantissima popolarità. Stiamo parlando di <strong>San Pietroburgo</strong> ed il periodo dell’anno è quello giusto perché vista la sua posizione nel nord della <strong>Russia</strong> la città e teatro delle meravigliose <strong>notti bianche</strong>, narrate da Dostoevskij e che lasciano a bocca aperta chiunque. Fra maggio e luglio infatti il sole praticamente non tramonta, o meglio lo fa per pochissime ore tra le 24 e le 3 circa, creando uno scenario surreale.</p>
<p>La maestosa città pensata come capitale nel XVIII secolo resta illuminata naturalmente ed ad una certa ora vengono anche sollevati i ponti sulla Neva, dando veramente l’impressione di vivere nel film <em>Inception</em>, quando ad un certo punto le strade diventano verticali mentre la città intorno continua a vivere come se nulla fosse.<span id="more-458"></span></p>
<p>Se vi trovate a San Pietroburgo nei giorni delle notti bianche, avrete sicuramente molto da fare visitando i classici must della città come l’<strong>Hermitage</strong>, <strong>Petergof</strong> che è un po’ la Versailles russa, la Fortezza di Pietro e Paolo o le chiese del Salvatore sul Sangue Versato e di Sant’Isacco. Ma siamo convinti che troverete anche il tempo per lasciarvi andare alla vita della città che è una delle più vivaci ed attive d’Europa. Qui trovate alcune proposte di attività da fare non esattamente da turista classico e come sempre, se qualcuno ha da aggiungere ben venga e via coi commenti!</p>
<h2>Passeggiate lungo i canali della città</h2>
<p>Sicuramente saprete che San Pietroburgo è costruita su canali. Lungo questi sorgono palazzi e locali nei quali bere qualcosa o anche cenare all’aperto al sole delle 11 di sera. Quello più pittoresco, interessante, e che riserva più sorprese è il <strong>canale Griboedov</strong>, che attraversa anche il <strong>Nevskij Prospekt</strong>, la <strong>Prospettiva Nevskij cantata da Battiato</strong>. Potete anche fare un giro per i canali in barca, sembrerà davvero incredibile mettersi nell’ottica che è notte ma per voi la percezione è quella del tardo pomeriggio.</p>
<h2>Fermarsi a leggere in un parco</h2>
<p>Vedrete gruppi di ragazzi libri in mano e caffè da asporto sdraiarsi a <strong>Marsovo Pole</strong> o ad <strong>Aleksandrovskij Sad</strong>. Leggere ed ascoltare musica con la luce del sole di mezzanotte non è una cosa che vi capiterà spesso in Italia ed è anche un bel modo per conoscere giovani locali che poi possono consigliarvi sul proseguimento della serata o anche invitarvi ad unirvi a loro. Sicuramente un’esperienza diversa da quella del turista medio in visita nella capitale degli zar.</p>
<h2>Visitare Pushkinskaja 10</h2>
<p><strong>Pushkinskaja 10</strong> è l’indirizzo del cuore della vita underground di San Pietroburgo. Vero che oggi la cosa sta diventando più turistica ma vale sempre la pena passare qualche ora tra la galleria <strong>Gez 21</strong>, il caffè <strong>Fish Fabrique</strong> e visitare il <strong>Museo dell’Arte Anticonformista</strong>. Incontrerete personaggi interessanti e vivrete una Pietroburgo che è molto lontana dall’immagine che abbiamo in Italia di quello che è la Russia.</p>
<h2>Passare una mezza giornata al Loft Etazhi</h2>
<p>Il <strong>Loft Etazhi </strong>è un altro luogo simile a Pushkinskaja 10, ma più recente e hipster. Il palazzo si trova in <strong>Prospettiva Ligovskij</strong>, vicino alla stazione dei treni Moskovskij, ed è un agglomerato di gallerie d’arte moderna, food court, librerie e negozi di vestiti. Se vi fermate qualche giorno a San Pietroburgo sicuramente ci sarà qualche concerto o performance a cui assistere al Loft Etazhi.</p>
<h2>Fare un giro per i negozi di birra artigianale</h2>
<p>Per quanto la Russia non sia un paese noto per la birra, San Pietroburgo è piena di locali all’ultima moda che hanno come concept quello di spinare birra proveniente da microbirrifici russi (e non solo) in ambienti eleganti e vagamente alternativi. Quelli assolutamente imperdibili sono il <strong>Redrum</strong>, su una parallela della <strong>Prospettiva Nevskij</strong>, il <strong>Vyderzhka</strong>, locale a tema fotografico nel cortile del Loft Etazhi ed il 1561, nell’isola Vasil’evskij, ottima scusa per vedersi uno degli angoli più incantevoli e meno toccati dal turismo in città.</p>
<h2>Andare a caccia di una vecchia macchina fotografica sovietica</h2>
<p>Il turista medio rientra dalla Russia portandosi come ricordo vodka e matrioska, voi potete tornare con una bella <strong>Zenit</strong> o <strong>Zorkij</strong> a pellicola, magari usata proprio a San Pietroburgo per scattare delle foto di sicuro effetto. Uno dei luoghi migliori per fare questo tipo di acquisti si trova a <strong>Gostynij Dvor,</strong> una perpendicolare della Prospettiva Nevskij. Oltre a poter acquistare una macchina a pellicola sovietica, si trovano anche ottimi affari sugli obiettivi anni ’70-’80 che, come sapranno gli appassionati, vanno benissimo anche sulle reflex digitali.</p>
<h2>Andare ad un concerto su uno dei tetti di Pietroburgo</h2>
<p>Altra cosa da local, anche se si sta diffondendo la cosa fra i turisti più attenti, sono i <strong>concerti sui tetti di Pietroburgo</strong>. Molti dei palazzi, tra cui anche quello che ospita il Loft Etazhi, hanno delle terrazze enormi dove in estate vengono organizzati concerti di ogni genere, spesso con gruppi indie della scena locale. L’atmosfera è mozzafiato e la vista sulla città è garantita. Impossibile non innamorarsi definitivamente di San Pietroburgo dopo un’esperienza del genere.</p>
<h2>Tutto qua?</h2>
<p>Assolutamente no, le cose elencate sono quelle da local che più potrebbero piacere ad una persona in visita. Le possibilità della città sono infinite, non mancano i <strong>club dove arrivare fino all’alba</strong>, i <strong>musei </strong>(oltre al celeberrimo Hermitage, ovviamente) ed i villaggi nelle vicinanze da visitare in giornata come <strong>Vyborg</strong> o <strong>Carskoe Selo</strong>. Molto gettonato anche il giro delle stazioni della metropolitana, delle vere opere d’arte, dei musei anche se dobbiamo ammettere che quelle di Mosca sono qualcosa di incredibile.</p>
<p>Se avrete occasione di visitare San Pietroburgo nei prossimi mesi, affiancate alcune delle attività qui proposte ai classici giri della città. Sperimentate, è <strong>una delle città più incredibili d’Europa</strong> e non vi mancheranno le occasione. Se provate qualcosa che nella lista manca aggiungetelo nei commenti qui sotto, vi ringrazieremo noi e tutti quelli che visiteranno la città russa!</p>
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		<title>Come scegliere la tua prima macchina fotografica: reflex vs mirrorless vs compatta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 08:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fotografia è un’arte con una storia relativamente lunga che sta vivendo adesso un vero e proprio boom di popolarità. Sono tantissime le persone che oggi si avvicinano alla fotografia, complice anche il fatto che la tecnologia ha reso più accessibili apparecchi fotografici dalle caratteristiche tecniche impensabili fino a qualche anno fa. L’avvento del digitale, &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/fotografia/come-scegliere-la-tua-prima-macchina-fotografica-reflex-vs-mirrorless-vs-compatta/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Come scegliere la tua prima macchina fotografica: reflex vs mirrorless vs compatta</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La fotografia</strong> è un’arte con una storia relativamente lunga che sta vivendo adesso un vero e proprio boom di popolarità. Sono tantissime le persone che oggi si avvicinano alla fotografia, complice anche il fatto che la tecnologia ha reso più accessibili <strong>apparecchi fotografici dalle caratteristiche tecniche impensabili</strong> fino a qualche anno fa.</p>
<p>L’avvento del <strong>digitale</strong>, oramai usata da praticamente tutti i professionisti, ha relegato la <strong>pellicola</strong> ad uno strumento per artisti o per appassionati della camera oscura. Il problema è, come spesso accade quando si ha molta scelta, sta nell’orientarsi per scegliere l’apparecchio che fa per noi, consapevoli che dal punto di vista tecnico, leggi qualità del file, oramai anche gli <strong>smartphone </strong>dalla fasica media in su sono in grado di produrre ottimi risultati. Per scegliere il nostro primo apparecchio bisogna quindi andare a cercare di capire che cosa noi vogliamo dalla fotografia.<span id="more-433"></span></p>
<h2>Iniziamo: cosa è per noi la fotografia</h2>
<p>Scattare una foto <strong>non è solo un semplice gesto tecnico</strong>. Il grande giornalista <strong>Tiziano Terzani</strong> sosteneva che a premere un pulsante erano buoni tutti. Fare una foto è un modo per fermare un momento, per raccontarlo e trasmettere quello che c’è nel momento dello scatto, sia che si tratti di un paesaggio, una situazione particolare, la vita di tutti i giorni o una vacanza. Per fare questo abbiamo bisogno di un attrezzo che sia in grado di “<strong>scrivere con la luce</strong>”, questo infatti vuole più o meno dire “fotografare”, la macchina fotografica. Questa, molto brevemente, si compone di due parti principali, tant’è che più che di macchina sarebbe meglio parlare di sistema: il <strong>corpo macchina</strong>, cioè la “scatola” dove si trovano il sensore, il mirino ed i comandi e l’<strong>obiettivo</strong>, vale a dire l’insieme di lenti che permettono alla luce di entrare. Questi due componenti, che in realtà sono molti di più, possono essere inseparabili, come nel caso delle macchine compatte o dello smartphone, oppure separati, come nelle <strong>reflex</strong>, con la possibilità di cambiare ottica secondo le necessità.</p>
<p>Il problema, se possiamo chiamarlo così, sta nel fatto che le macchine fotografiche non sono tutte uguali, i diversi corpi macchina e le diverse ottiche si adattano più o meno bene ai <strong>diversi generi di fotografia</strong> e probabilmente noi dobbiamo ancora scoprire qual è il genere che più ci piace. Oltre al genere, l’altra cosa da mettere in conto è che il primo apparecchio deve anche servire per <strong>capire se davvero ci piace fotografare</strong>. Sono tanti i casi in cui persone super entusiaste dopo aver investito anche qualche migliaio di euro in corpo macchina ed ottiche abbandonano la fotografia dopo poche lezioni oppure usano l’attrezzatura per fotografare ai compleanni. E sono tanti anche quelli che per contro si appassionano alla fotografia e vogliono crescere come fotografi proprio partendo da una macchinetta compatta presa per fare le foto delle vacanze.</p>
<p>Per queste due questioni, alle quali se ne potrebbero aggiungere anche altre, il primo consiglio nello scegliere quale macchina fotografica acquistare è destinare un budget che sia non enorme<strong>: inutile spendere 3000 euro</strong> per fare un salto nel buio. Vediamo adesso come far fruttare al meglio il nostro budget nell’acquisto della nostra prima macchina fotografica.</p>
<h2>Non ci sono solo le reflex</h2>
<p>Spesso chi si avvicina alla fotografia punta subito le famose reflex, quelle voluminose macchine fotografiche ad obiettivi intercambiabili che fanno molto “pro”. Il problema è <strong>che le reflex che sono davvero pro</strong> costano almeno 5-6000 euro di solo corpo macchina, che scendono a 2500 circa se ci si accontenta di buona parte delle caratteristiche professionali senza però averle tutte. Ovviamente <strong>a noi non serve questo</strong> in questa fase, era solo a titolo esemplificativo. Inoltre, dopo poco, potremmo scoprire che il genere che più ci piace non è assolutamente adatto ad un sistema reflex, ad esempio la tanto di moda <strong>street photography</strong> mal si coniuga con un apparecchio voluminoso e che dà nell’occhio.</p>
<p>L’alternativa naturale alle reflex oggi sono <strong>le mirrorless</strong>, un tipo di macchina che non ha lo specchio (vedremo questo meglio nell’articolo sulle reflex), delle macchine compatte, a volte con corpo macchina ed ottiche separate, discrete, che non hanno niente da invidiare alle reflex. Anzi, meglio sicuramente una buona mirrorless rispetto ad una reflex <strong>entry level</strong>, come si chiamano le reflex economiche, che di reflex hanno solo l’ingombro e poco più. Definito il budget quindi non prendiamo in considerazione solo la macchina fotografica reflex classica ma teniamo a mente che ci sono validissime alternative più economiche che potrebbero anche rivelarsi delle sorprese gradite quando saremo dei fotografi di livello più avanzato e ci saremo focalizzati su un genere.</p>
<h2>Un occhio al mercato dell’usato</h2>
<p>Un ottima scelta per avere un apparecchio di qualità con un budget che, come detto, all’inizio dovrebbe essere relativamente limitato, è <strong>rivolgersi al mercato dell’usato</strong>. Sono tanti i siti di annunci tra privati dove potete trovare ottimi apparecchi ed anche alcuni negozi di fotografia (anche con pagina su eBay) offrono servizio di rivendita di apparecchi usati. I vantaggi del mercato dell’usato stanno soprattutto <strong>nel rapporto qualità prezzo</strong> di quello che si acquista, esempio concreto: una macchina diciamo di due generazioni fa, per un principiante non presenta nessuna differenza con il modello attuale acquistato nuovo in negozio e le ottiche potranno essere tenute per un successivo upgrade (ricordate, all’inizio abbiamo parlato di sistema più che di macchina) del corpo macchina. Il costo potrà scendere anche fino ad <strong>un quarto di quanto paghereste in negozio</strong> e potrete avere un ottimo apparecchio, perfetto per iniziare a studiare e a scoprire cosa fa per voi, con un budget con il quale in negozio avreste comprato una entry level.</p>
<h2>Concludendo…</h2>
<p>Se si sta scoprendo che la fotografia ci piace e ci si appresta a comprare un primo apparecchio “serio”, non bisogna farsi prendere dall’eccessivo entusiasmo. Non sempre quello che in negozio sembra un grosso affare poi lo è davvero, soprattutto se si hanno intenzioni serie e si vuole studiare fotografia e dedicarci a questa in modo serio. Se quello che si vuole è semplicemente un buon apparecchio per le foto ricordo delle vacanze non c’è problema, una buona compatta oggi garantisce grandi risultati. Se invece si vuole qualcosa di più, è bene prendere in considerazione non solo le reflex ed orientarsi anche sul mercato dell’usato, dove si possono trovare ottimi affari che ci permetteranno uno sviluppo in futuro. Ah! Obbligatorio anche leggersi questo articolo sulla scelta della prima macchina reflex!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/fotografia/come-scegliere-la-tua-prima-macchina-fotografica-reflex-vs-mirrorless-vs-compatta/">Come scegliere la tua prima macchina fotografica: reflex vs mirrorless vs compatta</a> proviene da <a href="https://www.guidallascelta.it">Guida alla Scelta</a>.</p>
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		<title>Migliori libri del 2017: cosa leggere quest’anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.f]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 08:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo oramai quasi a metà anno e per gli appassionati di lettura è tempo di fare le prime valutazioni su cosa è uscito in libreria in Italia nel 2017, anche per preparare i libri da leggere durante l’estate. Abbiamo scelto 5 libri tra quelli usciti quest’anno (o negli ultimissimi mesi dell’anno scorso), di cui faremo una breve presentazione &#8230; <a href="https://www.guidallascelta.it/sport-e-tempo-libero/libri/migliori-libri-del-2017-cosa-leggere-questanno/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Migliori libri del 2017: cosa leggere quest’anno</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo oramai quasi a metà anno e per gli appassionati di lettura è tempo di fare le prime valutazioni su <strong>cosa è uscito in libreria in Italia nel 2017</strong>, anche per preparare i libri da leggere durante l’estate.</p>
<p>Abbiamo scelto 5 libri tra quelli usciti quest’anno (o negli ultimissimi mesi dell’anno scorso), di cui faremo una breve presentazione generale.<br>
Accenneremo alla trama solo per quanto indispensabile, visto che sappiamo bene quanto sia fastidioso quel tipo di recensione che svela tutto quello che avviene nel libro in cinque righe.</p>
<p>Ovviamente, un’ultima premessa è d’obbligo.<br>
Si tratta di <strong>pareri soggettivi</strong> che possono, anzi devono, essere <strong>oggetto di discussione</strong>: se avete idee diverse o qualcosa da suggerire non fatevi problemi a scatenarvi nei <strong>commenti</strong>!<span id="more-435"></span></p>
<h2>La città interiore</h2>
<p><strong>Mauro Covacich</strong> si fa testimone della città più europea d’Italia, Trieste, che ha sempre avuto una grande tradizione letteraria che va da Saba a Svevo fino ai contemporanei Magris e Rumiz, coinvolgendo anche scrittori stranieri del calibro di James Joyce. La storia vede protagonisti un bambino del 1945, coinvolto nelle drammatiche vicende del dopoguerra, ed un bambino del 1972, che poi è lo stesso autore, figlio del primo bambino oramai diventato adulto. Il romanzo è autobiografico, tocca temi come l’identità, che a Trieste presenta sicuramente degli aspetti peculiari visto che la città fonde Italia, mondo germanico e mondo slavo (lo stesso cognome dell’autore è slavo ma con grafia italiana). L’autore usa la stessa Trieste come fosse un labirinto dove crescere e diventare grandi.</p>
<h2>Inquietante delitto in Vaticano</h2>
<p>Questo romanzo è un thriller scritto da <strong>Flaminia Mancinelli</strong>, autrice italiana che si divide tra l’Italia e la Francia. Nella Roma del XXI secolo (precisamente del 2014) i carabinieri devono indagare su alcuni efferati delitti che sembrano commessi da qualcuno che riesce a muoversi liberamente nelle catacombe poste sotto giurisdizione vaticana. Nel frattempo anche la fidanzata francese del tenente dei carabinieri a cui è stato affidato il caso inizia un’inchiesta parallela, spinta da mera curiosità. Entrambi andranno ad imbattersi in sviluppi decisamente inattesi. Si tratta di un romanzo decisamente coinvolgente, che porta a pensare a temi di sicura attualità.</p>
<h2>Il collezionista di quadri perduti</h2>
<p>Si tratta di un romanzo di <strong>Fabio Delizzos</strong>, già noto per i suoi thriller storici. Sempre a Roma ci troviamo, come nel romanzo precedente, ma andiamo indietro di quasi cinque secoli. Questa volta un collezionista d’arte del XVI secolo si trova ad aver a che fare con l’inquisizione nel tentativo di evitare il rogo ad alcuni quadri considerati proibiti. Nello specifico avrà a che fare con un misterioso artista, l’Anonimo, che si mormora abbia qualcosa di demoniaco. Questo tentativo di salvare le opere porterà il protagonista a pestare i piedi niente di meno che al capo inquisitore. Oltre ad avere una trama avvincente, il romanzo è anche una fedele ricostruzione del ‘500 romano e sicuramente piacerà agli amanti dei thriller, dei misteri e della storia.</p>
<h2>L’isola di Alice</h2>
<p>Romanzo del 2015 tradotto in italiano quest’anno, L’isola di Alice è scritto dallo spagnolo <strong>Daniel Sánchez Arévalo</strong>, scrittore e sceneggiatore che si piazza nella tradizione recente di romanzi-film spagnoli, quasi fossero scritti per il grande schermo e che vede come rappresentanti più conosciuti <strong>Arturo Pérez-Reverte</strong> e <strong>Carlos Ruiz Zafón</strong>. La storia si ambienta in America, parte con una morte che non farà altro che scoperchiare un vaso di bugie che travolgono <strong>Alice</strong>, la protagonista che va a scoprire come la sua vita si basasse su comodi segreti. Il libro è diventato meritatamente un best seller prima in patria e poi anche all’estero ed adesso è disponibile finalmente anche per il pubblico italiano.</p>
<h2>Il nido</h2>
<p>Altro romanzo straniero, stavolta americano, negli USA è stato nella classifica del New York Times del 2016. Scritto da<strong> Cynthia D’Aprix Sweeney</strong>, arriva quest’anno in traduzione italiana questo spaccato della vita degli Stati Uniti degli ultimi tre decenni che riesce ad essere commovente e divertente allo stesso tempo. Le vicende della famiglia <strong>Plumb</strong>, quattro fratelli in attesa di un’eredità. Qualcuno li ha definiti quasi dei <strong>Tenenbaum</strong>, la famiglia protagonista del capolavoro di Wes Anderson, solo che simpatici. Per scoprire se questa definizione calzi ai Plumb, non resta che divorare il romanzo che è stato best seller in America e valutare da soli, riflettendo su un’epoca della tutti noi siamo stati attori e spettatori allo stesso tempo.</p>
<h2>Altri libri da non perdere</h2>
<p>I cinque libri scelti non sono certo tutto quello che è uscito nelle librerie italiane in questi primi mesi dell’anno. Ci sono altri libri ai quali bisogna assolutamente fare una menzione d’onore visto che, volenti o nolenti, stanno riscuotendo un grosso successo in libreria. In alcuni casi sono libri legati anche a film o serie tv che fanno da traino: <em>Animali fantastici e dove trovarli – screenplay originale </em>di <strong>J.K. Rowling</strong> (prequel della saga celeberrima di <strong>Harry Potter</strong>),<em> Tredici</em> di <strong>Jay Asher</strong> (romanzo sul quale è basata la popolare serie di <strong>Netflix</strong>), <em>Sete </em>del norvegese <strong>Jo Nesb</strong><strong>ø</strong>, <em>L’ultimo Faraone </em>di <strong>Wilbur Smith</strong> ed <em>I fantasmi dell’Impero</em>, romanzo storico del trio formato da <strong>Marco Cosentino</strong>, <strong>Domenico Dodaro</strong> e <strong>Luigi Panella</strong>.</p>
<p>Ovviamente la lista non finisce qua.<br>
Purtroppo il tempo per leggere non è mai abbastanza e sicuramente ci stiamo dimenticando di qualcosa, per questo rinnoviamo l’invito fatto in apertura: se avete qualcosa da segnalare <strong>fatevi avanti e commentate</strong>!<br>
Ma soprattutto <strong>continuate a leggere!</strong></p>
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