incontri su tinder

12 mesi su Tinder: cosa ho scoperto su come funziona (e se si scopa davvero)

Una veloce ricerca sul web e scoprirete che le opinioni su Tinder sono davvero contrastanti: c’è chi dice che si scopa tantissimo, chi dice che è tutto inutile, chi addirittura inneggia alla truffa, chi ci trova l’amore della sua vita. Volevo capire come fosse possibile una tale eterogeneità di opinioni e di esperienze, così ho deciso di farci un giro.
E a dirla tutta, ci ho anche preso abbastanza gusto

Credo che non ci sia modo migliore per comprendere il funzionamento di Tinder se non leggendo le avventure di chi lo ha usato. Per davvero, e non così per gioco senza un reale intento di combinarci qualcosa di concreto (la rete abbonda di pseudo-recensioni di questo genere).

In questo articolo vorrei quindi raccontarvi la mia esperienza su Tinder e gli episodi più divertenti che mi sono capitati, ma anche darvi dei consigli su ciò che ho imparato (molto) in questi mesi.
Questi consigli saranno scritti in rosso, quindi i lettori più pigri potranno trarre il massimo beneficio col minimo sforzo semplicemente andando a caccia di testi colorati.

In questi mesi ho infatti avuto modo di farmi raccontare da alcune ragazze gli approcci che hanno realmente ricevuto e, data la mole di storie a dir poco imbarazzanti di cui ho sentito parlare, temo di dovervi comunicare che molti di noi l’arte del rimorchio online la stanno praticando proprio male.
Anzi, sono certo che fra voi che state leggendo ora queste righe, c’è qualcuno che si sta comportando proprio come “uno di quei soliti maschi di Tinder” (cit.), perdendo un sacco di opportunità di rimorchio.
La buona notizia, però, è che adesso possiamo sistemare tutto.

Alla fine di questo racconto spero vi sarà arrivata quella che è la mia opinione su Tinder, sul perchè riceva pareri così contrastanti, sul come funziona Tinder e sul come funziona davvero Tinder. Ma soprattutto, voglio rispondere una volta per tutte alla fatidica domanda: “Ma su Tinder, si scopa davvero?

Un’ultimo paio di premesse:

  • Molti siti che parlano di seduzione online o pubblicano recensioni su Tinder vendono anche ebook e corsi guadagnare soldi. Non che ci sia nulla di male, ma qua non si vende niente. Di conseguenza, tutte le opinioni e recensioni espresse fra queste righe hanno il solo scopo di esprimere il mio parere, senza secondi fini.
  • Chi scrive è un maschio eterosessuale, ma ciò non toglie che anche una ragazza, o un ragazzo con un diverso orientamento, possano applicare i consigli che do o comunque mettere a frutto questa lunga lista di esperienze che mi accingo a condividere con voi.

Direi che come preambolo ho scritto decisamente abbastanza: è tempo di iniziare!


Mese 1 – Inizio col botto

Il primo impatto con l’app è abbastanza traumatico. Quante foto metto? Quali? Sarà saggio mostrarmi a torso nudo, o è troppo per una prima impressione? Mi scambieranno per maniaco? E la descrizione? Ma esiste qualcuno che la legge per davvero? E soprattutto, qualcuna mi filerà di striscio?

angelica tinder
Su Tinder si trova un po’ di tutto, compresi profili come questo, che ancora non saprei dire se sia reale o fake. Ma non vi spaventate, perchè sono comunque una netta minoranza in mezzo ad una moltitudine di profili ben più “normali”.

Mi faccio largo fra questi mastodontici dubbi, creo il mio benedetto profilo, ed inizio a scorrere… ci sono ragazze di tutti i tipi: belle, bellissime, brutte, trans, palesemente fake, ragazze che conosco nella vita reale (e magari pure “fidanzate”), milfone, casalinghe disperate, timidone senza foto profilo… insomma, di tutto.
Metto un po’ di like, e con mia grande sorpresa dopo un paio d’ore arrivano già i primi match… wow!

Mi sembra troppo bello, quindi mi chiedo se siano fake o se ci sia qualche altro tranello sotto.
Dopo lunghi minuti di rimuginamenti ed intricati ragionamenti, mi rendo conto che l’unico modo per scoprirlo davvero è facendomi avanti. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi… cosa diavolo si scrive ad una ragazza matchata su Tinder?
E soprattutto: cosa significa esattamente un match su Tinder?

Che la ragazza in questione si annoia ed ha messo il cuoricino tanto per avere qualcuno con cui chattare 10 minuti?
Che le potrei interessare ma è tutto da vedere?
Che vuole convincermi a darle 200€ per una sessione di videosesso in cam?
Che vuole costruire una stabile relazione con me?
Che vuole sbattermela in faccia, scoparmi e passare al prossimo uomo il giorno dopo?
E’ tutto praticamente già deciso, perchè le piaccio fisicamente e l’estetica è tutto, o la sua idea potrebbe cambiare a seconda di come va la conversazione e soprattutto il primo incontro?
Magari stiamo già insieme, un po’ come quando alle elementari ci si metteva insieme con un bigliettino a cui rispondere “si \ no \ forse”?

Ecco, in realtà tutte queste opzioni sono plausibili, e nella mia esperienza ho incontrato tutte queste tipologie di ragazze (ok, tutte tranne l’ultima).
Il fatto che abbiate ottenuto un match su Tinder raramente significa che la ragazza in questione voglia organizzare un appuntamento di sesso al secondo messaggio che vi scambiate, o quantomeno non potete darlo per scontato. Tenetene conto quando dovete scegliere le parole con cui iniziare una conversazione, e soprattutto quando organizzate il primo incontro. Se anche una ragazza volesse mai vedere le foto del vostro uccello, di sicuro non vuole che vi presentiate parlando delle vostre dimensioni, perchè fate solo la figura dei maniaci. Non per altro, ma una ragazza carina riceve approcci del genere quotidianamente, e voi non sareste “spigliati e birichini“, sareste solo “banali e morti di figa“.
Alcune si aspettano una certa galanteria da corteggiamento, altre potrebbero dare di matto all’idea di una cena a lume di candela. Alcune non hanno la minima intenzione di rivedervi il giorno dopo, altre non ne vorranno sapere di dormire con voi la sera stessa, perchè secondo loro “non è a modo”.
Ogni ragazza è su Tinder con una sua mentalità, e anche se dopo aver visto le vostre foto dovesse già aver deciso di voler far sesso con voi, chiederglielo esplicitamente e senza un minimo di classe o savoir-faire al primo messaggio è il modo migliore per rischiare di mandare tutto in fumo.

Decido quindi di mantenere un approccio generico e vedere come va… la prima ragazza è Judith, altissima olandese in Erasmus nella mia città. Carina, bel fisico, viso pulito. Non una gnoccona assurda, ma sicuramente una bella ragazza. Nella media delle mie conquiste nella vita reale.
Sfoggio il mio bell’inglese ed inizio in maniera un po’ banale (devo ancora perfezionarmi) chiedendole cosa faccia da queste parti, da dove venga esattamente, come si trovi qua… la conversazione procede bene, condividiamo una passione per Amsterdam e questo ci aiuta a parlare a lungo, finchè non mi da il suo numero, ed il giorno seguente ci organizziamo per vederci una sera della stessa settimana.
C’è poi Federica, che abita in un paese a 50km dalla mia città. Comincio con un complimento generico, al quale risponde che sembra “uno di quei messaggi copia incolla”, ma che mi “risponde lo stesso perchè sono gnocco”.
Parole sue. Se lo dice lei…
E’ molto spigliata, abbiamo diversi interessi in comune e mi sembra il mio tipo.. alla mano, diretta, un po’ alternativa… e poi, le rosse sono le rosse.
L’aggiungo su Facebook la sera stessa, ma data la lontananza non facciamo particolari progetti di serata insieme.

Non passano molti giorni che esco con Judith. Serata molto classica, si va a bere qualcosa, si chiacchiera del più e del meno.. tutto procede senza momenti di imbarazzante silenzio, di quelli con le balle di fieno che rotolano, ma anche senza mai trovare un grande feeling. I discorsi sono quelli soliti: cosa fai nella vita, cosa ti piace, perchè sei in Italia, quali sono le tue passioni… il tempo scorre bene, ma non scatta mai qualcosa in più.
Offro io dato che lei non fa nulla per far trapelare l’intenzione di dividere per due: sembra abbia preso questa uscita come un vero e proprio appuntamento (o forse è solo tirchia). In ogni caso, la cosa non mi dà fastidio e non sono contrario ad un piccolo gesto di galanteria un po’ all’antica, specialmente dato che si tratta solo di un paio di drink.

La accompagno per un pezzo verso casa… nel momento del saluto non so esattamente cosa fare. Durante l’uscita non è scattato nulla, ma fisicamente mi piace e vorrei comunque che la serata finisse in un certo modo… penso: “se mi ha messo un like su Tinder vuol dire che le piaccio, ed ora che ha capito che non sono un alieno maniaco non vede l’ora di venire a letto con me, giusto?
Beh… non proprio.
A meno che lo scansarsi quando provo a baciarla non sia il modo degli olandesi di dire “sali da me?

Poco male, era comunque una vittoria l’aver ottenuto un’uscita dopo pochi giorni su Tinder, e l’aver vinto la timidezza nel provare a baciarla.
Torno a casa più soddisfatto che deluso: Tinder sembra promettente, e forse funziona davvero.. devo solo prenderci un po’ la mano.

Nel frattempo ogni tanto chatto con Federica, proviamo ad organizzare qualcosa ma mai con troppa convinzione, ed i giorni passano. Sento che iniziamo a perdere i contatti, così decido di prendere in mano la situazione.
La smetto di cercare di organizzare un’uscita quando ci sono grandi eventi a metà strada, o quando uno dei due si trova a passare dalle parti dell’altro\a per altri impegni. Alla fine sono 40 minuti di auto, faccio prima a prendere e andare da lei apposta per lei, che a continuare a perdere tempo a cercare il programma perfetto che non faccia perdere tempo a nessuno.
Così facciamo, e lei mi porta in un bar poco distante da casa sua.
Stavolta mi trovo decisamente meglio: la conversazione è sempre molto piacevole, sono davvero interessato a quello che dice ed al modo in cui parla, e non è una specie di interrogatorio per non avere momenti di silenzio. Siamo più in sintonia e questo è chiaro sin dai primi minuti, passato l’imbarazzo iniziale dell’incontro. Parliamo di viaggi, festival di musica e musica trash… lei è molto aperta e dopo aver fatto una battuta su una delle cameriere non si fa problemi a dirmi che è bisessuale… io invece, io non capisco bene se ci faccio più bella figura ad unirmi agli apprezzamenti nei suoi confronti, o a far finta che non abbia notato anch’io la bellissima cameriera.

Dopo un po’ ce ne andiamo a casa di lei per farci un paio di canne.
Con il senno di poi, l’esito della serata è ormai scontato, ma ingenuamente ancora non riesco ad esserne così convinto… seriamente stavo per realizzare la mia prima tinder-trombata?
A casa sua continuiamo a chiacchierare probabilmente più di quanto lei non avesse immaginato, finchè ad un certo punto mi dice: “Quindi immagino userai Tinder anche solo per trovare amici quando viaggi da solo“.. noto una certa delusione nei suoi occhi, come se temesse di esser stata friendzonata perchè ero su Tinder solo per fare amicizia, nel senso letterale del termine.
A me scappa invece un sorriso, perchè a questo punto so aldilà di ogni ragionevole dubbio che finirò nel suo letto, e decido di tirarla avanti ancora un po’ per le lunghe più per regalarle un po’ di effetto sorpresa, che per timidezza.

L’epilogo ve lo lascio immaginare, e tornando a casa rifletto un po’ sulla serata. L’idea di averlo fatto con una persona conosciuta online mi faceva un sacco strano, e tutta la serata l’avevo passata più a studiare come uno scienziato le sue mosse, come se fosse una strana creatura aliena uscita fuori da un mondo a parte chiamato Tinder, che a godermi la compagnia di una bella ragazza con cui mi trovavo bene.
Era più un procedere meccanicamente, per inerzia, verso l’obiettivo di realizzare la mia prima scopata su Tinder (cosa che peraltro dentro di me davo già per scontata dato che lei aveva esplicitamente espresso il suo apprezzamento per me via chat).
Insomma non è stata fra le migliori notti della mia vita, e sono sicuro che se avessi conosciuto la stessa identica ragazza, lo stesso identico giorno, ma in un altro modo, sarebbe stato diverso.
Ma forse sono solo strano io.
In fin dei conti potevo essere più che soddisfatto, perchè Tinder aveva funzionato, ero finito a letto con una ragazza, ed il futuro si prospettava roseo.

Mese 2 – Primi sguardi fuori città

Mentre mi concentravo su Judith e Federica, avevo accumulato un altro po’ di match… non così tanti come per un attimo avevo creduto visti i risultati della prima ora, ma comunque circa una trentina.
Il motivo principale risiedeva nel fatto che avevo passato un paio di giorni in capitale, ed abitando in una città medio-piccola, in questi due giorni il mio parco di possibili match si era ampliato moltissimo. Vengo quindi sommerso da ragazze di Roma che mi fanno riflettere su quante possibilità in più avrei se solo abitassi in una grande città.
Nonostante sia tornato a casa, con alcune di esse andiamo avanti a parlare per diversi giorni dopo esserci scambiati i contatti Facebook o Whatsapp, con altre siamo addirittura al livello di sexting e foto un po’ osè, ma poi il livello di feeling non arriva mai a giustificare una trasferta come avevo fatto con Federica (fosse anche solo per il numero di km nettamente maggiore).

E niente di particolarmente rilevante avviene anche sul fronte dei match “casalinghi”…
Ci stanno alcune ragazze che sembravano carine su Tinder, ma poi dalle foto su Facebook (o dall’incontro dal vivo) mi accorgo che sono “leggermente” diverse.
Ci sono ragazze che neanche mi rispondono ai messaggi, altre che spariscono apparentemente senza ragione così all’improvviso nel mezzo di una chat.
Altre che sono solo confuse e depresse per la fine di un fidanzamento, e più o meno incosciamente stanno su Tinder solo per risollevare l’autostima senza una reale intenzione di uscire.
C’è Letizia, una bellissima ragazza della mia città con cui mi diverto molto a chattare. Il suo fervore politico è lampante, e diametralmente opposto al mio, il che ci dà l’opportunità di odiarci simpaticamente nelle nostre conversazioni virtuali.
Ma gli opposti a quanto pare si attraggono: sembra molto propensa ad incontrarci, ma poi dà buca 2 o 3 volte dopo aver accettato dei miei inviti… mi stufo e la saluto: non so se abbia mai realmente avuto intenzione di vederci, probabilmente sì, ma non mi diletto nello star dietro a dei match che se la tirano, ed il mio orgoglio mi impedisce di insistere maggiormente.

alessia tinder chat
Arriverà il giorno in cui riuscirò a trovarmi nella stessa città di Alessia.. ma non è questo il giorno!

C’è poi Alessia, milfona che ancora aspetto di riuscire ad incontrare se mai riusciremo a trovarci nella stessa città (e, in caso, vi prometto che sarete i primi a saperlo!)

Insomma tanti match ma nessuno davvero di valore.
Nessuno tranne quello con una ragazza nordafricana dal nome particolare molto carina, che chiamerò Jasmine per proteggere la sua privacy, con la quale esco una volta.
Si porta dietro un’amica, la giornata è piacevole, nei giorni successivi continuiamo a sentirci e sono ragionevolmente sicuro che almeno una scopata avremmo potuto farla, ma pago la mia indecisione dell’epoca.
Mi stavo infatti sentendo anche con un’altra tipa conosciuta nella vita reale, e la mia motivazione non era sufficiente a colmare i problemi logistici nell’organizzare un’uscita di sera, dove non potevo contare sull’aiuto dei mezzi pubblici: lei abita con i suoi genitori in un paesino a 45 minuti di auto e non ha la macchina, ed io… beh, io non volevo essere troppo esplicito chiedendole direttamente di dormire da me. In chat. Decisamente non nel mio stile, anche se penso che è così che sarebbe andata a finire.
Così ci perdiamo di vista.
Fun fact: dopo circa 1 anno le riscrivo, ci vediamo da me per guardare un film, parliamo e ridiamo parecchio, ci baciamo. Mi dice però che lei nel frattempo è cambiata, non si accontenta più delle storie da una notte e sa che non avrebbe altro da me… così ci perdiamo di vista, di nuovo, e stavolta probabilmente per sempre.

Ciò che ho imparato da questa storia, è che non si può aver paura di “perdere tempo”, specialmente se avete a che fare con ragazze che non abitano a due minuti da casa vostra. E su Tinder, ne conoscerete diverse di ragazze così.
Alla fine, non è mai tempo perso quello passato con una ragazza, specialmente se vi trovate in sintonia con lei, anche se poi non doveste riuscire a raggiungere il vostro obiettivo (che sia scopare o sposarvela e vivere felici e contenti).
Nella peggiore delle ipotesi, sarà stata comunque esperienza in più.

Se mi fossi offerto di andare a prendere Jasmine, portarla a fare serata dalle mie parti, e poi riportarla a casa sua, probabilmente avrei potuto aggiungerla alla lista dei successi… e non avrei neanche dovuto riportarla la sera stessa! 🙂

Mesi 3/4 – Il mio primo Tinder Trip

Insomma, la mia esperienza su Tinder era iniziata alla grande, ma dopo i fuochi d’artificio della prima settimana il tasso di successo nell’incontrare ragazze era calato drasticamente.
Mi prendo una pausa, nella quale mi concentro sul provare e recensire altri social network (di cui vi parlo nell’articolo dedicato ai migliori siti di incontri).

Il mio rientro su Tinder lo si inaugura con una scopata di quelle che non lasciano troppo il segno.
Si chiama Irene, ha un bellissimo visto ma qualche kg di troppo per i miei gusti, dato che di solito preferisco le ragazze molto magre. Decido di darle una chance, così ci incontriamo di giorno per farci un giro al parco e prendere un po’ di sole… iniziamo a parlare, come sempre, di cosa facciamo nella vita, e capisco subito che non provo ne’ proverò mai nulla per lei… questo mi dà la tranquillità necessaria per tentare un approccio un po’ più spinto senza paura di perderla: mi va di divertirmi e fare qualcosa di diverso dal solito, così dopo una conversazione abbastanza breve, taglio corto e le propongo di andare a trovarci un posto tranquillo dove farlo.
E’ imbarazzata, scoppia a ridere e non sa esattamente cosa dire, ma dopo qualche minuto riesco a rimetterla a suo agio… facciamo come le avevo proposto, e ci salutiamo senza più risentirci. Felici e contenti.

C’è poi Chiara, con cui esco due volte senza fare alcun passo esplicito… capisco che è una che cerca una storia con un minimo di serietà, ma non mi piace abbastanza da poterle garantire una cosa del genere. Così per la terza uscita mi gioco il tutto per tutto e la invito a casa mia “a guardare un film“. Prima dice di sì, ma poi se ne esce con quella che credo sia una scusa dopo essersi resa conto del tranello, e da lì non ci sentiamo più.

megan tinder chat
Come spezzare il cuore a un uomo in 3 semplici passi. Una storia triste a cura di Megan.

C’è Megan, a cui do un superlike e che probabilmente mi mette un cuoricino giusto perchè le sembrava brutto dire di no ad un superlike… fra l’altro con lei ci eravamo già sentiti su Facebook qualche settimana prima in un gruppo dedicato agli affitti per studenti… per poco non ci siamo trovati ad essere coinquilini!
Fra mille difficoltà (dato che sembra impossibile trovare un momento in cui lei sia libera) riesco ad organizzare un’uscita con lei, e si presenta in modalità “ora ti friendzono di brutto“, struccata e vestita come per andare a fare la spesa al supermercato… non che non mi piacciano le ragazze acqua e sapone, anzi. Ma dalle foto su Tinder avevo capito che lei era una di quelle ragazze che amano mettersi bene in tiro, e la sua scelta di non farlo minimamente mi fa capire che non ha grandi intenzioni. Infatti, quando le richiedo di uscire, mi dice di no.

C’è Elisa, una ragazza davvero molto carina ed un po’ nerd con cui la conversazione in chat inizia subito alla grandissima, fra cazzate di ogni genere e risate: si decide di vederci quasi subito, di giorno, per fare una passeggiata.
Mi piace molto e voglio conoscerla davvero, non solo portarmela e letto, da qui la scelta di proporle un’uscita di giorno anzichè di sera.
Il tempo scorre alla grande, siamo entrambi dei grandi fan di Star Wars e condividiamo un’infanzia passata coi videogiochi di Guerre Stellari.
Le mie sensazioni sono ottime, perchè nerdate a parte, sento che c’è della chimica, così decido di baciarla, anche se forse il momento non era quello perfetto. Lei ci sta, ma non sembra presa dalla passione come lo sono io.
Probabilmente il contesto in cui l’avevo baciata, di giorno su una panchina fra una conversazione e l’altra, come se niente fosse, non era stato dei migliori.
La chat era andata alla grande perchè improntata sulla leggerezza e sull’originalità, il bacio sembrava l’esatto contrario: era stato banale, dato quasi per inerzia, meccanicamente, come se fossimo una coppia annoiata di lunga data, ed esprimeva la mia paura di aspettare troppo ed essere scambiato per “poco intraprendente”. Forse sarebbe stato meglio aspettare un momento con un’atmosfera più giusta, soprattutto perchè nonostante tutto, in quella prima uscita, forse, avevamo entrambi ancora un po’ di quella “stranezza da Tinder” di cui vi ho parlato poco sopra.
Per il resto della giornata continuo ad avvertire delle sensazioni un po’ contrastanti da parte sua: l’indomani infatti mi scrive che è stata molto bene ma non abbastanza da continuare a vedermi.
Sto ancora cercando di capire cosa le sia passato per la testa per decidere di baciarmi ma non di rivedermi… ma a quanto pare non è neanche una cosa così strana, dato che di lì a qualche settimana mi succederà la stessa identica cosa con Flavia.
E lei era ancora più bella di Elisa: il mio cuore è ormai infranto ed ha presto bisogno di una riscossa.

star wars tinder pickup
Sembra che Star Wars sia un ottimo argomento di conversazione per rimorchiare, dato che oltre ad Elisa, anche Giulia (diversi mesi più tardi) non riuscirà a resistere al mio humor interstellare!

Riscossa che penso possa arrivare con Virginia.
Il mio match con lei è quasi poetico, dato che ci lasciamo il reciproco like verso le 3.30 di notte. Siamo entrambi online, la mia apertura simpatica sull’insonnia la fa ridere e, trovato questo fertile terreno in comune, parliamo alla grande per 15 minuti. Dopodichè, dato che abita a 100m da casa mia, le propongo di uscire. Un po’ folle, ma funziona: l’idea così strana piaceva ad entrambi, così mezz’ora dopo il nostro match usciamo a farci un giro. Parliamo di uscite pazze, droghe, disagi vari… tutto va alla grande, le propongo di salire da me, accetta. Penso che ormai è fatta, ma quando provo a baciarla, va nel panico, farfuglia qualcosa sul fatto che è stata lasciata da poco e 2 minuti più tardi è in fuga.
Da allora non ha più risposto ai miei messaggi, e quando tutt’ora la incrocio per strada abbassa lo sguardo senza salutarmi. Eppure, non mi sembra di aver fatto niente di male… vabè, ciao Virginia.

I risultati mi stanno buttando giù di morale e le ragazze nella mia piccola città iniziano a scarseggiare. Sento il bisogno di espandere un po’ il mio parco match, ma non avendo viaggi in programma, decido di mettere in pratica un trucco per cambiare la mia posizione anche senza acquistare Tinder Plus: ricordandomi del successo che avevano avuto quei 2 giorni a Roma il mese scorso, mi teletrasporto in capitale ed i risultati non tardano ad arrivare.
Per spiegare i pochi km di distanza che compaiono su Tinder dico loro che mi trovavo da quelle parti per una scusa qualsiasi (motivi di lavoro, studio, ricerca, concerti, rimpatriate fra amici, turismo, qualsiasi cosa), che ora stavo già rientrando a casa ma che ci sarebbero state altre occasioni di vederci, in futuro, se avessimo voluto.

Nei giorni successivi effettuo qualche selezione preliminare e chiacchiero un po’ con le nuove ragazze che ho conosciuto, fino a che non decido che i tempi sono maturi per un bel Tinder Trip… una giornata di turismo da usare per conoscere dal vivo i match più promettenti, e valutare se valga la pena investirci più tempo.

Prendo questa storia molto seriamente, e come se fosse un vero e proprio lavoro, diligente inizio ad abbozzare un’agenda di incontri: metto in conto di conoscere 3 ragazze in un singolo viaggio, così da avere un paio d’ore per ciascuna ed il tempo per andare e tornare a casa in giornata, nonchè del tempo tecnico per trasferirmi dal luogo di un appuntamento ad un altro (d’altronde non ho ancora un ufficio in cui riceverle a colloquio…).
Sembra divertente, e nel mentre ne posso anche approfittare per passeggiare a Roma! Come ho fatto a non pensarci prima?

Dato che non voglio caricare troppo di aspettative questi incontri, evito di dire che vado lì solo per incontrarle (e ovviamente ometto anche il piccolo particolare che ho 3 appuntamenti in programma) ed invento una nuova scusa per cui mi troverò ad essere da quelle parti in ogni caso.
Una parte di me si sente un po’ in colpa… ma poi mi ricordo che se io ho 30 match su Tinder, loro ne hanno probabilmente 300, con cui si sentono e flirtano senza porsi troppi problemi. In fondo, non sto facendo nulla di diverso da quanto non facciano anche le ragazze.

Prevedendo che alcune avrebbero dato buca all’ultimo (e così è stato), prima di partire mi metto d’accordo con 5 di loro, e per fine giornata riesco effettivamente ad incontrarne 3 come volevo.

La prima, Aalia, mi viene a prendere in stazione e l’accompagno all’università, dato che abbiamo entrambi tempi stretti.
E’ solo un incontro conoscitivo per sondare il terreno d’altronde, se dovessi vedere che c’è feeling e che potrei andare a colpo sicuro, non avrò problemi a tornare apposta per lei.
Facciamo un giro panoramico in cui mi mostra il bellissimo quartiere liberty\decò di Roma, di strada verso l’Accademia, e nel mentre mi parla dei suoi “art attack” e delle sue invenzioni.
C’è abbastanza intesa, così prima di salutarci le rubo un bacio.
A quanto pare le piace, dato che propone di sfanculare la lezione che l’attendeva per fare insieme a me i “giri” che le avevo detto di dover fare.
Purtroppo, non posso dirle che questi fantomatici “giri” sono appuntamenti con altre ragazze di Tinder, e le dico che semplicemente non vorrei si annoiasse. Fortunatamente non insiste.
Nei giorni successivi ci sentiremo diverse volte, ci invieremo qualche foto niente male, anche se purtroppo non riusciremo mai a combinare nulla di più concreto… lei non sembra non riuscire a trovare mai un’occasione per venire da me, abita coi suoi quindi non ha una casa libera, non sembra molto propensa a farlo en plein air, ed io – per quanto il mio cuore si infranto – non sono ancora così disperato da prenotare un hotel a Roma solo per passare la notte con una ragazza che so già di aver conquistato.

Dopo di lei mi incontro con Ludovica… anche lei è di fretta e alle prese con l’università, quindi il nostro incontro è praticamente un fare strada insieme verso la Sapienza.
Non è la più carina delle 3, ma è quella con cui ho più feeling mentre parliamo di musica, festini e vita da povery.
Certo rispetto a me è un po’ secchiona, infatti continuo a non spiegarmi perchè dobbiamo correre così tanto considerando che siamo in anticipo, ma a quanto pare è importante trovare un buon posto per registrare al meglio la lezione.
Bah, davvero esistono persone che si riascoltano una lezione di Lettere?
Ad ogni modo, mi piace! Non voglio “bruciarmela” baciandola troppo presto, così arrivati in facoltà la saluto normalmente, ma ci ripromettiamo di rivederci in qualche modo.

Passo poi a Marta, che si rivela essere molto diversa dalle foto. Almeno una decina di kg in più. Non c’è neanche troppo feeling nella conversazione, mi parla di come ultimamente abbia preso peso a causa dell’alcol e non andiamo molto oltre le solite domande sul cosa si fa nella vita. Inutile dire che dopo poco ci salutiamo, prima delle due ore che avevo preventivato.

A quel punto, fra buche dell’ultimo minuto e l’incontro con Marta tagliato corto, ho più tempo di quanto non immaginassi: richiamo Ludovica e le chiedo se secondo lei dovrei tornare a casa col prossimo treno, o prendere l’ultimo poco prima di mezzanotte.
E’ entusiasta della seconda opzione, così passiamo tutta la serata insieme. Street food e giro in capitale, tutto va alla grande e ci baciamo.
Sento che è parecchio presa da me, lo stiamo per fare là all’aperto, ma c’è davvero troppa gente, e casa sua non è libera.
La riaccompagno a casa, e ci salutiamo con la mia mano nelle sue mutande.
Sentivo la sua voglia di farmi tanto quanto io volevo farmi lei, ma purtroppo non ci sarebbe stata proprio occasione, per quella sera.
Tuttavia me ne tornavo a casa con un bilancio positivo: 3 ragazze incontrate, 1 baciata, 1 scartata ed 1 che non vedeva l’ora che le saltassi addoso… non male per una singola giornata!

villa borghese
Non solo incontri, ma anche turismo… queste sono le meraviglie che scopro in quel di Villa Borghese: come unire l’utile al dilettevole!

Ad onor di cronaca, rivedrò Ludovica un mese dopo nel mio successivo Tinder Tour in capitale, e finiremo col fare ubriachi un sacco di sesso. Per molti aspetti fra le migliori volte della mia vita.
In occasione di quel viaggio incontrerò anche Debora, Simona e Marie, tre ragazze che ancora una volta saluterò con un bacio e delle mani che si toccano un po’ ovunque.
Marie ha continuato a cercarmi per un po’, finchè non ci siamo rivisti una sera che passavo per lavoro (stavolta davvero) a Roma… ho capito che cercava una di quelle storie da principe azzurro, che la corteggia alla vecchia maniera, la porta a cena fuori, paga il conto, la bacia sotto la pioggia e la riporta a casa senza neanche provare ad insidiarsi dentro di lei, perchè vive di amore quasi platonico nei suoi confronti.
Ovviamente, non ero il tipo adatto a lei, e da allora non ci siamo più risentiti.
Debora cadde nel dimenticatoio, mentre tornai da Simona qualche tempo dopo, andando a colpo sicuro nel passare la notte da lei.

Il fascino del viaggiatore solitario a quanto pare funziona.
Una cosa che ho capito, però, è che è importante usare questa tecnica con una certa eleganza: rubare un bacio mentre si corre incontro ad un treno lascia quel sapore di proibito e desiderato-ma-impossibile che fa girare la testa… ci sarà tempo in seguito per portare a termine la missione.
Se invece avessi provato ad ottenere di più e subito, in una situazione di fretta con l’ansia delle lancette dell’orologio che scorrono, il poco tempo a disposizione, la scarsa conoscenza reciproca, il contesto tutt’altro che romantico… avrei solo fatto la figura di quello che vuole aggiungere figurine alla sua collezione e nulla più.
Così facendo, invece, preparavo il terreno per andare a colpo sicuro (o quasi) la volta successiva che mi sarei trovato a passare da quelle parti.

Questo secondo giro su Tinder stava finalmente dando qualche risultato concreto, ma sentivo di nuovo il bisogno di una pausa.
I Tinder Tour mi stavano iniziando a prendere un po’ troppo tempo e, per quanto possa dire di essere un turista decisamente più completo rispetto a prima grazie a questi viaggi, non potevo passare le giornate a rimorchiare in giro per l’Italia.
Soprattutto, all’inizio questo gioco era divertente, originale, c’era il brivido della novità… dopo un paio di volte, la voglia di farsi tutta quella strada per concludere un gioco di corteggiamento non c’era più, non ne valeva più la pena, era tutto un po’ troppo facile, scontato e soprattutto ripetitivo.

Mesi 5/6 – Fra noia e routine, arriva il televoto!

Ormai avevo capito che Tinder funzionava, c’erano moltissime ragazze vere con cui parlare, interagire, uscire insieme, e come nella vita reale alcune volevano sesso, altre una storia, altre solo compagnia.
La mia curiosità scientifica era stata appagata ed il mio divertimento era senza dubbio minore, così per un po’ di tempo decido di andarci piano.
Per prima cosa, la smetto di cambiare la mia posizione ed organizzare Tinder Tour, dato che altrimenti potrei letteralmente passare mesi interi a conoscere ragazze a raffica, 12 ore al giorno tutti i giorni, manco fossi un lavoratore cinese sottopagato.
Viaggio comunque molto per lavoro, quindi l’occasione per mettere il naso fuori dalla città c’è sempre.

Inoltre, inizio ad applicare dei criteri più selettivi nella scelta dei match su cui investire più tempo.
Ormai ho chattato con decine, forse centinaia di ragazze, e non ne posso davvero più di ripetere per l’ennesima volta la trafila sul “cosa faccio nella vita“.
Quindi, laddove riesco a dare alla chat un certo sprint, con cazzate, nonsense, risate ed originalità… bene; altrimenti, evito di forzare la situazione con i tipici interrogatori fatti delle solite domande a cui le ragazze rispondono passivamente, in attesa che dalla conversazione sbocci – come per magia – qualcosa di più interessante (se usate Tinder, sapete di cosa sto parlando).

veronica tinder chat
Non è neanche una delle aperture più originali della mia carriera, ma a quanto pare basta per sorprendere (in positivo) Veronica.

Questo significa perdere molte possibilità, soprattutto nei confronti di quei profili che non mi danno grandi appigli per aprire con una battuta simpatica, ma se non altro tutte le conversazioni che porto avanti sono certamente più stimolanti, sia per me, che per loro.
E quando si arriva al momento dell’incontro, il fascino del ragazzo originale, un po’ eccentrico e divertente certamente aiuta.

Il primo match di questo nuovo round è con Sasha.
A parte che solo per il nome vorrei sposarla, mi trovo molto bene con lei sin dalla prima uscita. Entrambi condividiamo l’aver provato ogni singolo locale notturno nel raggio di 50km, specialmente quando eravamo degli imberbi (vabè, lei imberbe lo è tutt’ora) diciottenni o poco più.
Stiamo insieme a parlare da soli per un paio d’ore, dopodichè dato che lei era in macchina con dei suoi amici, deve tornare a casa.
Non passa molto tempo che ci mettiamo d’accordo per un’altra uscita, ma stavolta dopo un’oretta le dico che la posso riportare a casa io, e ce ne andiamo da me a mangiare qualcosa.
Penso sia ormai fatta, specialmente dopo che ci ritroviamo sul letto a baciarci, eppure… quando provo a fare qualche mossa più “ardita” per portare le cose ad un livello successivo, lei mi ferma bruscamente con un “no!“.
Sono un po’ perplesso.
Non mi aspetto che ogni ragazza non veda l’ora di fare sesso con me già dalla prima sera, ma venire a casa mia “per mangiare qualcosa” dopo che ci siamo conosciuti su Tinder, limonare sul mio letto, e bloccare così bruscamente il tentativo di andare un po’ oltre… ammetto di non avere la minima idea di cosa le sia passato per la testa.
Ad ogni modo, proseguiamo la serata come se nulla fosse successo, abbracciati sul letto (sono ancora più confuso).
Rimane a dormire da me (sempre più confuso), ovviamente senza mai andare oltre qualche bacio, finchè la mattina dopo, al risveglio, è fredda e distaccata come non mai (confuso come non mai).
La riporto a casa e da allora non ci siamo più rivisti.
Io avevo provato in un paio di occasioni a scriverle, ma la sua passività non mi ispirava a combattere più ardentemente.
Diverso tempo dopo sarà lei a provare a riallacciare i contatti, ma sinceramente ne avevo avuto abbastanza, così le rispondo con frasi di circostanza tagliando ogni possibilità di ripartire.

Continuo a non avere la più pallida idea di cosa le sia passato per la testa, ma ormai, così com’era successo con Elisa, Flavia e tante altre, ci avevo fatto l’abitudine a questi “misteri di Tinder“. L’esperienza mi insegnava che se non volevo uscirne pazzo, dovevo smetterla di farmi domande sui comportamenti apparentemente inspiegabili dei miei match… a meno che non ci siano 3 commenti a questo articolo che mi chiedono di scrivere a Sasha, per chiederle cosa le passasse per la testa. Perchè in tal caso, vi prometto che lo farei subito.

Nel frattempo prosegue la striscia di risultati negativi nella mia città: con Denisa la conversazione non decolla mai, lo stesso dicasi per Giulia (salvo poi ritrovarmela per caso come coinquilina); Elena è fra le più belle ragazze che abbia visto su Tinder, ma mi chiedo se abbia mai realmente avuto intenzione di conoscermi, dato che latita un po’ troppo; Krisny sembra trovarsi a disagio quando scopriamo che è una cara amica della mia coinquilina (sì, la stessa di prima, Giulia)… ma la capisco, per me è lo stesso; con Laoise vogliamo organizzare un’uscita in canoa, ma il sole non ci aiuta.
Il match più promettente sembra quello con Micaela, una ragazza napoletana davvero bella che studia qua… è simpatica e sembra il mio tipo. Purtroppo però non è per niente propositiva, e a me non piace quando ho l’impressione di dover correre dietro alle persone. Si dice felice all’idea di uscire con me, ma poi fra esami, rientri a Napoli ed altri impegni qua e là, non riusciamo mai a metterci d’accordo. Come già successo con tante altre ragazze di cui vi ho parlato nel corso dell’articolo, mi stanco di correrle dietro, le dico che non ho più intenzione di cercarla, lei ci rimane male, ma non fa nulla di concreto per cambiare le cose… forse complice anche il modo un po’ brusco con il quale l’avevo salutata.
Se avessi messo un po’ da parte l’orgoglio, forse, avrei potuto far finire le cose diversamente.. però sono fatto così, e non essendo in un periodo di “carestia”, decido che il mio orgoglio vale più di un nuovo colpo a segno.
Voi cosa ne dite? Fatemelo sapere nei commenti e, se almeno 3 di voi mi dicono di provare a riscriverle, inghiottisco il rospo e mi rifaccio vivo, in ginocchio per chiedere perdono!

D’altronde, quale modo migliore per risollevare un paragrafo di noia e match senza lietofine, se non introducendo un simpatico televoto interattivo per rendervi partecipi delle mie avventure?

Mesi 7/8 – La prima ragazza che voglio rivedere dopo una notte insieme

Durante una visita a dei parenti fuori regione vengo matchato con Silvia. Purtroppo il match avviene l’ultimo giorno, quando sto già per ritornare a casa, così non ci riusciamo ad incontrare, ma ci scambiamo i contatti Facebook ed Instagram prima di perderci di vista.
Dopo un mese o due, li riprendiamo perchè inizia a commentarmi alcune simpatiche storie Instagram che stavo pubblicando in quei giorni, e con una naturalezza quasi disarmante nel giro di poco finiamo per organizzare un incontro.
Mi ero fatto un piano di viaggio last minute che prevedeva di incastrare una giornata di sci fra altri miei impegni non troppo lontani dalle sue parti, e dato che lei abita ad una mezz’ora dagli impianti, si tratta di un’occasione a dir poco perfetta per unire lavoro, sport e conoscenze.
La naturalezza con cui progettiamo la cosa mi lascia davvero sconcertato: non ci siamo mai visti e non abbiamo mai neanche parlato tanto, ma stiamo già facendo progetti di serata a base di spa, idromassaggi, camere di hotel con vasca da bagno, etc…
I nostri messaggi non sono mai troppo espliciti, perchè sia io che lei vogliamo lasciare intatto il fascino della sorpresa e dell’immaginazione… che gusto ci sarebbe altrimenti se fosse già tutto deciso e programmato?
Tuttavia, capisco che c’è un feeling che raramente mi è mai capitato di avere con una ragazza conosciuta nel mondo reale, figuriamoci con una conosciuta su Tinder!

Finalmente arriva il giorno dell’incontro, c’è da subito una chimica incredibile, quasi mi dimentico che ci siamo conosciuti online (e questo, detto da me, è un complimento enorme), e dopo neanche un quarto d’ora abbiamo una voglia matta di saltarci addosso.
Resisto ancora un po’, mi piaceva quel gioco di so \ non so come andrà a finire, sia da parte mia che sua… ma molto presto finiamo nella mia camera, a far sesso come se non ci fosse un domani, fino al mattino seguente.
Ci salutiamo senza fare progetti: lei è la prima a scrivermi poco dopo, e lipperlì spero solo che non si sia affezionata troppo.
La sera, però, inizio a sentirmi strano: mi manca, le scrivo, parliamo un po’, finchè non arriviamo ad una conclusione: quella notte non ci è bastata.
Ci sentiamo h24 per un po’ di giorni, finchè non decidiamo che è tempo di rivederci.
Da allora oggi ci siamo incontrati altre 3 volte, a volte anche per più giorni di fila, e abbiamo fatto alcune delle più incredibili scopate della nostra vita. Questo da solo è stato un match che è valso tutto l’impegno profuso su Tinder, anche se adesso non siamo più molto in contatto.

Da questo match si possono trarre alcuni insegnamenti importanti:

  1. Anche se una ragazza è lontana da noi, ci sono buone possibilità che prima o poi vi ritroviate nella stessa città… e anzi, tutta quell’attesa, ed il carattere inaspettato dell’incontro possono dare un pizzico di originalità e brio all’incontro.
    Inoltre, la distanza può essere una valida scusa per accorciare le tappe che separano un’uscita dal sesso: una ragazza potrebbe avere qualche freno in più all’idea di fare sesso con un ragazzo che abita nella stessa città, data la facilità con cui si potrebbero vedere più volte se lui ne avesse intenzione. Ma nel caso di una storia a distanza, è più un “adesso o mai più“, e la parola “mai” non è mai una bella parola.
  2. Specialmente nel caso di match a distanza (ma, in misura minore, anche con i match locali) è fondamentale mantenere i contatti su altri social. Pensare che una ragazza si ricordi di voi quando si troverà a passare dalle vostre parti, mesi e mesi dopo l’ultimo vostro messaggio, è quantomeno ottimistico. Avere la possibilità di seguirsi sui social, commentarsi post e foto, rispondere alle storie, etc… sono degli ottimi modi per rimanere davvero in contatto.

Arrivato a questo punto, era tempo di iniziare a fare qualche bilancio: Tinder mi aveva regalato diverse scopate (una al mese circa), moltissime limonate, molteplici due di picche, ed una infinita lista di match con cui ho parlato più o meno abbondantemente, con cui magari sono anche uscito, ma che per un motivo o per l’altro non hanno lasciato il segno. Vi risparmierò il racconto di ognuna di esse per evitare di arrivare a scrivere un trattato di dimensioni bibliche.

Mesi 9/10 – Dritti all’obiettivo

Esperienza con Camilla
Ero partito bene con Camilla, ma anche lei è partita. Il giorno dopo, per Londra.

Per quanto ci siano persone che usano Tinder per trovare una relazione stabile, la maggior parte di esse ha come obiettivo ultimo quello di avere una storia occasionale. E per quella che è la mia esperienza, questo vale anche per le ragazze.
Magari loro, rispetto a noi maschietti, tendono a volere almeno un livello minimo conoscenza e connessione prima di dedicarsi al sesso occasionale, mentre molti uomini sembrano solo a caccia di un pezzo di carne… però, in buona parte dei casi, l’obiettivo è simile.
Volevo quindi provare a vedere cosa potesse succedere scoprendo le carte sul tavolo sin da subito o quasi, mantenendo comunque un certo livello di eleganza ma bypassando tutti i discorsi (spesso un po’ ipocriti) preliminari.

Comincio con Anna, una ragazza sudamericana che sta girando l’Italia. Non è bellissima, quindi è un’ottima “cavia” per tentare un approccio insolito: male che vada mi toglierà il match, e di sicuro me ne farò una ragione. Le scrivo qualche complimento un po’ piccante, lei risponde bene, ma vedo che i km di distanza fra di noi stanno aumentando minuto dopo minuto.
Le chiedo come mai e mi dice che è in viaggio: ci siamo matchati nella mia città, ma a breve approderà a Roma.
Colgo la palla al balzo per invitarla a vederci di persona, verificare che ci piacciamo anche dal vivo, e in caso affermativo chiuderci in casa a darci sotto o, in caso negativo, salutarci. Senza troppi complimenti o spiegazioni, in nessuno dei due casi.
Aggiungo anche che “di solito non faccio così“, ma che “le sue gambe sono troppo sexy per essere lasciate senza far nulla, ed il tempo a disposizione troppo poco per pensare ad altro“.
Incredibilmente, la cosa ha successo… non ho mai usato con lei un linguaggio troppo esplicito o volgare, ed è lei stessa a questo punto ad iniziare a mandarmi messaggi di ogni genere e tipo che certamente non renderebbero orgogliosi i suoi genitori.
L’unico inconveniente è che a questo punto devo raggiungerla a Roma, ma per una scopata praticamente certa ottenuta in questa maniera per me così diversa da solito, ne vale la pena.
Tutto va come deve andare, l’imbarazzo iniziale si scioglie in fretta e siamo entrambi a nostro agio. Lei squirta tantissimo, ed è molto esperta. Anche se non è fra le più belle ragazze con cui sia finito a letto, trova il modo di farsi ricordare. L’indomani ci salutiamo per non sentirci mai più.

Qualche tempo dopo è la volta di Madeline, una bionda ragazza americana che studia in Italia per il semestre.
E’ una fan di Game of Thrones, le faccio una battuta sul suo somigliare a Daenerys, e lei mi dice che sembro John Snow.
Saltate qualche riga se non volete spoiler! ]
Sapendo come va a finire fra i due, non perdo l’occasione per fare delle previsioni su come andrà a finire anche fra me e lei. Sembra stare molto allo scherzo (mica tanto uno scherzo fra l’altro) e anzi mi fa i complimenti per come me la sto giocando.
E’ uno dei miei migliori inizi di conversazione! Avevo già buttato sul piatto il fatto che al nostro primo incontro avremmo fatto sesso, ma senza mai dirlo esplicitamente… esattamente lo stile che vado ricercando.
Fine spoiler! ]
Tempo un paio di giorni e le chiedo di andare fuori a cena… l’appuntamento non va propriamente alla grande, anzi è forse la mia peggiore uscita su Tinder dal punto di vista della conversazione.
Penso che se ci sono state uscite andate 10x volte meglio finite con un nulla di fatto, qua può essere solo una Caporetto!
Poi mi ricordo che è americana. Non sono mai stato con un’americana, ma so che generalmente sono molto più disinibite di noi italiani… soprattutto quando si tratta di Tinder e di storie da una notte… o one-night stands, per dirla all’inglese.
Così dopo cena la porto a fare un giro per Villa Borghese e mi gioco il tutto per tutto baciandola. Non solo ci sta, ma anzi sembra molto felice! … o forse è solo sollevata dal non dover più sudare 7 camicie per mantenere la conversazione attiva.
Dato che neanche il bacio sembra niente di che, taglio corto e mi sbrigo a proporle di salire in camera da me.
Lo facciamo due volte, poi purtroppo le arriva una telefonata da un amico con una brutta notizia, e l’epilogo non è dei migliori.
Lei è visibilmente triste e preoccupata, cerco di consolarla un po’.
Lo apprezza molto, anche perchè è un gesto che non si aspettava da una persona con cui aveva solo scopato. Raramente mi era capitato di avere un legame così inesistente con una persona con cui comunque avevo condiviso un letto, ma non sono così freddo da sentirmela di lasciarla da sola in questo stato.
Mi ripete un sacco di volte che sono davvero un “nice guy“, e se non fosse che avevamo appena fatto sesso, avrei sentito riemergere gli echi di tutte quelle ragazze che nella mia adolescenza mi avevano friendzonato per mettersi con lo stronzo di turno. Se ci siete passati, sapete di cosa sto parlando, ma per fortuna per quanto mi riguarda è storia passata.
Ad ogni modo, dopo un’oretta, esce e si avvia a casa.

madeline tinder pickup line
Ancora una volta la strategia del “solitamente non farei così, ma se proprio devo…”

Un paio di settimane dopo mi trovo a Firenze per un concerto.
Qua vengo matchato con Madeline (sì, un’altra) e, vista l’esperienza positiva  con Anna di cui sopra, decido di giocarmela allo stesso modo, trovandomi in una situazione analoga.

E ancora una volta, mi va bene.
Se è vero che due indizi fanno una prova, sembra che questa storia del proporre inviti espliciti, facendoli sembrare una necessità di forza maggiore per combattere le cause avverse che si frappongono fra il nostro amore, funzioni.
Effettivamente, si tratta di un’ottima scusa per passare direttamente al sodo, alla parte divertente (sia per noi che per loro) senza però fare la figura dei maniaci.
E questo è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno quando vogliamo quagliare su Tinder senza perdere troppo tempo.

esperienza madeline
Madeline apprezza molto quando i nostri discorsi diventano espliciti…

Purtroppo qua i tempi sono davvero troppo stretti, lei sta per ripartire e non c’è il tempo materiale per organizzarsi, anche perchè io sono dall’altra parte della città.
Le penso tutte, ma alla fine, mio malgradissimo, desisto.
La saluto però con la sicurezza che con un pizzico di fortuna (e tempo) in più, ci sarebbe stato un lietofine.
Anche perchè sarà lei stessa, nonostante sia ormai andata in Francia, a cercarmi più volte nei giorni successivi per provocarmi e… farsi inviare l’ispirazione per le sue sessioni di divertimento solitario sotto la doccia. O almeno, questo è quello che mi ha detto, ma non ho particolari motivi per dubitarne.

Io e Maddie siamo tutt’ora in contatto su Instagram, ma dalla parte sbagliata dell’oceano 🙁

 11/12 – Resa dei conti e fuochi d’artificio

Il mio ultimo round su Tinder è senza dubbio il più produttivo.
Ormai avevo imparato come si approccia una ragazza in chat senza risultare noioso, come si mantiene una conversazione che la faccia divertire nonostante le decine di approcci dalla concorrenza, come le si chiede di uscire, come si passa dall’incontro al bacio al sesso… avevo fatto esperienza con ogni tipo di ragazza: da quelle più libertine a quelle alla ricerca del principe azzurro, e sapevo come riconoscerle per tempo in modo da impostare una strategia ad hoc.
Non che la mia strategia sia l’unica ne’ tantomeno per forza la migliore, ma di certo rispetto ai primi mesi avevo le idee estremamente più chiare, ed i risultati stavano premiando la mia ricerca. In questi ultimi due mesi avrei potuto mettere in campo tutto ciò che avevo imparato nella mia esperienza quasi annuale.

Federica Tinder Mentana
Chi ha detto che fervore politico e casual dating non possano andare d’accordo?

La prima ragazza con cui vengo matchato si chiama Federica.
Condividiamo la passione per Enrico Mentana, unico “mi piace” in comune su Facebook, ma è quanto basta per iniziare una conversazione abbastanza grottesca e nonsense, un po’ come piace a me.

Decidiamo molto presto che vogliamo vederci, rimane solo da scegliere il posto. Lei abita in un piccolissimo paesino ad una manciata di km da me… mi offro di andare a trovarla, e quando mi chiede come mi venga in mente di andare dalle sue (desolate) parti, rispondo con uno scherzoso: “per cavalleria“.
La cosa la diverte molto, e mi fa capire che si aspetta di tutto tranne che cavalleria e serietà.
Insomma alla fine optiamo per un apericena in un locale con terrazza panoramica vicino casa mia. Stanno finalmente arrivando le belle giornate e l’atmosfera è davvero ottima, così come la conversazione ed il livello di feeling generale. Non c’è mai un attimo di silenzio, ci prendiamo in giro, ridiamo, scherziamo, ci punzecchiamo… è una tipa tosta, di quelle che ti puoi divertire a prenderle simpaticamente in giro e loro iniziano a menarti.
A fine serata l’accompagno all’auto, lei fa per baciarmi sulle guance, ma decido di prenderla in contropiede, la sbatto contro la macchina e la bacio come si deve.
E’ un attimo, giusto il tempo di sentire le lingue che si incontrano, e poi la lascio lì, anche perchè sono un po’ di fretta ed ho un altro impegno… ma più che altro mi piaceva l’idea di lasciarla con un desiderio ed una voglia di baciarmi ancora tutta da sfogare.

Ci rivediamo un paio di giorni dopo, con lei che viene a casa mia. Ci facciamo una birra e un paio di canne (di quelle legali, tristissime), limoniamo e facciamo petting, anche se lei non ne vuole sapere di concedersi granchè… si lascia toccare salvo poi scappare, e non prende quasi mai l’iniziativa nei miei confronti, se non per brevi istanti seguiti da lei che prende, si alza e si allontana.

[continua….]
damla \ letizia lupi

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