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Dior Sauvage Elixir, la recensione: il miglior Sauvage di sempre?

Dior Sauvage Elixir è l’ultima novità, giunta sugli scaffali delle profumerie nel Settembre 2021, all’interno della fortunatissima saga Sauvage di Dior, e va ad aggiungersi alle versioni Eau de Toilette, Eau de Parfum e Parfum.

Forse lo avete già provato in profumeria, forse ha catturato la vostra attenzione per via del costo elevato, o forse siete fra i tantissimi fan dei predecessori che vogliono saperne di più sull’ultimo arrivato.
In qualsiasi caso, in questa recensione cercherò di chiarire i vostri dubbi.


Presentazione e packaging

La bottiglia di Dior Sauvage Elixir è perfettamente in linea con le altre della linea. Colori scuri in varie sfumature di blu che tendono al nero, linee semplici ma eleganti, ed il bel tappo magnetico con marchio Christian Dior che conferisce un’aria di prezioso.

Molto buono l’atomizzatore, con spruzzate sempre uguali e precise… un vero piacere da utilizzare!

Nel complesso si nota la cura per i dettagli di Dior, e si apprezza la volontà di creare un prodotto che anche dal punto di vista della presentazione dia l’impressione di una fragranza sì fedele al suo DNA originale, ma con quel tocco di eleganza in più (spoiler: sì, anche la fragranza poi è così).

Formulazione e fragranza: di cosa sa Dior Sauvage?

Poniamo che non abbiate mai sentito un Sauvage in vita vostra: come descrivervi l’odore del nuovo Sauvage Elixir?

Innanzitutto, dobbiamo parlare della buonissima nota di liquirizia in apertura, vero tratto distintivo di questa uscita. Si tratta di una liquirizia abbastanza realistica, chiaramente distinguibile, che dà un tocco quasi gourmand alla fragranza – quantomeno nei primi 10 minuti.
Non si tratta di un’apertura mono-nota, ossia si sente sin da subito che la liquirizia è accompagnata da “altro”… tuttavia, è solo quando il profumo inizia ad assestarsi che le altre note prendono il sopravvento, dando origine a quella che sarà poi la fragranza durante il drydown.
Un drydown dal sentore molto maschile, elegante e tendente al classico, ma con un tocco fresco e selvaggio – un tocco Sauvage, in pratica.

Questo effetto è ottenuto grazie alla base in lavanda e sandalo (vere protagoniste del drydown, ben distinguibili), su cui sono state poggiate diverse note speziate (cannella, cardamomo e noce moscata).
Ovviamente la liquirizia che avevamo sentito in apertura non sparisce: solo è un po’ più sopita, e si mischia ad ambra e patchouli per rafforzare la componente rotonda ed avvolgente (già anticipata dalla lavanda e dal legno di sandalo) che differenzia la versione Elixir dai 3 predecessori.
Nonostante questa componente avvolgente, non ne manca una di freschezza ribelle data dai continui echi del DNA originale, sempre presente sullo sfondo.

Originalità e paragoni con altre fragranze

Un altro dei problemi dei 3 Sauvage precedenti era la mancanza di originalità: ma non perchè i profumi fossero banali – non lo erano, anzi… ho sempre sostenuto che il primo Sauvage fosse un profumo parecchio ardito, difficile da trovare altrove – quanto perchè la loro stessa popolarità esponeva chiunque li indossasse al “rischio” di ricordare lo zio di qualcuno, il babbo, l’ex, il collega, l’amico, il pizzaiolo, il professore.
C’era un periodo intorno al 2018-2019 in cui era impossibile non sentire una qualche sfumatura di Dior Sauvage almeno una volta a settimana.

Questo rischio, con la versione Elixir, è molto minore, dato che si differenzia sufficientemente dai predecessori – molto più di quanto non lo abbiano fatto le versioni EdP e Parfum… il tutto pur senza tradire le sue origini.
I fan più accaniti dell’originale EdT (ma anche dell’EdP e del Parfum) saranno felici di sapere che il DNA che ha caratterizzato tutte e 3 le uscite sino ad ora è ancora ben presente e distinguibile: impossibile non accorgersi che Sauvage Elixir è figlio dei suoi predecessori.
Tuttavia, chi non apprezzava i precedenti Sauvage per l’eccessiva artificialità potrebbe trovare nell’Elixir una piacevole sorpresa, trattandosi di una fragranza più concreta e meno astratta.

La componente gourmand a base di liquirizia è molto originale: sono davvero pochi i profumi maschili a fare uso di questa nota. Peccato che nel drydown, pur non sparendo del tutto, diventi difficile da percepire nitidamente.

Il feeling generale di questo drydown è di seducente mascolinità vagamente classica, con un tocco fresco e selvaggio.
Mi ricorda un po’ Bleu de Chanel: un profumo chiaramente diverso ed impossibile da confondere con Sauvage Elixir, ma con la stessa vocazione casual-elegante di chi vuole sedure con uno stile classico, ma moderno.
D’altronde entrambi i profumi condividono le note di lavanda e sandalo, note cruciali in entrambe le formulazioni.
Tuttavia, mentre l’uomo che indossa Bleu de Chanel ha una camicia bianca perfettamente abbottonata, l’uomo Sauvage ha una camicia con le maniche arrotolate, mezza aperta, ed un capello ribelle.

Performance: scia e longevità

Che Sauvage sarebbe senza performance stratosferiche?
Un Sauvage che verrebbe immediatamente diseredato dai suoi genitori! … ma per fortuna, non è questo il caso.

Le performance di Sauvage Elixir sono esattamente quelle che ci potremmo aspettare da una fragranza della sua stirpe: proiezione portentosa anche a metri di distanza, e persistenza molto al di sopra della media.

Di quanto stiamo parlando? Facilmente una giornata intera sulla pelle, a prova di sudore e (talvolta) anche di doccia.
Sui vestiti può rimanere anche per settimane… insomma, inutile fare la conta dei giorni: rimarrà sui vostri tessuti sino a quando non finiranno in lavatrice.

Versatilità, stagionalità e contesto

Chi può indossare Dior Sauvage Elixir, ed in quali occasioni?

Elixir è un profumo abbastanza versatile: non come i precedenti EdT ed EdP, ma comunque sufficientemente polivalente da trovare impiego come signature scent.

La base avvolgente e la dolcezza della liquirizia, unite alle performance eccellenti, permettono ad Elixir di figurare bene nei mesi più freddi.
Il fattore “Sauvage”, ossia quella componente fresca, speziata e maschile che caratterizza tutti i profumi di questa linea, conferisce alla fragranza quella brillantezza, quella freschezza, quello sprint che la rendono quantomeno non-inappropriata anche durante i mesi caldi, volendo anche di giorno.

La componente sexy e seducente, insieme al carattere forte maschile e speziato, rendono l’Elixir un ottimo compagno serale e notturno per fare bella figura con donne e ragazze dai 18 a 45 anni, e ben si sposano a uomini nello stesso, ampio range di età.

L’eleganza classica della lavanda, poi, permette di non sfigurare anche in occasioni più formali.

Prezzo e dove acquistare

Il maggior svantaggio di Dior Sauvage Elixir è senz’altro il prezzo, molto alto per essere un profumo di designer. Il formato più piccolo, quello da 60ml, costa oltre 100€… cifre solitamente riservate alle fragranze di nicchia.
Tuttavia, questo può essere anche un vantaggio: con prezzi simili, difficilmente troverà una diffusione capillare come quella dei suoi predecessori, il tutto a vantaggio dell’esclusività: non rischieremo di uscire con una ragazza ed avere lo stesso profumo che usa suo papà!

Allora a questo punto la domanda è: la qualità del profumo giustifica il costo? Secondo me sì: spendere 100€ per una fragranza non è qualcosa che piace a tutti, ma se siete appassionati dell’argomento, Dior Sauvage Elixir ha una qualità tale per cui una spesa così può essere giustificata… insomma, non vi stanno rifilando un Nautica Voyage qualunque a prezzi esorbitanti in nome della mera esclusività!

Con performance al top, ingredienti di qualità ed un sentore nel complesso elaborato e ben rifinito, Dior Sauvage Elixir può essere considerato a tutti gli effetti un profumo a metà fra designer e nicchia: non rinuncia ad un certo appeal mass-pleasing (a contrario di quanto accade solitamente nella nicchia), ma mette comunque in campo molta qualità per cui una spesa del genere è senz’altro giustificata.

Dior Sauvage Elixir non viene venduto in tutte le profumerie e, come sempre accade per i profumi Dior, io consiglio di acquistarlo online presso le profumerie Douglas: questa catena, solitamente un po’ più costosa delle varie profumerie solo online tipo Notino, ha con Dior accordi e prezzi speciali che la rendono quasi sempre la più competitiva.
Al momento della scrittura di questo articolo, ad esempio, Sauvage Elixir si trova a 102€ su Douglas e 140€ su Notino… così, tanto per fare un paragone.

Conclusioni

Dior Sauvage Elixir è un’ottima fragranza, e di questo se ne sono accorti subito in casa Dior, al punto da spingersi ad uscire con prezzi al dettaglio mai visti prima in ambito di profumi di designer.

Quello del costo è probabilmente il maggiore deterrente all’acquisto di una fragranza altrimenti assai valida e capace di fare bella figura in una moltitudine di scenari.

Se non altro questo fattore sarà anche ciò che limiterà maggiormente la diffusione di Sauvage Elixir, rendendo molto meno probabile il rischio di indossare il “solito profumo che mettono tutti”.

Si tratta certamente di un profumo da provare con naso la prossima volta che entrerete in una profumeria, e a quel punto fare le vostre valutazioni: 120€ non sono pochi per una fragranza, ma la qualità c’è.

Se siete convinti che Dior Sauvage Elixir faccia per voi, questo il link per acquistarlo online.

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