Recensione Bumble: come funziona l’app di incontri “femminista”

Bumble è un’app di incontri ispirata a Tinder ma con un approccio, almeno secondo la fondatrice Whitney Wolfe, più femminista.
Si tratta d’altronde di un’app nata in seguito al contenzioso legale fra la stessa Whitney Wolfe e Tinder, di cui era co-fondatrice. Ragioni della causa? Molestie sul lavoro e discriminazione sessuale.

Con questi natali, Bumble non poteva non manifestare (quantomeno a parole) un forte impegno dal punto di vista dei diritti delle donne.
Nel corso di questa recensione andremo a vedere in cosa consista, all’atto pratico, questo impegno, e se abbia effettivamente dei riscontri positivi per le fanciulle di Bumble.

Per farlo nel migliore dei modi ho deciso di autosottopormi ad un esperimento sociale, diventando la cavia del mio stesso esperimento: ho utilizzato l’app per ben 12 mesi, chattando ed incontrando veramente le ragazze con cui ho avuto il piacere di fare match.
Questa recensione-avventura è il racconto di ciò che ho imparato da questa esperienza…


3 sfumature di App: Bumble Date, Bizz e BFF

Prima di passare al racconto vero e proprio dei miei 12 mesi su Bumble, vorrei parlarvi delle 3 sfumature di app di cui possiamo usufruire.

Bumble è infatti il “contenitore” entro il quale si trovano 3 app (più o meno) separate:

  • Bumble Date: la declinazione più conosciuta di Bumble. Quella di cui si parla in questo articolo, quella di cui probabilmente cercate recensioni, quella che connette fra loro persone interessate ad una relazione (duratura od occasionale che sia).
  • Bumble BFF: l’app per chi vuole semplici amicizie e conoscenze con persone dello stesso sesso che condividano gli stessi interessi. Bumble BFF è pensata principalmente per le ragazze, ed in particolare quelle che sono appena arrivate in una nuova città e non conoscono nessuno, o che vogliono allargare il loro giro; ma anche per chi sta cercando un’amica con cui andare a correre o compagne di viaggio, amicizie di penna, compagne di shopping, e così via…
  • Bumble Bizz: la versione stile LinkedIn di Bumble. O la versione stile Bumble di Linkedin, come vi piace di più. Anche questa è maggiormente declinata al femminile, e si propone come un modo per creare contatti di lavoro fra persone che possono unire le forze, collaborare insieme ed imparare l’una dall’altra.

Tutte e 3 le app sono accomunate da un funzionamento pressocchè identico, cambiano soltanto l’intento di chi si è iscritto e, di conseguenza, le aspettative di entrambi.

Come funziona Bumble Date

Se sapete cosa è Tinder e come funziona, non c’è molto da aggiungere in questo paragrafo.

Bumble infatti è la classica swiping app: si crea un profilo e si iniziano a scorrere i profili che l’app ci propone.
Sulla base di una manciata di foto e qualche riga di descrizione, dobbiamo dire se il profilo ci interessi o meno.
Se ci interessa, e noi a sua volta interessiamo a lui\lei, si avrà un match.

bumble kate
Kate era davvero carina… peccato non mi abbia mai scritto dopo aver ottenuto il match con lei.

Entrambe le parti verranno notificate dell’accaduto, e a questo punto la palla passa alle donne (da qui l’autodefinizione di “app femminista“): ciascuna ragazza avrà 24h di tempo per fare la prima mossa, ossia rompere il ghiaccio e scrivere al ragazzo.
In questo lasso di tempo, l’uomo non può far niente, a parte aspettare.

Se la donna non scrive alcunchè entro 24h, il match scompare e addio per sempre. Severo ma giusto.

Per aiutarci a conoscere (e farci conoscere) meglio ad un primo swipe, Bumble offre la possibilità di indicare i propri interessi, le proprie preferenze riguardo ad aspetti come la tipologia di relazione desiderata o il rapporto con l’alcol o la religione, nonchè di dare risposte aperte a domande tipo “il date perfetto è…” o “il segreto di una relazione che funziona è…”.
Un buon modo per parlare un po’ di se’ stessi soprattutto per coloro che faticano a scrivere una biografia dal nulla, nonchè un valido appiglio per iniziare una conversazione.
E sì, per tutti voi fanatici dell’altezza, non manca la sezione dove sfoggiare i propri cm: mai più appuntamenti al semi-buio con ragazze più alte (o ragazzi più bassi)!

Vi è inoltre il classico sistema di verifica dei profili tramite foto certificata, abbastanza affidabile sebbene poco utilizzato. In altre parole, un profilo verificato molto difficilmente sarà fake, ma se vi limitate ad interagire solo con i profili verificati, vi priverete del 90% dei possibili match.

Rispetto a Tinder, le differenze principali si riscontrano nelle funzionalità della chat: su Bumble è possibile inviare messaggi vocali e foto.

Bumble è gratis?

Fondamentalmente, sì.

E’ possibile scorrere profili e chattare senza sborsare un centesimo. Vi sono alcune feature riservate agli utenti paganti, ma le ritengo poco importanti.

Queste caratteristiche sono:

  • La possibilità di estendere oltre le 24h il periodo utile ad una ragazza per scrivervi.
    So che è bello aggrapparsi ad una speranza, ma se in un’app come Bumble una ragazza non ha fatto il primo passo in 24h, è davvero difficile che lo faccia in 48h.
  • La possibilità di riavere un match con quelli “scaduti”. I match scadono quando la ragazza scrive per la prima volta, ma il ragazzo non risponde entro 24 ore.
    Vale lo stesso discorso del punto precedente, con l’aggravante che in questo caso lo avete fatto scadere voi… se ci tenevate, potevate rispondere prima.
  • Inviare un super like, proprio come su Tinder.
    Hanno un costo spropositato (2€ ciascuno) e sinceramente sono più un segno di prostrazione che un’idea romantica.
  • Vedere le persone a cui piaciamo.
    Inutile, perchè le scopriremo comunque molto presto anche da utenti gratuiti. Quando scorriamo profili, infatti, coloro che ci hanno mostrato apprezzamento ci vengono proposti molto molto presto.. tipo se riceviamo 3 like, al 90% questi saranno fra i primi 15 profili che scorriamo.
    Sotto questo punto di vista, Bumble è molto onesto, e lascia che i profili che ci hanno dato il like ci compaiano relativamente presto (purchè nel range di km da noi impostato).

Alla luce di ciò, se state cercando un’app di incontri totalmente gratuita, Bumble è una delle scelte migliori. Solo Facebook Dating lo supera in termini di gratuità.

12 mesi su Bumble: la mia esperienza

Abbiamo visto la teoria; ora, però, è tempo di passare alla pratica: in che modo tutto ciò di cui abbiamo parlato si trasforma in match, conversazioni, incontri ed eventualmente relazioni?
C’è solo un modo per scoprirlo: scendere in campo!
Io l’ho fatto, e per ben 12 mesi… venite con me a ripercorrere questo lungo percorso, dai primi timidi approcci iniziali, ai fuochi d’artificio finali.

Mesi 1-3: primi passi

Pronti, partenza, via! Non vedo l’ora di scoprire questo nuovo mondo: installo l’app, completo il profilo, rispondo alle domande e faccio qualche swipe… Ho degli impegni e devo fermarmi, ma mezz’ora dopo la riapro e vengo avvertito che ho già ricevuto dei like… wow, ottimo!

Non mi viene detto da chi provengano questi like (serve pagare per questo), così inizio a scorrere normalmente. Dopo uno o due profili non particolarmente attraenti, ne arriva uno che mi piace, faccio swipe a destra e… immediatamente mi viene comunicato che ho ottenuto un match. Yay!
Ora la palla passa a lei: sono le ragazze a dover fare il primo passo, e hanno soltanto 24h di tempo… questo sì che è rilassante (per me)!
Per una volta non devo sforzarmi di pensare ad una frase di apertura originale, personalizzata, divertente e brillante… insomma, una pacchia!

Continuo a scorrere ed ottengo qualche altro match… nel frattempo, la prima ragazza, Mariam, mi scrive.
Hey“, il suo messaggio.

Sono deluso.
Hey“, mi ha scritto. Tutto qua?!
Dov’è la frase di apertura originale, personalizzata, divertente e brillante che già mi aspettavo, per una volta, di ricevere?
Con cosa dovrei rispondere ad un hey? Con un altro hey?
E poi? Lei mi ridice “hey” ed entriamo in un tunn(hey)l infinito?
Vabè, ci penso un po’.

Nel frattempo nel giro di qualche ora ottengo 12 match – tutti parecchio fuori dalla mia città.

Arriva il secondo approccio.
Viene da Lovely, che si spreca: “Ehy ma ciao“.

Non faccio in tempo a pensare ad una risposta adeguata, che vengo travolto dall’entusiasmo di Giuls e dei suoi sterminati punti esclamativi!!!
… peccato solo che l’originalità non mi travolga allo stesso modo.

giuls bumble
L’entusiasmo di Giuls è palpabile. L’originalità un po’ meno…

Comincio a nutrire qualche dubbio sulla filosofia “femminista” di Bumble. Il senso era che quest’app avrebbe dovuto permettere ad una donna di sentirsi potente e sicura di se’ anche sul piano sentimentale, così che potesse intavolare una conversazione e dirigerla come preferisse con quella che gli inglesi chiamano self-confidence, fiducia in se stessi.

Il fatto è che, iniziando così una conversazione, non stai intavolando un discorso o prendendo le redini della situazione, ma stai solo passando a me la palla.
Ancora una volta, questa benedetta frase d’apertura originale, personalizzata, divertente e brillante (croce e delizia di qualsiasi ragazzo che abbia usato un sito di incontri) tocca a me pensarla. All’uomo. La pacchia è già finita.

Lo trovo un po’ ingiusto: su Tinder, ad esempio, io mi sforzo sempre di dare il meglio nelle mie frasi d’apertura, ma i miei colleghi maschi più pigri vengono etichettati come noiosi e banali se iniziano una chat scrivendo “hey ciao come va?“.
Ora, a parti invertite, qua su Bumble non noto grandi differenze.

Vabè, non voglio saltare a conclusioni affrettate: magari per loro è normale e giusto iniziare così, a prescindere dal sesso dello scrivente, e a breve prenderanno in mano la situazione…. Così, rispondo a Mariam, restituendole la palla, l’onere e l’onore di portare avanti il gioco: “Hi Mariam 🙂 “.
Mi chiede “come va?“.
Ancora una volta, le restituisco pan per focaccia: “bene, e tu?“.

La chat con Mariam non è stata propriamente un successo, ma ci siamo comunque scambiati un contatto sui social

Alla fine piano piano la conversazione prende un po’ piede: vedo che si impegna e decido di collaborare.
Certo, non è mai una chat stimolante, ma andiamo avanti a parlare per una decina di minuti.
Ci aggiungiamo su Instagram per rimanere in contatto.
Non penso che accadrà, dato che viviamo a tipo 3 ore di auto di distanza e non abbiamo avuto una connessione tale da giustificare un viaggio del genere per un incontro conoscitivo, ma di questo non ha colpa nessuno.
[Edit 12 mesi dopo: infatti, io e Mariam non ci siamo mai più risentiti]

 

Arriva poi Samin: “Funny or scary movies?” la sua frase d’apertura.
Ok, non particolarmente originale o minimamente personalizzato su di me, ma almeno rompe il ghiaccio in una maniera leggermente diversa. Mi fa una domanda, e rende possibile avviare un discorso su qualcosa.
Ok, lo ammetto, una parte di me vorrebbe lamentarsi del palese copiaincolla, mettendo in atto un’altra sorta di vendetta filosofico-esistenziale: “ah, scrivi a tutti così scommetto, eh?“.
…. tuttavia decido di apprezzare lo sforzo, smetto di tirarmela ed inizio a parlarci normalmente.
Anche perchè, lo ammetto, quella foto in reggiseno e l’altra con quel vestito da paura mi fanno un certo effetto.

 

Come con Mariam, non si instaura chissà quale connessione, e la distanza fra di noi fa il resto per rendere un incontro quasi impossibile.
[Edit 12 mesi dopo: infatti non ci siamo mai incontrati]

Mi scrive poi Tessa, che apre così: “I was more a Simba girl“.
Il riferimento è alla mia risposta alla domanda del profilo “chi era il tuo idolo da piccolo?“, alla quale avevo risposto con un convinto “Pikachu!
Non male il suo approccio: ironia, originalità e personalizzazione!
Un po’ cortino, ma come voto le do un 8-. Anzi, facciamo 8+ per incoraggiamento.
Sto al gioco, le rispondo scherzando che sono molto deluso “perchè Pikachu chiaramente batte Simba” e quindi ero molto deluso, così come ero molto deluso per aver letto che il suo piatto preferito fosse… il chili con carne, senza carne… insomma, peggio della carbonara vegetariana.
Dopo 5 minuti mi risponde e mi dà del narrow-minded (persona chiusa di mente). Non coglie molto bene la mia ironia e lo (non) fa in maniera anche parecchio saccente.
Eccellente! Tempo 3 messaggi già ci stiamo praticamente insultando.
Non le rispondo e lascio cadere il match nel dimenticatoio: d’altronde se una persona non riesce a cogliere questo genere di ironia, con me può solo andare a finire male.

Il tempo scorre, e le ragazze hanno solo 24h di tempo per fare la prima mossa, poi il match sparisce.
Sino ad ora, 4 mi hanno scritto e 8 no.
Dopo il boom delle prime due ore, non ricevo più alcuna compatibilità – calma piatta.
A parte per l’approccio di Ilaria, che mi rivela: “Ciao“.

Devo fare qualcosa per sbloccare la situazione… un momento! A questo punto, mi viene un dubbio. Sarà mica che sono io il tonto che si impegna a scrivere messaggi originali, quando la cosa giusta da fare è scambiarsi infiniti “hey“, “buongiorno“, “come va” e compagnia bella?

C’è solo un modo per scoprirlo: testerò le aperture che ho ricevuto su Bumble utilizzandole per iniziare una conversazione con i miei match su Tinder!
Tutte le grandi frasi da rimorchio che mi hanno insegnato i miei Bumblecontatti ora le userò con i prossimi 4 match a caso su Tinder, e continuerò a condurre la conversazione così come mi è stato insegnato dalle bumblettine.
In pratica, farò parlare i miei match su Tinder con i miei match su Bumble, rispondendo a ciascuno ciò che risponde l’altro.

Inizio riciclando le aperture di Ilaria e Mariam – ossia “ciao” e “hey” – con Veronika ed Eleonora…

Beh, sono ancora in attesa di una risposta. E siamo nel 2021.

La domanda di Samin mi regala sentimenti contrastanti: ottengo una risposta, ma la conversazione stalla velocemente, come si può osservare nella laconica la risposta di Umbertina (nome di fantasia).

Fortunatamente però trovo su Tinder una ragazza di nome Georgia che mi dà ottime indicazioni su come comportarmi con Lovely.
Già, ricordate Lovely? Ancora non avevo risposto al suo “ehy ciao“, così quando ho usato la stessa apertura con Georgia, e questa mi ha risposto, ho saputo come andare avanti con Lovely.
Nell’immagine sottostante, a sinistra la mia chat con Lovely, a destra quella con la fanciulla dal nome americano.

Risponderò a Lovely un ultimo, laconico “ok“, ed entrambe le conversazioni si pianteranno per il resto dei giorni a venire.

Passano 24h. Ricapitolando: ho avuto 12 match, tutti molto lontani (ad occhio e croce nel raggio di 100-200km), soltanto 5 mi hanno scritto, gli altri sono “scaduti”.
Di queste 5 ragazze, con una ci siamo aggiunti su Instagram, dove siamo in fase di stallo.
Con un’altra sto ancora parlando, ma vive lontano.
Le altre 3 conversazioni sono letteralmente naufragate nel giro di 1 (Ilaria), 3 (Tessa) e 4 (Lovely) messaggi.

Provo a cambiare qualche cosa nel profilo (ad esempio tolgo la risposta alla domanda “cosa cerco”), ma niente.
Allora provo a localizzarmi in un’altra grande città italiana dall’altra parte del paese… così, giusto per curiosità.
Ecco che qualche match comincia a tornare… non come nelle primissime due ore, ma qualcosa si smuove.

Anastasia mi chiede se sappia anche insegnare a nuotare (c’è una foto di me mentre nuoto). Bene così, le rispondo volentieri in tempo reale e le parlo brevemente della mia passione.
Non si fa più viva.

Chi si fa viva invece è Sofia. Un “buonasera” con tanto di faccina che ride come apertura, qualche convenevole, e poi punta tutto su un approccio classico: mi chiede dei miei hobby.
Penso che se 50 persone al mese facessero così, mi annoierei a morte e smetterei di rispondere. In questo caso però, è un po’ una novità, apprezzo l’interesse che ha mostrato per me e la conversazione può iniziare.

Nessuno dei match in questione si è evoluto in qualcosa di significativo.
Un po’ (soprattutto) per la distanza, un po’ perchè sono state alcune delle conversazioni online più noiose della mia vita.

Mesi 4-7: un pendolo che oscilla fra noia e monotonia

La noia mi pervade. Di match brillanti e memorabili neanche col lanternino.
Metto da parte il sogno di essere rimorchiato, sedotto e corteggiato (ossia, di ricevere una frase di apertura originale e divertente), e decido di adottare un approccio più in stile Tinder, in cui prendo sin da subito le redini del discorso.

Non cambia molto, complice anche la scarsità di profili nella mia zona. La maggior parte dei match li ho fra i 100 ed i 150km, cosa che rende assai complicato un incontro, anche in quei rari casi in cui ci sia un po’ più di interesse e feeling.

Ogni tanto mi sposto per lavoro o svago, ma spesso e volentieri con tempismi sfortunati per incontrate suddetti match.

Risultati degni di nota non ve ne sono, complice anche il fatto che inizio a dedicare all’app davvero pochissimo tempo… va bene la dedizione giornalistica a questo blog, ma era tutto davvero desolante.

Scoraggiato, cancello l’app e metto in freeze questo esperimento sociale.

Mesi 8-10: ritorno col botto!

Passano quasi 2 anni, c’è un lockdown da Covid-19 nel mezzo, poi un altro ancora, e alla fine, nell’autunno 2021, decido di vedere se qualcosa sia cambiato. Reinstallo l’app ed allaccio le cinture.

La prima cosa che noto è che ci sono parecchi più profili, anche nella mia zona. Un numero ancora non paragonabile a Tinder, ma comunque c’è più scelta.

Una cosa che non è cambiata per niente, indovinate un po’, è la fantasia nelle frasi d’apertura che ricevo… o la mia acidità nel rispondere ad eccessi di banalità quando mi sveglio male.

Janki ad esempio scrive nella sua bio che “nessun bel faccino può battere una buona conversazione“.
Poi la sua conversazione inizia con hey.
Impossibile non farle il verso:

C’è poi Anna, che matcho su Bumble e poco dopo mi compare anche su Tinder. Non le do il like qua, ma ne approfitto per fare uno screen della sua bio in cui si lamenta degli approcci che riceve, a suo dire non abbastanza creativi…

Così, quando mi scrive su Bumble, vedo di testare come se la cava a stare dall’altra parte:

Non siamo più andati avanti da qui.

Compare poi Ilaria, che sfrutta una nuova feature dell’app che non c’era ai tempi della mia prima esperienza: le domande rompighiaccio.

Scrive una domanda e si dà una risposta, che rimane nascosta fino a che anche io non avrò dato la mia risposta.

La butto sul goliardico, giusto per farsi due risate… ovviamente non mi aspettavo chissà quali sbocchi con questa risposta, e infatti così è stato.

Mi stavo già per rassegnare, nonostante la maggiore basi di utenti riscontrata, ad altri due mesi di noia mortale… ed il match con Federica non sembra essere quello in grado di farmi cambiare idea:

Scopro addirittura che nel frattempo Bumble ha aggiunto una funzione che permette alle ragazze di aprire una conversazione mandando… una gif a caso. Una gif. A caso.

Effettivamente avevo notato come ultimamente stessi ricevendo, in proporzione, un sacco di gif rispetto ai soliti “hey“… ecco, mistero svelato.

Bumble aveva aggiunto il bottone “Invia gif a caso“, cosìcchè una ragazza non dovesse neanche pensare a scrivere hey o ciao o a scegliere una gif prima di passare la palla a noi maschietti.

Mi dà fastidio l’ipocrisia di fondo di un’app con la vocazione di far prendere alle donne il controllo, salvo poi servir loro la minestra pronta. Minestra che riporta tutto ai classici schemi maschiocentrici in cui l’uomo va a caccia della preda, eventuale premio per un’eventuale caccia ben studiata.

Tuttavia questa non è colpa di Federica, di cui se non altro apprezzo la capacità di scrivere più di 10 parole di fila per iniziare una conversazione. Conversazione che inizia e prosegue bene, dato che apprezzo la schiettezza di Federica e la sua briosità.

Vive in Lombardia, ma si trova dalle mie parti per il weekend: ha l’abitudine di viaggiare – da sola – ogni weekend in una diversa città d’Italia.
Una bellissima abitudine che approvo in pieno: mi piace il suo stile di vita.

Dato che rimane poco tempo dalle mie parti, non ne abbiamo da perdere: ci spostiamo velocemente su Instagram ed organizziamo per vederci la sera successiva, prima che parta.

Sono emozionato.

Ragazzi, a meno di sorprese, questo sarà il mio primo incontro reale su Bumble!
Non sembra intenzionata a dar buca, mi chiedo quindi a quale altra fregatura andrò incontro… mi immagino un classico, tipo lei dal vivo completamente diversa dalle foto.

Mi presento all’appuntamento con un po’ di tensione… sono qualche minuto in ritardo, lei è già al bar che mi aspetta, e… WOW!
Effettivamente, è vero: non è come in foto… dal vivo, è anche più carina! Forse per la prima volta nella storia, rimango sorpreso in positivo da un primo appuntamento scaturito da un’app di incontri.

Sia chiaro, non è una strafiga. Solo che dalle foto mi aspettavo un 6, e invece è un bel 7!
Se non fosse stato che volevo troppo avere un incontro su Bumble (per una questione “di principio”), forse non le avrei neanche lasciato il like, stando alle foto.
Ma vedendola dal vivo, sono proprio contento di essere lì.
E dopo i primi minuti di conversazione, questa opinione non fa che rinforzarsi: mi trovo molto bene, è simpatica, alla mano, genuina.

Ok, forse ha una passione un po’ esagerata per i siti di incontri: ha sia un account Tinder che Bumble, mi racconta di come abbia centinaia di match, che ogni volta che fa un weekend fuori porta esca con 1-2 ragazzi (che sceglie fra le decine con cui matcha e parla), e che i primi tempi usciva anche con 10 ragazzi a settimana… incontri conoscitivi, sia chiaro, senza necessariamente coinvolgimento emotivo o “lietofine” di alcun genere.
Anzi, “a me piace trovarmi davvero bene con una persona ed una sola, e poi dedicarmi solo a lui“, mi dice.
Però, finchè non trova quella persona, non si fa troppi problemi a godersi la sua libertà.

Dopo un paio di drink andiamo a casa mia. Mi dice che non sono i “giorni del mese più fortunati” per il nostro incontro.
Sembra molto presa da me, ed in gran conflitto con se stessa.
Si lascia un po’ andare, ma non quanto mi (anzi, ci) sarebbe piaciuto. Non si fa avvicinare oltre un certo livello, ma non si fa problemi ad avvicinarsi a me… insomma, avete capito che intendo, no?

Non sarà stata la nottata più completa della mia vita, ma di certo è stata una notte divertente per entrambi.

Non abbiamo più parlato da allora, ma sicuramente ci siamo lasciati un bel ricordo, e magari le riscriverò se passerò dalle sue parti.

Mesi 10-12: fuochi d’artificio per il gran finale!

Avevo fatto il gol della bandiera ed avevo ripreso un po’ di fiducia in Bumble: non ero ancora granchè soddisfatto della mia esperienza, ma avevo la motivazione necessaria per impegnarmi a fondo negli ultimi 2 mesi… complice anche un periodo ricco di trasferte per svago e lavoro in diverse città d’Italia.
Come avrete capito, le app di incontri danno il loro meglio quando si ha modo di “pescare” all’interno di più città, magari anche belle grandi.
C’erano tutte le carte in regola per tentare un gran finale.

Ottengo molti match, parecchie conversazioni, e diverse di queste sfociano in contatti su Instagram e Whatsapp.
C’è ad esempio Federica: bellissima, simpatica, ironica, a circa 40 minuti di auto da me.
Mi piace molto ed ho enormi aspettative, probabilmente ben ricambiate… finchè non ci accorgiamo che siamo molto diversi su un aspetto fondamentale: l’attitudine alle relazioni. Lei, amante delle “cose serie” e super impegnate. Io, incapace a portare avanti una storia vera e propria.
Ri-matcho con Jess, una bella biondina che avevo già matchato 2 anni prima, all’inizio della mia esperienza su Bumble, salvo poi vederla sparire all’improvviso. Si scusa e mi chiede di uscire, ma io ormai vivo in un’altra città.

Ad ogni modo, c’è molta attività nel mio account rispetto ai primi mesi, e svariate situazioni sembrano promettenti.
Il fatto di viaggiare però è un’arma a doppio taglio: se da un lato ti apre molteplici strade, dall’altro rende più complicato un incontro.
La componente di fortuna diviene fondamentale, e fra messaggi letti tardi, imprevisti, maltempo, impegni precedenti, difficoltà coi treni, eventi annullati, esami, scioperi, terremoti, ladri in casa, gatti in ospedale e fottute cavallette d’Egitto (!!) è facile perdere l’attimo di un weekend e veder svanire settimane di ottime conversazioni.

Un esempio eclatante è quello con Anika, una bellissima ragazza tedesca in vacanza in Liguria proprio durante un weekend in cui anche io mi trovavo da quelle parti.

Apre la conversazione in maniera non eccessivamente originale, ma neanche troppo noiosa. Rispondo allo stesso modo, e subito prende in mano la situazione dicendo che si tratterrà solo il weekend, e che ci potremmo vedere per una birra la sera stessa se sono in giro:

Anika prende in mano la situazione sin da subito… che non mi si dica che le ragazze che sanno prendere iniziativa non sono le migliori! <3

Bene ragazza!
Questa è esattamente la tipica conversazione che mi sarei aspettato di avere in un’app femminista, dove si ribalta il concetto di maschio-cacciatore e si dà la possibilità ad entrambi i sessi di condurre il gioco.
C’ho messo 12 mesi, ma finalmente Anika mi sta dando ciò per cui sono venuto!

Neanche a dirlo, le dico di sì con entusiasmo, anche se i miei programmi per la serata erano già strapieni ed incasinati. Pienissimi proprio. Ed incasinatissimi. Troppo incasinati.
Al punto che un paio d’ore dopo mi vedo costretto ad alzare bandiera bianca, e dirle che non sarei riuscito a raggiungerla.

Il mio cuore è spezzato. Oltre ad essere davvero bella, è anche una ragazza di cui ho molto apprezzato la personalità e l’intraprendenza, e ci tenevo assai a conoscerla. Purtroppo, quella era l’unica sera, dato che l’indomani sarebbe partita per Napoli.

Le dico che ho un amico che mi aveva invitato a Napoli proprio in quei giorni, e che magari ci saremmo potuti rocambolescamente ritrovare là.
Era vero, ma avevo una settimana complicata ed in cuor mio non pensavo sarei davvero riuscito a scendere a Napoli, al punto che non le ho più riscritto.
Mi ha riscritto lei, però, qualche giorno dopo; inviandomi con l’occasione anche una simpatica foto che mi ha fatto in primis ringraziare  Bumble per aver implementato l’invio di immagini in chat, e poi odiare me stesso per non essere effettivamente sceso.

Anika stava proprio giocando bene le sue carte, con una sensualità quasi ingenua, senza mai scadere nel volgare o scontato.
Le chiedo quanto rimane ancora a Napoli, per capire se sarei davvero potuto scendere.
“Solo 2 giorni” mi risponde tristemente “e poi risalgo a Ravenna”.

Whaaaaat??!
Momento, momento, momento… Quella che sembrava una brutta notizia, ossia la sua ancor breve permanenza a Napoli prima di rientrare in Germania, in realtà era una notizia meravigliosa. Perchè neanche a farlo apposta, io in quei giorni sarei stato a Ravenna. Con certezza assoluta, avevo già tutto prenotato!
Non mi sarei mai immaginato che dopo aver attraversato l’Italia da Nord a Sud, sarebbe tornata da Sud a Nord! E invece… eccoci qua.
L’universo aveva palesemente deciso che approvava il nostro match, e che voleva farci incontrare.

Ci sarebbe molto da dire su come andò quella sera: su come quasi stavamo per non incontrarci perchè non volevo rischiare di complicare una bellissima serata organizzata da tempo con una semi-sconosciuta con cui non sapevo come mi ci sarei trovato; su come abbiamo parlato in maniera così naturale e schietta della questione; su come appena ci siamo visti ogni preoccupazione sia svanita in un istante; su come si andata la serata prima che la baciassi, e ovviamente su come sia andata tutta la notte.
Per quanto si tratti di una storia appassionante, va decisamente al di fuori dell’argomento di questo articolo.
Ci salutammo la mattina seguente, sul presto, un po’ scossi dall’incredibilità di tutta quella storia, e ancora confusi dal sonno.
Mi guardò come se quella notte fosse bastata a garantirle qualche giornata di nostalgia nei giorni a seguire, e chissà, forse ci rivedremo se mai torneremo ad essere nello stesso Stato…

Dopo questa avventura rocambolesca, coadiuvata dall’Universo che per una volta aveva deciso di darmi una mano piuttosto che remarmi contro, mi rendo conto che avevo raggiunto il top. L’apice della mia personale parabola con Bumble.
Non avrei potuto organizzare un’uscita migliore, o vivere una storia più entusiasmante da raccontare, di quella che avevo costruito con Anika.
Sì, certo, avrei potuto star dietro a Bumble altri 3, 7, 15, 28 mesi, rimetterci ore ed ore del mio tempo, rimediare frustrazioni a palate, qualche scopata, un sacco di chat più o meno entusiasmante.
Ma perchè mai?
Ho sentito di aver realizzato il massimo potenziale dell’app, e che da qui si può solo scendere.

Mancano ancora un po’ di giorni al termine dei miei 12 mesi, ma decido di chiuderla qui.
Prendo gli ultimi screenshot per scrivere questo articolo, disinstallo l’app, cancello il profilo. Capisco che ho tutto ciò che mi serve per raccontare la mia esperienza, e sento di aver portato a termine la mia missione. Da vincitore.

I giorni che mancano per completare i 12 mesi scorrono nella più totale calma: niente chat, niente incontri, al più qualcuna che mi commenta qualche storia su instagram.

La mia esperienza su Bumble finisce così.

Conclusioni ed opinioni

Alla fine di tutto questo papiro vi starete chiedendo: vale la pena iscriversi su Bumble?
Ed il mio consiglio è: dipende!

Sicuramente Bumble vi permette di fare incontri interessanti e conoscere persone che altrimenti non avreste mai neanche incrociato.
Ma vale il tempo che richiede per stargli dietro? Forse no…

Dato che Bumble si ispira fortemente a Tinder, il paragone è d’obbligo. E secondo me, Tinder, vince a mani basse.
E’ vero che nelle prime 2-3 ore su Bumble ho avuto 12 match, ma a giudicare dalle città di tali match, questi erano stati ottenuti impostando dall’app un raggio di circa 200km (all’epoca gli utenti non potevano specificare la distanza di ricerca). Una follia.

Basandomi sulla mia esperienza su Tinder, se in quest’ultimo il mio profilo fosse comparso all’interno di un raggio così elevato, avrei potuto ottenere qualcosa come 150 like nello stesso intervallo di tempo.
Ok, all’atto pratico questo su Tinder non è possibile, perchè di fatto la maggior parte delle persone imposta un raggio di circa 50km, ragion per cui non comparirete mai nei loro radar… ma questo non cambia la sostanza.

Insomma, se vi interessa avere tanti match lontanissimi da voi nel più breve tempo possibile, Bumble funziona che è una meraviglia. Forse anche leggermente meglio di Tinder.
Su una scala di utilità da 1 a 10 però, una cosa del genere si trova più vicino allo 0 che al 10, a meno che non viviate in camper.

La quantità di utenti su Bumble è sicuramente minore, quantomeno in Italia, e come ho detto più volte, il numero di persone dell’altro sesso è il fattore #1 quando si tratta di scegliere un’app di dating.

Che dire invece della qualità degli utenti?
In linea del tutto teorica, le ragazze di Bumble dovrebbero essere più sicure di loro stesse e più emancipate.
I ragazzi, più rispettosi e meno maschilisti.
All’atto pratico, non credo ci sia una differenza statisticamente significativa con Tinder. Sì, io ho trovato delle ragazze emancipate fantastiche (ad esempio Federica o Anika) così come loro avranno trovato dei ragazzi carini ed educati che non abbiano messo in mostra alcune delle tipiche cafonate che si vedono su Tinder.
Questo però non vuol dire che siano tutti così, ne’ su Bumble ne’ su Tinder.

Dal punto di vista delle funzionalità Bumble vince: la chat è più carina, funziona meglio, c’è un velocissimo sistema di verifica dei profili per ridurre i fake, e gli utenti paganti non sono eccessivamente avvantaggiati.
Però ci fate poco con una chat carina ed un’app funzionale se non avete match.

Creare un profilo su Bumble porta via pochissimi minuti. Se abitate in una grande città, un paio di contatti ce li potreste anche tirare fuori.
Se siete uomini, avrete anche il piacere di scoprire cosa si prova ad essere rimorchiati.
Se siete donne, avrete il piacere\dispiacere di dover pensare a qualche modo originale di rompere il ghiaccio.

Non riponete troppe speranze su ciò che otterrete nell’app: le opinioni positive che si sentono a riguardo, solitamente, provengono da oltreoceano piuttosto che dall’Italia, dove Bumble conosce tutto un altro tipo di diffusione.
Ad ogni modo, se l’ambiente di Tinder vi ha stufati, o se avete molto tempo libero rapportato alla voglia che avete di fare incontri, allora vale la pena fare un tentativo anche da queste parti.

Vorrei infine spendere due parole sulla questione “emancipazione, frasi d’apertura, femminismo, etc…“.

Una ragazza che usa Tinder dovrebbe iscriversi a Bumble per imparare ad apprezzare il tempo che un ragazzo impiega per scrivere qualcosa di originale solo per lei.
Un ragazzo che usa Tinder dovrebbe iscriversi a Bumble per imparare a riconoscere quanto noiosi siano certi modi di iniziare una conversazione.

La banalità è noiosa, e l’originalità è difficile.

Pensare che ci siano ragazze che su Tinder si lamentano della banalità dei ragazzi, e poi magari neanche rispondono ad una bella apertura personalizzata, anche dopo aver provato in prima persona la difficoltà del mettere insieme 10 parole su Bumble… beh, è davvero deludente (per usare un eufemismo).

Bumble si autodefinisce come la versione “femminista” di Tinder poichè mette il controllo nelle mani delle donne, ma di femminista non c’è niente. Si tratta di una grande cavolata, o marketing che dir si voglia.
Premesso infatti che le donne hanno il pieno controllo delle persone con cui parlano anche su Tinder o Happn e tutte le altre di questo filone (basta non dare il like e nessuno ti contatta), nella stragrande maggioranza dei casi questo controllo si tramuta semplicemente nello scrivere “ciao” e passare la palla all’uomo, unico vero protagonista di questa meravigliosa “caccia alla preda fuggente” altrimenti nota come seduzione.

Addirittura hanno dovuto inserire un bottone per mandare una GIF a caso perchè persino un ciao era troppo difficile da scrivere. Il bottone! Per la GIF a caso! Per non sprecare tempo a scrivere ciao!
Se non è trolling questo…

In qualche occasione potreste ricevere qualche apertura un po’ più stimolante, ma se voi uomini vi aspettate di essere corteggiati e credete di non dover essere il motore della conversazione nel 99% dei casi, vi sbagliate di grosso.
Poi per carità, ammetto che, abituato a scrivere sempre per primo, è divertente per una volta sedersi ed aspettare di vedere se la ragazza di turno se ne uscirà con qualcosa di stimolante e divertente… ma non succede quasi mai.

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Maurizio
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Maurizio

Ciao, ti lancio una sfida interessante. Perché non provi le tre dating app cinesi più importanti
TanTan, Momo e WeChat (sembra assurdo ma lo è). Se hai problemi con il cinese, non esitare a contattarmi

Nicolò
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Nicolò

Non riesco ad accedere all’articolo su Facebook Dating.
E’ normale? 🙂

Cantureo
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Cantureo

Una curiosità su Tinder. Ho fatto un abbonamento Gold per sei mesi, ma sto pensando di disdirlo visti i risultati non esaltanti per cancellare il mio account e ricominciare daccapo con il rating. Se lo facessi potrei avere un rimborso per i mesi che non l’ho utilizzato?