Come funziona Bumble? Recensione & prova pratica

Bumble è un’app di incontri relativamente recente ispirata a Tinder.

La sua caratteristica principale è un approccio “femminista” (parole loro) al dating online, e a breve vedremo in cosa esso consista e se abbia qualche riscontro pratico.

Nata nel 2014, ha avuto un discreto successo ed una rapida impennata nel numero di utenti, sebbene in Italia sia ancora molto poco conosciuta.

Andiamola ad analizzare!


3 sfumature di App: Bumble Date, Bizz e BFF

Bumble è il “contenitore” entro il quale si trovano 3 prodotti (più o meno) separati:

  • Bumble Date: la declinazione più conosciuta di Bumble. Quella di cui si parla in questo articolo, quella di cui probabilmente cercate recensioni, quella che connette fra loro persone interessate ad una relazione (duratura od occasionale che sia).
  • Bumble BFF: la versione per chi vuole semplici amicizie e conoscenze con persone dello stesso sesso che condividano gli stessi interessi. Bumble BFF è pensata principalmente per le ragazze, ed in particolare quelle che sono appena arrivate in una nuova città e non conoscono nessuno, o che vogliono allargare il loro giro; ma anche per chi sta cercando un’amica con cui andare a correre o compagne di viaggio, amicizie di penna, compagne di shopping, e così via…
  • Bumble Bizz: la versione stile LinkedIn di Bumble. O la versione stile Bumble di Linkedin, come vi piace di più. Anche questa è maggiormente declinata al femminile, e si propone come un modo per creare contatti di lavoro fra persone che possono unire le forze, collaborare insieme ed imparare l’uno dall’altra.

Tutti e 3 sono accomunati da un funzionamento pressocchè identico, cambiano soltanto l’intento di chi si è iscritto e, di conseguenza, le aspettative di entrambi.

Come funziona Bumble Date

Se sapete cosa è Tinder e come funziona, non c’è molto da dire in questo paragrafo.

Bumble infatti è la classica swiping app: si crea un profilo e si iniziano a scorrere i profili che l’app ci propone.
Sulla base di una manciata di foto e qualche riga di descrizione, dobbiamo dire se il profilo ci interessi o meno.
Se ci interessa, e noi a sua volta interessiamo a lui\lei, si avrà un match.
Entrambe le parti verranno notificate dell’accaduto, e a questo punto la palla passa alle donne (da qui l’autodefinizione di “app femminista“): ciascuna ragazza avrà 24h di tempo per fare la prima mossa, ossia rompere il ghiaccio e scrivere al ragazzo.
In questo lasso di tempo, l’uomo non può far niente, a parte aspettare.
Se la donna non scrive alcunchè entro 24h, il match scompare e addio per sempre. Severo ma giusto.

Rispetto a Tinder, Bumble ha altre tre importanti caratteristiche differenti:

  • Non è possibile impostare un raggio di ricerca.
    Volete vedere solo ragazze a 10km da voi? Impossibile: sarà l’app a decidere quanti km sono troppi e quanti sono giusti.
    E lo decide in base ai profili in zona… se abitate in una zona poco popolata, vi mostrerà profili in un raggio ampissimo (fino anche a 250km) pur di non lasciarvi a secco dopo una decina di swipe.
  • Vi sono domande aggiuntive a cui rispondere opzionalmente per arricchire il profilo. 
    C’è la classica “in cerca di” per palesare le proprie intenzioni di rimorchio selvaggio o relazione seria.
    Le immancabili domande su altezza e peso.
    Quelle più controverse su religione e politica.
    E ci sono poi le domande rompighiaccio: domande a risposta aperta che l’altro\a può utilizzare come appiglio per una conversazione.
  • Vi è un sistema di verifica dei profili che rimuove gran parte dei fake (Tinder, perchè non l’hai ancora messo in piedi anche tu un sistema del genere?)

Bumble è gratis?

Fondamentalmente, sì.

E’ possibile scorrere profili e chattare senza sborsare un centesimo. Vi sono alcune feature riservate agli utenti paganti, ma le ritengo poco importanti.

Queste caratteristiche sono:

  • La possibilità di estendere oltre le 24h il periodo utile ad una ragazza per scrivervi.
    So che è bello aggrapparsi ad una speranza, ma se in un’app come Bumble una ragazza non ha fatto il primo passo in 24h, è davvero difficile che lo faccia in 48h.
  • La possibilità di riavere un match con quelli “scaduti”.
    Stesso discorso del punto precedente.
  • Inviare un super like, proprio come su Tinder.
    Hanno un costo spropositato (2€ ciascuno) e sinceramente sono più un segno di prostrazione che una cosina romantica.
  • Vedere le persone a cui piaciamo.
    Inutile, perchè le scopriremo comunque molto presto anche da utenti gratuiti. Quando scorriamo profili, infatti, coloro che ci hanno mostrato apprezzamento ci vengono proposti molto molto presto.. tipo se riceviamo 10 like, al 90% questi saranno fra i primi 15 profili che scorriamo. Un po’ com’era Tinder prima che arrivasse il Gold (ora invece una ragazza a cui interessiamo potrebbe comparirci davanti anche soltanto dopo 50 swipe).
    Ottenere dei match dai like ricevuti è dunque molto facile e veloce, e se ci aggiungiamo il fatto che conosciamo il numero esatto di like ricevuti e che possiamo vederne la miniatura sfocata della foto profilo (è comunque nitida quanto basta per riconoscere i profili quando ci vengono mostrati)… ecco che, almeno per ora, la versione a pagamento è totalmente inutile.

Alla luce di ciò, se state cercando un’app di incontri totalmente gratuita, Bumble è una delle scelte migliori.

Bumble: la mia esperienza

Bene, abbiamo visto la teoria. Ora, è tempo di passare alla pratica.

In che modo tutto quello di cui abbiamo parlato si trasforma in match, conversazioni ed eventualmente incontri?
C’è solo un modo per scoprirlo!

Installo l’app, completo il profilo, rispondo alle domande e faccio qualche swipe… Ho degli impegni e devo fermarmi, ma mezz’ora dopo la riapro e vengo avvertito che ho già ricevuto dei like… wow, ottimo!

Non mi viene detto da chi provengano questi like (serve pagare per questo), così inizio a scorrere normalmente e fra i primissimi profili ci sono proprio loro, le ragazze che mi hanno lasciato un cuoricino. Piacciono anche a me, così faccio uno swip a destra e mi viene comunicato che ho ottenuto un match.
Ora la palla passa a loro: sono le ragazze a dover fare il primo passo, e hanno soltanto 24h di tempo… questo sì che è rilassante! Non devo neanche sforzarmi di pensare a qualche apertura carina e originale, sembra una pacchia.

Dopo poco, la prima ragazza, Mariam, mi scrive.
Hey” il suo messaggio.


Sono deluso.
Hey“?
Cosa dovrei rispondere? Con un altro “Hey“?
E poi? Lei mi ridice “hey” ed entriamo in un tunn(hey)l infinito?
Vabè, ci penso un po’.

Nel frattempo nel giro di qualche ora ottengo 12 match (tutti parecchio fuori dalla mia città).

Arriva il secondo “approccio”.
Viene da Lovely, che si spreca proprio: “Ehy ma ciao“.
Più poesia, ed anche più condensata, che in “M’illumino d’immenso“.

Comincio ad innervosirmi.

Seriamente? Bumble si autodefinisce l’app di dating femminista che dà alle donne il controllo, e loro altro non fanno che passare la palla a me?
Mi sale un forte senso di solidarietà e fratellanza maschile: i miei colleghi vengono etichettati come noiosi e banali perchè iniziano una chat scrivendo “hey ciao come va?” ed ora qua a parti invertite la stessa cosa è normale.

Aaaah, poco importa se io stesso odio e sconsiglio con tutte le mie forze certi tipi di approcci. Poco importa se non ho mai iniziato una conversazione con “hey” in vita mia. Poco importa se nell’articolo sui consigli per rimorchiare online, quello di non aprire una conversazione in questo modo è la regola #1.
Quello che sto vedendo qua riabilita la reputazione di centinaia di migliaia di maschi.

Vabè, cerco di darmi un contegno.
Magari queste ragazze non sono di quelle che si lamentano della banalità di noi uomini e del nostro scarso spirito d’iniziativa.
Magari se le avessi matchate su Tinder e avessi scritto loro “hey”, mi avrebbero risposto con “hey!” e poi avrebbero continuato dando inizio ad una favolosa conversazione.
Magari per loro è normale e giusto iniziare così, a prescindere dal sesso dello scrivente.
Quindi, non voglio sfogare su delle possibili innocenti la mia frustrazione.
Però certo, se fossero i tipi di ragazza che non rispondono ad una bella apertura personalizzata anche dopo aver provato in prima persona la difficoltà del mettere insieme 10 parole… beh, sarebbe abbastanza deludente eh…

Visto l’andazzo che si va delineando, rispondo a Mariam restituendole la palla e l’onere di portare avanti il gioco: “Hi Mariam 🙂 “.
Mi chiede “come va“.
Ancora una volta, le restituisco pan per focaccia: “bene, e tu?“.
Alla fine piano piano la conversazione prende un po’ piede: vedo che si impegna e decido di collaborare.
Certo, non è mai una chat stimolante, ma andiamo avanti a parlare per una decina di minuti.
Ci aggiungiamo su Instagram per rimanere in contatto. Non penso che accadrà, dato che viviamo a tipo 3 ore di auto di distanza e non abbiamo avuto una connessione tale da giustificare un viaggio del genere per un incontro conoscitivo, ma di questo non ha colpa nessuno.

La chat con Mariam non è stata propriamente un successo, ma ci siamo comunque scambiati un contatto sui social

Arriva poi Samin: “Funny or scary movies?
Ok, non particolarmente originale o minimamente personalizzato su di me, ma almeno rompe il ghiaccio in una maniera leggermente diversa. Mi fa una domanda, e rende possibile avviare un discorso su qualcosa.
Certo, una parte di me vorrebbe far leva sul fatto che probabilmente è il suo classico rompighiaccio copiaincolla per un’altra sorta di vendetta filosofico-esistenziale: “ah, scrivi a tutti così scommetto, eh?“.
…. ma decido di apprezzare lo sforzo, smetto di tirarmela ed inizio a parlarci normalmente.
Anche perchè, lo ammetto, quella foto in reggiseno e quell’altra con quel vestito da paura mi fanno un certo effetto.

 

Mi scrive poi Tessa: “I was more a Simba girl” (tradotto: “ero più una ragazza da Simba“).
Si riferisce al fatto che alla domanda del profilo “chi era il tuo idolo da piccolo?” avevo risposto “Pikachu!
Non male: ironia, originalità e personalizzazione!
Un po’ cortino, ma come voto le do un 8-. Anzi, facciamo 8+ per incoraggiamento.
Sto al gioco, le rispondo scherzando che sono molto deluso perchè è un punto sul quale non posso far finta di nulla, come il chili con carne senza carne, di cui parla nel suo profilo… peggio della carbonara vegetariana.
Dopo 5 minuti mi risponde e mi dà del narrow-minded (persona chiusa di mente). Non coglie molto bene la mia ironia e lo (non) fa in maniera anche parecchio saccente.
Eccellente! Tempo 3 messaggi e siamo già agli insulti da malinteso.
Non le rispondo e lascio cadere il match nel dimenticatoio: d’altronde se una persona non riesce a cogliere questo genere di ironia, con me può solo andare a finire male (lotta nel fango?).
Mi dispiace si sia sentita offesa.

Il tempo scorre, e le ragazze hanno solo 24h di tempo per fare la prima mossa, poi il match sparisce.
Sino ad ora, 4 mi hanno scritto e 8 no.
Dopo il boom delle prime due ore, non ricevo più alcuna compatibilità – calma piatta.
A parte per l’approccio di Ilaria, che mi rivela: “Ciao“.

Devo fare qualcosa per sbloccare la situazione… un momento! A questo punto, mi viene un dubbio. Sarà mica che sono io il tonto che si impegna a scrivere messaggi originali, quando la cosa giusta da fare è scambiarsi infiniti “hey“, “buongiorno“, “come va” e compagnia bella?

C’è solo un modo per scoprirlo: testerò le aperture che ho ricevuto su Bumble utilizzandole per iniziare una conversazione su Tinder. Tutte le grandi frasi da rimorchio che mi hanno insegnato i miei Bumblecontatti ora le userò con i prossimi 4 match a caso, e continuerò a condurre la conversazione come mi è stato insegnato.
In pratica, farò parlare i miei match su Tinder con i miei match su Bumble, rispondendo a ciascuno ciò che risponde l’altro.

L’inizio non è dei migliori. Le tecniche di Ilaria e Mariam non funzionano molto bene.
Le domande di Samin hanno risultati contrastanti: ottengono risposta, ma la conversazione stalla velocemente, come si può osservare nella laconica la risposta di Umbertina (nome di fantasia).

Fortunatamente però trovo su Tinder una ragazza che porta il nome di uno Stato Americano (non vi dico quale per proteggere la sua privacy, che suppongo non ce ne siano tante in Italia chiamate come lei) che mi dice come comportarmi con Lovely. Già, ricordate Lovely? Ancora non avevo risposto al suo “ehy ciao“, così quando ho usato la stessa apertura con la suddetta fanciulla dal nome americano, e questa mi ha risposto, ho saputo come andare avanti con la prima.
Nell’immagine sottostante, a sinistra la mia chat con Lovely, a destra quella con la fanciulla dal nome americano.

Risponderò a Lovely un ultimo, laconico “ok“, ed entrambe le conversazioni si pianteranno per il resto dei giorni a venire.

Passano 24h. Ricapitolando: ho avuto 12 match, tutti molto lontani (ad occhio e croce nel raggio di 100-250km), soltanto 5 mi hanno scritto, gli altri sono “scaduti”.
Di queste 5 ragazze, con una ci siamo aggiunti su Instagram, dove siamo in fase di stallo.
Con un’altra sto ancora parlando, ma vive lontano.
Le altre 3 conversazioni sono letteralmente naufragate nel giro di 1 (Ilaria), 3 (Tessa) e 4 (Lovely) messaggi.

Provo a cambiare qualche cosa nel profilo (ad esempio tolgo la risposta alla domanda “cosa cerco”), ma niente.
Allora provo a localizzarmi in un’altra grande città italiana dall’altra parte del paese… così, giusto per curiosità.
Ecco che qualche match comincia a tornare… non come nelle primissime due ore, ma qualcosa si smuove.

Anastasia mi chiede se sappia anche insegnare a nuotare (c’è una foto di me mentre nuoto). Bene così, le rispondo volentieri in tempo reale e le parlo brevemente della mia passione.
Non si fa più viva.

Chi si fa viva invece è Sofia. Un “buonasera” con tanto di faccina che ride come apertura, qualche convenevole, e poi punta tutto su un approccio classico: mi chiede dei miei hobby.
Penso che se 50 persone al mese facessero così, mi annoierei a morte e smetterei di rispondere. In questo caso però, è un po’ una novità, apprezzo l’interesse che ha mostrato per me e la conversazione può iniziare.

Conclusioni ed opinioni

Cosa dire di Bumble alla luce di tutto ciò?
Perchè ho voluto includere tutto questo racconto nella mia recensione, soffermandomi così tanto sulle migliorabili abilità di rimorchio delle ragazze?
Per il gusto di denigrarle? Ovviamente no!

L’ho messa su un piano molto scherzoso, ma in realtà era semplicemente un modo per far passare due concetti.

Il primo non riguarda Bumble in se’, ma vuole essere una riflessione in generale sul mondo del dating: la banalità è noiosa, e l’originalità difficile.
Una ragazza che usa Tinder dovrebbe iscriversi a Bumble per imparare ad apprezzare il tempo che un ragazzo impiega per scrivere qualcosa di originale solo per lei.
Un ragazzo che usa Tinder dovrebbe iscriversi a Bumble per imparare a riconoscere quanto noiosi siano certi modi di iniziare una conversazione.

Il secondo è che, anche se Bumble si autodefinisce come la versione “femminista” di Tinder poichè mette il controllo nelle mani delle donne, di femminista non c’è niente. Sì insomma, si tratta solo di una grande cavolata, o marketing che dir si voglia.
Premesso infatti che le donne hanno il pieno controllo delle persone con cui parlano anche su Tinder o Happn e tutte le altre di questo filone (basta non dare il like e nessuno ti contatta), nella stragrande maggioranza dei casi questo controllo si tramuta semplicemente nello scrivere “ciao” e passare la palla all’uomo.
In qualche occasione potreste ricevere qualche apertura un po’ più stimolante, ma se voi uomini vi aspettate di essere corteggiati e credete di non dover essere il motore della conversazione nel 99% dei casi, vi sbagliate di grosso.
Poi per carità, ammetto che, abituato a scrivere sempre per primo, è divertente per una volta sedersi ed aspettare di vedere se la ragazza di turno se ne uscirà con qualcosa di stimolante e divertente.

Chiarita la natura di Bumble, rimane solo da capire se permetta di fare incontri interessanti.
La mia opinione è che sì, potrebbe permettere di fare incontri interessanti. Vale il tempo che richiede? Forse no…

Dato che Bumble si ispira così fortemente a Tinder, il paragone è d’obbligo. E Tinder, vince a mani basse.
E’ vero che in 2-3 ore su Bumble ho avuto 12 match, ma a giudicare dalle città di tali match, questi erano stati ottenuti impostando un raggio di 200-250km. Una follia.

Basandomi sull’esperienza di cui ho parlato negli articoli su Tinder, se in quest’ultimo il mio profilo fosse comparso all’interno di un raggio così elevato, avrei potuto ottenere qualcosa come 150 match nello stesso intervallo di tempo.

Ok, all’atto pratico questo su Tinder non è possibile, perchè di fatto puoi comparire solo in un raggio molto più ristretto (solitamente circa 50km).
Quindi per replicare l’esperimento dovrei scegliere una grande città all’interno del grande raggio di Bumble, starci 20 minuti, poi passare alla successiva, e alla successiva, e così via… poco pratico.
Però avete capito il senso delle mie parole (spero).

Insomma, se vi interessa avere tanti match lontanissimi da voi nel più breve tempo possibile, Bumble funziona che è una meraviglia. Forse anche leggermente meglio di Tinder.
Su una scala di utilità da 1 a 10 però, una roba del genere si trova sotto 0, a meno che non viviate in camper.

Alla luce di ciò posso affermare che la quantità di utenti su Bumble è minima, quantomeno in Italia, e come ho detto più volte, il numero di persone dell’altro sesso è il fattore #1 quando si tratta di scegliere un’app di dating.

Poi dal punto di vista delle funzionalità Bumble vince: la chat è più carina, funziona meglio, c’è un velocissimo sistema di verifica dei profili per ridurre i fake, e gli utenti paganti non sono eccessivamente avvantaggiati.
Però ci fate poco con una chat carina ed un’app funzionale se non avete match.

Insomma, creare un profilo su Bumble porta via pochissimi minuti. Se abitate in una grande città, un paio di contatti ce li potreste anche tirare fuori.
Se siete uomini, avrete anche il piacere di scoprire cosa si prova ad essere rimorchiati.
Se siete donne, avrete il piacere\dispiacere di dover pensare a qualche modo originale di rompere il ghiaccio.

Non riponete troppe speranze su ciò che otterrete nell’app: le opinioni positive che si sentono a riguardo, solitamente, provengono da oltreoceano piuttosto che dall’Italia, dove Bumble conosce tutto un altro tipo di diffusione.
Ad ogni modo, se l’ambiente di Tinder vi ha stufati, allora vale la pena fare un tentativo anche da queste parti.

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Una curiosità su Tinder. Ho fatto un abbonamento Gold per sei mesi, ma sto pensando di disdirlo visti i risultati non esaltanti per cancellare il mio account e ricominciare daccapo con il rating. Se lo facessi potrei avere un rimborso per i mesi che non l’ho utilizzato?