L’Air du Desert Marocain: il profumo di una notte nel deserto

L’Air du Desert Marocain è il profumo più famoso e più conosciuto di Andy Tauer, un profumista svizzero, autodidatta, indipendente e un po’ fuori dalle righe, i cui profumi traggono tutti ispirazione da luoghi geografici ben precisi, in questo caso il deserto marocchino.

Non è il tipico profumo per ricevere tantissimi complimenti, specialmente nei confronti di una platea più giovane, compresa tra i venti e i trent’anni o anche meno, però è una delle fragranze più suggestive ed evocative che abbia mai sentito. Ha capacità di generare immagini e colori e questo la rende incredibilmente interessante a livello di emozioni.

Composizione e fragranza

Ha un odore che in me crea l’immagine dell’arancione, non so quanto possa essere dovuto alla suggestione del nome che evoca l’aria del deserto, la sabbia e il sole che tramonta però, secondo me, anche senza saperlo, l’arancione ti si forma davanti.

È una fragranza che, quindi, cerca di ricreare la suggestione del deserto e lo fa in due modi.

Il primo è un vago richiamo all’oriente, e sottolineo vago perché sarebbe facile creare un profumo che ricordi il deserto caricandolo di sapori mediorientaleggianti: sarebbe una soluzione semplice ed anche efficace perché la nostra mente ricollega questo tipo di odori speziati ed esotici a paesi molto caldi con grandi deserti, però sarebbe anche molto banale e scontata. Ne L’Air du Desert sono percettibili degli accenni di cumino e di coriandolo, una spezia molto leggera che ha un odore simile al limone e quindi molto più percettiva.

Il secondo aspetto è quello preponderante, ovvero la nota di ambra, nota principale di questo profumo. È presente anche una base legnosa, con un po’ di vetiver che serve per richiamare la secchezza del terreno brullo e arido del deserto. Pur non essendo il Marocco propriamente Oriente, nell’immaginazione di noi europei occidentali presenta molte somiglianze con il Medio Oriente per il tipo di terreno, per le spezie usate in cucina e per gli odori che è possibile sentire.

Tutti questi ingredienti non sono rivoluzionari, perché il vetiver, le spezie e il coriandolo sono presenti in tantissimi profumi da uomo, forse il cumino è un po’ più raro ma l’ambra ce l’abbiamo veramente ovunque.

Pur non essendo rivoluzionari, il loro mix è incredibilmente unico e originale, non esiste infatti un altro profumo che sia simile a L’Air du Desert Marocain, che abbia questa capacità di creare un “effetto wow”, caratteristica che non molti profumi hanno. Non è semplicemente un odore astratto, ma ha un fascino un po’ misterioso e un po’ esotico.

Quando è uscito Dior Savage, è stata una delle primissime se non la prima fragranza basata così pesantemente sull’ambroxan, una molecola nuova, totalmente sintetica, che non trova un corrispettivo in natura e che il nostro naso non può catalogare, ma che ci spiazza. Se senti un profumo agrumato come Dior Homme Sport, pur non essendo propriamente al limone, il tuo naso lo cataloga precisamente come profumo agrumato. L’ambroxan, invece, non ti ricorda il legno, non ti ricorda l’agrumi, erbe, piante o fiori, non ti ricorda niente. Ai tempi dell’uscita, secondo me, è stato un profumo rivoluzionario.

L’Air du Desert Marocain non è rivoluzionario in tal senso però è certamente unico e molto misterioso. Non so se mi avrebbe ricordato il deserto se non avessi saputo il nome di questa fragranza perché, secondo me, sa di nostalgia: se la nostalgia avesse un profumo, questo sarebbe L’Air du Desert Marocain, il profumo di un antiquario nella più positiva accezione del termine, il profumo della biblioteca d’Alessandria, in un’area completamente deserta, con il fascino che migliaia e migliaia di manoscritti antichi possono dare, il tutto in questa cornice afosa arancione e brulla in mezzo al deserto. Questa è la suggestione più malinconica e nostalgica che racchiude un po’ tutte le caratteristiche di questo profumo, a partire dal nome “deserto”, passando per questa componente nostalgica che io sento molto ma molto forte. È molto difficile parlare di questo profumo perché lo vedo estremamente astratto, ma spero di avervi dato un po’ un’idea.

Performance: scia e longevità

Le performance sono stratosferiche, la longevità è molto buona, ma in particolare quello che mi piace di questo profumo è la sua proiezione veramente potente, ma non di quelle ignoranti, come Invictus che con due spruzzi vi sovrasta in una maniera fastidiosissima, ma è la proiezione perfetta, perché con i classici tre-quattro spruzzi non vi ritrovate a emanare un odore veramente fastidioso, ma vi si sente anche a distanza. Lascia una scia incredibile, che non è mai opprimente e il risultato è che camminando per strada, in una sera d’estate, lascerete questa scia sempre molto piacevole, molto ampia, facendo giungere il vostro profumo alle persone che sentiranno nell’aria quest’odore estremamente suggestivo, estremamente evocativo, vagamente orientaleggiante, ma non il classico profumo mediorientale che tutti conosciamo a base di incenso e mirra, ma molto più sottile, unico, appunto. Non sarà la fragranza che attirerà una ragazza come potrebbe fare La Nuit De L’Homme, però è dannatamente buona. Se io sentissi a cinque metri questo quest’odore così particolare e non sapessi che si trattasse de L’Air du Desert, morirei dalla voglia di sapere chi abbia questo odore e come faccia ad averlo.

Quando indossare L’Air du Desert?

Questo profumo lo immagino indossato da un uomo molto elegante, magari un po’ vintage nello stile, non solo nel vestire ma anche nei modi di fare, un gentleman d’altri tempi. Va bene per la sera, sia per l’inverno, perché possiede una carica che lo rende assolutamente adeguato alla stagione fredda, ma anche per l’estate perché è stato pensato per ricordare delle zone calde e bollenti come il deserto. In estate forse potrebbe risultare un po’ opprimente, però secondo me bisogna avere la propensione e la passione per osare un po’, quindi si può indossare comunque benissimo la sera.

Questo profumo io l’ho indossato poche volte, ma quelle poche volte mi sono sentito proprio bene, mi piaceva tanto l’idea di diffondere nell’aria questa suggestione esotica.

Video

Questo articolo è stato ricavato dalla trascrizione dell’omonimo video pubblicato sul canale Youtube di Guida alla Scelta, che potete trovare in fondo alla pagina.

 

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